Limitarsi di meno per avere meno rimpianti

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Do it (Katalina Koneva)

Amori finiti e mai dimenticati, passioni non coltivate fine in fondo, sogni di diventare sportivi di successo o musicisti famosi, secondo una ricerca della Cornell University i nostri rimpianti più duraturi sono quelli che derivano dalla nostra incapacità di perseguire fino in fondo ciò che il nostro io ci comunica di fare. I ricercatori hanno scoperto che le persone sono perseguitate più dai rimpianti per non aver realizzato le loro speranze, i loro obiettivi e le loro aspirazioni che dai rimpianti per non aver adempiuto ai loro doveri, obblighi e responsabilità. La ricerca “The Ideal Road Not Taken” è stata pubblicata sulla rivista Emotion. Si basa sull’idea che tre elementi costituiscono il senso di sé di una persona: il sé reale, il sé ideale e il proprio sé. Il sé reale è costituito dagli attributi che una persona crede di possedere. Il sé ideale è gli attributi che idealmente vorrebbe possedere, come speranze, obiettivi, aspirazioni o desideri. Il proprio sé è la persona che ritiene debba essere basata su doveri, obblighi e responsabilità. I ricercatori hanno intervistato centinaia di partecipanti nel corso di sei studi, descrivendo le differenze tra le varie forme di sé e chiedendo loro di elencare e categorizzare i loro rimpianti sulla base di queste descrizioni. I partecipanti hanno affermato di aver sperimentato i rimpianti sul loro sé ideale molto più spesso (72% contro 28%). Più della metà ha menzionato più rimpianti del sé ideale rispetto alle altre forme del sé. E quando gli è stato chiesto di nominare il loro più grande rimpianto nella vita, il 76% dei partecipanti ha accennato al rimpianto per non aver soddisfatto il proprio sé ideale. Perché i fallimenti auto-ideali suscitano un rimpianto duraturo? Le aspettative del proprio sé sono di solito più concrete e implicano regole specifiche – come il modo di comportarsi durante un funerale – e quindi sono più facili da soddisfare. Ma i rimpianti legati all’ideale tendono ad essere più generali: sii un buon genitore, sii un buon mentore. Bene, cosa significa, davvero?. Non ci sono guide chiare. E puoi sempre fare di più. La ricerca ha implicazioni pratiche, in quanto in primo luogo, spesso pensiamo che prima abbiamo bisogno di ispirazione prima di poter lottare per raggiungere i nostri ideali. Ma una quantità significativa di ricerche psicologiche dimostra che non è vero. Come dice lo slogan della Nike:”Fallo e basta”, non bisogna aspettare l’ispirazione, immergiti. Aspettare l’ispirazione è una scusa. L’ispirazione nasce dall’impegno nell’attività. E le persone spesso non riescono a raggiungere i loro obiettivi ideali perché sono preoccupati di come appariranno agli altri. Ad esempio, una persona potrebbe voler imparare a cantare, ma non lo fa pensango alle critiche severe delle persone per le stonature. Le persone sono più caritatevoli di quanto pensiamo e inoltre non ci notano quanto noi pensiamo. Se è questo che ti trattiene – la paura di ciò che gli altri penseranno e noteranno – allora pensa un po’ di più a farlo.

Daniele Corbo

Bibliografia: “The ideal road not taken: The self-discrepancies involved in people’s most enduring regrets” by Davidai, Shai and Gilovich, Thomas in Emotion. Published May 2018.

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. Menti Vagabonde ha detto:

    Condivido. A volte trascorre una vita prima di avere il coraggio di fare, anche se io ho il dubbio che a volte non ” si faccia” perch molti desideri sono difficilmente realizzabili…o è anche meglio che non si realizzino. Oggi quanta gente desidera stare in tv, sui giornali ecc ecc senza saper far nulla di particolare o convinti ad esepio di essere attori, cantanti…

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    1. Il punto è che prima di tutto bisognerebbe conoscersi, per essere certi che i nostri desideri siano realmente i nostri e non condizionamenti mentali…

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      1. Le perle di R. ha detto:

        Perciò adesso, da ragazza, vado con i piedi di piombo a volte, mentre da ragazzina/bambina possedevo forti desideri ma non realizzabili per cause di forza maggiore. E devo dire che quest’ultimi nei momenti interiori più difficili si fanno risentire. Insomma, confermo su questo articolo e sul tuo commento.

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  2. daphne ha detto:

    “Le persone […] non ci notano quanto noi pensiamo”…verissimo! Peccato capirlo tardi nella vita!

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    1. Capirlo già è tanto… Buona settimana

      Piace a 1 persona

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