Il dolore migliora le prestazioni di alcuni

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THE PAIN (Nicolas GOIA)

Nonostante siano ostacolati da lesioni dolorose, molti atleti continuano a competere e vincere. Ad esempio, nel ’64 il difensore del Toronto Maple Leafs Bobby Baun segnò il punto della vittoria nei supplementari, nonostante avesse la caviglia rotta, aiutando la sua squadra a vincere la Stanley Cup nel 1964. Perché alcuni individui possono svolgere un compito – e farlo bene – mentre provano dolore? Esiste una relazione complessa tra dolore e attenzione, in cui il dolore può modulare l’attenzione e viceversa. Inoltre, l’interazione tra questi due fattori differisce da una persona all’altra. I ricercatori hanno dimostrato che gli individui possono essere classificati di due tipi a seconda di come il dolore influisce sulle loro prestazioni nel fare un compito. Negli individui di tipo P, il dolore impedisce la loro capacità di svolgere un compito; mentre, in individui di tipo A, come Bobby Baun, il dolore migliora le loro prestazioni. Per ottenere una migliore comprensione dei meccanismi cerebrali che contribuiscono a questo comportamento divergente durante il dolore, è stato condotto uno studio esaminando i modelli di attività cerebrale in questi due gruppi. In primo luogo, 51 partecipanti sani sono stati classificati come di tipo A o di tipo P in base alla loro prestazione in un complesso compito mentale in presenza e in assenza di uno stimolo doloroso. Successivamente, i partecipanti sono stati sottoposti a una scansione funzionale RM (fMRI), mentre non stavano pensando a qualcosa in particolare, per misurare la loro attività cerebrale spontanea. I ricercatori hanno focalizzato il loro studio sull’attività delle cellule cerebrali in due reti: la rete di controllo esecutivo (EC) e la rete di salienza. La rete CE aiuta a ottimizzare il comportamento di una persona in risposta a ciò che sta accadendo intorno a loro; mentre la rete di salienza è normalmente impegnata quando qualcosa come il dolore attira l’attenzione. Attraverso la loro analisi, il dottor Davis e il suo gruppo di ricerca hanno scoperto un legame tra attività cerebrale spontanea e performance del compito con dolore. La sincronia di attività tra la rete CE e la rete di salienza, così come all’interno della rete di salienza, era più flessibile negli individui di tipo A rispetto agli individui di tipo P. Questi risultati suggeriscono che la comunicazione cerebrale è più flessibile negli individui di tipo A – una caratteristica che potrebbe essere importante per dare priorità alle prestazioni del compito rispetto al dolore, producendo prestazioni migliori. In futuro sarebbe interessante esplorare se la flessibilità della comunicazione sia interrotta nel dolore cronico e come sia alterata da trattamenti per il dolore cronico – inclusi interventi chirurgici, farmaci e terapia cognitivo-comportamentale. Ciò migliorerà la comprensione dei meccanismi alla base del dolore cronico, che sarà strumentale per lo sviluppo di terapie più efficaci e personalizzate per questa condizione debilitante.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Slow-5 dynamic functional connectivity reflects the capacity to sustain cognitive performance during pain” by J. C. Cheng, R. L. Bosma, K. S. Hemington, A. Kucyi, M. A. Lindquist, and K. D. Davis in NeuroImage. Published May 2018.

13 commenti Aggiungi il tuo

  1. emycreazioni ha detto:

    tante volte la passione e l’amore per quello che facciamo è più forte del dolore..ho rotto la spalla due volte a cavallo ma dopo 15 gg ero di nuovo in sella…e ne conosco tanti

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    1. Esatto, parlavo proprio di questo nell’articolo!

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  2. Le perle di R. ha detto:

    Credo di essere proprio il tipo P 😦

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    1. Vorrà dire che devi fare attenzione a non farti male!😉

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      1. Le perle di R. ha detto:

        Ce la metto tutta, davvero. 😀

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  3. illettorecurioso ha detto:

    Anche io purtroppo sono del tipo P!

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    1. Il mio essere di tipo A mi ha fatto sottovalutare diversi infortuni ricevuti di cui ancora porto i segni… forse non è male essere del tipo P!

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  4. haikuspot ha detto:

    Io dipende dai casi e per cosa, sono bipolare? XD

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    1. Non sei bipolare, o meglio questa cosa non lo fa diagnosticare… Forse alcune cose che ti appassionano di più rendono più attivo il tuo cervello e quindi ti spingono ad ignorare il dolore

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      1. haikuspot ha detto:

        In realtà dipende molto cosa devo fare. Tipo se mi scoppia la testa ma ho un’urgenza prima tiro a diritto più concentrato, poi blackout istantaneo a lavoro terminato “e non voglio saperne niente di nessuno finché non mi passa”

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      2. Credo che nel tuo caso sia l’adrenalina che sale, insieme a livelli di cortisolo, e poi tutto finisce a lavoro compiuto, svuotandoti completamente

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  5. mariluf ha detto:

    Forse sono più di tipo A che non di tipo P…Ma credo possa influire anche il tipo di dolore, almeno per me. In gioventù “rendevo meglio”, soprattutto in ginnastica, quando stavo male.E non era passione. Adesso certi tipi di disturbi mi tolgono le forze…

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    1. È possibile… Un altro fattore potrebbe essere la motivazione. Comunque essendo una caratteristica dettata dal cervello è fisiologico che vari col tempo

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