La nostra percezione è influenzata dai nostri pregiudizi

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Bad judgment (Noemi Romaniuc)

Secondo una nuova ricerca pubblicata su eLife, quando prendiamo delle decisioni, la nostra percezione è influenzata dai giudizi che abbiamo espresso in passato come un modo per rimanere coerenti con noi stessi. I risultati forniscono una maggiore comprensione del processo decisionale umano in generale e spianano la strada a un’indagine più approfondita su come le nostre scelte siano influenzate dai nostri tentativi di essere auto-coerenti. Ogni giorno prendiamo migliaia di decisioni sulla base di informazioni sensoriali – dove camminare, chi salutare e cosa mangiare. Il modo in cui tali decisioni percettive sono formate attraverso l’integrazione e la valutazione delle prove sensoriali è stato studiato approfonditamente. Ma mentre la ricerca precedente ha suggerito che le scelte che facciamo possono influenzare le nostre decisioni successive, i risultati sono stati diversi, e non c’è una chiara spiegazione del modello che colleghi i vari risultati. Per risolvere questo problema, due ricercatori statunitensi hanno testato l’ipotesi che il tentativo di rimanere auto-coerenti porta a pregiudizi post-decisionali nelle persone quando fanno scelte future. Hanno espresso questa ipotesi con un modello statistico auto-consistente, che presuppone che la percezione di una persona sia influenzata sia dalle prove sensoriali che dalle precedenti scelte quando prende una decisione. Gli scienziati hanno convalidato il loro modello appena sviluppato e le loro ipotesi chiave con una serie di tre esperimenti psicofisici effettuati da 10 partecipanti (sei maschi e quattro femmine). Questi esperimenti si concentravano su una sequenza di compiti in cui i soggetti dovevano prima giudicare se l’orientamento generale di un modello visivo (lo stimolo) era in senso orario o antiorario rispetto a un riferimento, prima di richiamare l’effettivo orientamento del motivo dalla memoria. Il secondo esperimento ha verificato come le stime di orientamento dei soggetti fossero dipendenti dalla loro conoscenza dello stimolo nel primo test, mentre il terzo esperimento ha esaminato se hanno trattato i loro giudizi come se fossero corretti. Una nuova serie di partecipanti allo studio, oltre ai 10 originali, furono reclutati per eseguire il secondo e il terzo esperimento. I test hanno convalidato il modello auto-consistente mostrando che le scelte dipendevano dalla conoscenza preliminare dello stimolo dei soggetti e che i soggetti hanno trattato la loro decisione come se fosse assolutamente corretta. Insieme, i risultati suggeriscono che le nostre decisioni possono sostanzialmente cambiare la nostra memoria immediata di ciò che abbiamo appena sperimentato percettivamente nel tentativo di rendere la nostra esperienza coerente con le nostre decisioni precedenti. Questo modello suggerisce che, nel prendere decisioni in generale, il cervello si concentra maggiormente sul rimanere auto-coerenti che sul ricordare precisi dettagli del passato. Questo indica che gli esseri umani condizionano se stessi per essere coerenti nel modo in cui ricordano il passato, e questo modello consente di quantificare e predire con precisione questi effetti del pregiudizio. Sono ora necessarie ulteriori ricerche per capire come questo pregiudizio si riflette nei processi neurali alla base delle nostre attività decisionali, ma intanto c’è molto da riflettere su come sia importante liberarsi dal giudizio (proprio e degli altri) per poter vivere la realtà senza condizionamenti.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Post-decision biases reveal a self-consistency principle in perceptual inference” by Long Luu, and Alan A Stocker in eLife. Published May 22 2018.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Le perle di R. ha detto:

    “ma intanto c’è molto da riflettere su come sia importante liberarsi dal giudizio (proprio e degli altri) per poter vivere la realtà senza condizionamenti.”

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    1. Eh si, è davvero una riflessione fondamentale!

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