Muovere le gambe fa stare bene il cervello

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Tatters (Tracy Kerdman)

Secondo ultime ricerche la salute neurologica dipende tanto dai segnali inviati dai grandi muscoli delle gambe del corpo al cervello quanto da quelli inviati dal cervello ai muscoli. Pubblicato su Frontiers in Neuroscience, uno studio dell’Università degli studi di Milano, fornisce ai medici nuovi indizi sul perché i pazienti con malattia dei motoneuroni, sclerosi multipla, atrofia muscolare spinale e altre malattie neurologiche spesso hanno un rapido declino quando il loro movimento diventa limitato. Questo studio supporta l’idea che le persone che non sono in grado di fare esercizi – come pazienti che sono a letto o persino astronauti durante viaggi lunghi – non solo perdono la massa muscolare, ma la loro chimica corporea è alterata a livello cellulare e anche il loro sistema nervoso subisce un impatto negativo. I ricercatori hanno limitato dei topi a usare le zampe posteriori, ma non le zampe anteriori, per un periodo di 28 giorni. I topi continuavano a mangiare e a pulirsi normalmente e non mostravano stress. Alla fine del processo, i ricercatori hanno esaminato un’area del cervello chiamata zona sub-ventricolare, che in molti mammiferi ha il ruolo di mantenere la salute delle cellule nervose. È anche l’area in cui le cellule staminali neurali producono nuovi neuroni. La limitazione dell’attività fisica ha ridotto del 70% il numero di cellule staminali neurali rispetto a un gruppo di controllo di topi a cui era consentito deambulare in modo libero. Inoltre, sia i neuroni che gli oligodendrociti – cellule specializzate che supportano e isolano le cellule nervose – non si sviluppavano pienamente quando l’esercizio veniva drasticamente ridotto. La ricerca mostra che l’uso delle gambe, in particolare nell’esercizio fisico, invia segnali al cervello che sono vitali per la produzione di cellule neurali sane, essenziali per il cervello e il sistema nervoso. Ridurre l’esercizio fisico rende difficile per il corpo produrre nuove cellule nervose, alcune delle fondamenta che ci permettono di gestire lo stress e adattarsi alle sfide della nostra vita. Non è un caso che siamo destinati a essere attivi: camminare, correre, accucciarsi per sedersi e usare i muscoli delle gambe per sollevare le cose. La salute neurologica non è una strada a senso unico, con il cervello che dice di sollevare i muscoli, camminare e così via. I ricercatori hanno acquisito maggiori informazioni analizzando le singole cellule. Hanno scoperto che limitare l’esercizio riduce la quantità di ossigeno nel corpo, il che crea un ambiente anaerobico e altera il metabolismo. Anche la riduzione dell’attività fisica sembra avere un impatto su due geni, uno dei quali, CDK5Rap1, è molto importante per la salute dei mitocondri – la centrale elettrica che rilascia energia che il corpo può utilizzare. Questo rappresenta un altro ciclo di feedback. Questi risultati fanno luce su diversi importanti problemi di salute, che vanno dalle preoccupazioni sugli impatti cardio-vascolari come risultato di stili di vita sedentari alla comprensione di malattie devastanti, come l’atrofia muscolare spinale (SMA), la sclerosi multipla e la malattia dei motoneuroni, tra gli altri. Si potrebbe dire che la nostra salute è radicata sulla Terra in modi che stiamo appena iniziando a capire. Questa ricerca dimostra il ruolo fondamentale del movimento e ha una serie di potenziali implicazioni. Oltre alle malattie che obbligano a stare a letto, ci sono anche i lavori sedentari ed inoltre il disagio psichico che indirettamente costringe le persone a vite sedentarie, vissute molto nella propria testa e poco col resto del corpo. Tutto questo innesca circoli viziosi che fanno aggravare la propria condizione, per cui come sosteniamo spesso, il proprio benessere mentale e la cura del proprio cervello passa anche per l’esercizio fisico.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Reduction of Movement in Neurological Diseases: Effects on Neural Stem Cells Characteristics” by Raffaella Adami, Jessica Pagano, Michela Colombo, Natalia Platonova, Deborah Recchia, Raffaella Chiaramonte, Roberto Bottinelli, Monica Canepari and Daniele Bottai in Frontiers in Neuroscience. Published May 23 2018.

12 commenti Aggiungi il tuo

  1. nonsolocampagna ha detto:

    Mens sana in corpore sano.

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    1. Si, il concetto è sempre quello

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  2. Le perle di R. ha detto:

    Grazie per questo articolo, è stato illuminante per me.

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    1. Grazie a te, mi fa piacere☺️

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  3. Giuliana ha detto:

    Non ho speranze 😞

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    1. Ce la puoi fare, basta iniziare… E poi mi risulta dal tuo post dell’altro giorno che ogni tanto cammini!

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      1. Giuliana ha detto:

        Ogni tanto, poco tempo e artrosi all’anca destra 😞

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      2. Fai quello che puoi… 😘

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  4. Francesca ha detto:

    Cammino sempre che sia all’aria aperta o sul tapis roulant 😉

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