Cibi con grassi e carboidrati attivano maggiormente i circuiti della ricompensa

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Food desert (Carlos Schongut)

I ricercatori mostrano che il centro di ricompensa del cervello valuta gli alimenti ad alto contenuto di grassi e carboidrati, cioè molti alimenti trasformati, più degli alimenti contenenti solo grassi o solo carboidrati. Uno studio condotto su 206 adulti, pubblicato sulla rivista “Cell Metabolism”, sostiene l’idea che questi tipi di alimenti possano dirottare i segnali innati del nostro corpo che governano il consumo di cibo. Il processo biologico che regola l’associazione degli alimenti con il loro valore nutrizionale si è evoluto per definire attentamente il valore di un alimento in modo che gli organismi possano prendere decisioni adattive. Ad esempio, un topo non dovrebbe rischiare di correre all’aperto e esporsi a un predatore se un alimento fornisce poca energia. Sorprendentemente, gli alimenti contenenti grassi e carboidrati sembrano segnalare i loro potenziali carichi calorici al cervello attraverso meccanismi distinti. Questo studio mostra che quando entrambi i nutrienti sono combinati, il cervello sembra sovrastimare il valore energetico del cibo. I soggetti sottoposti a test sono stati sottoposti a scansioni cerebrali mentre venivano mostrate fotografie di snack familiari contenenti principalmente grassi, principalmente zuccheri e una combinazione di grassi e carboidrati. Assegnato una quantità limitata di denaro per fare un’offerta per i loro alimenti di prima scelta, i soggetti erano disposti a pagare di più per gli alimenti che combinavano grassi e carboidrati. Inoltre, la combinazione grasso-carboidrati ha attivato i circuiti neurali nel centro di ricompensa del cervello più che un cibo preferito, un cibo potenzialmente più dolce o più denso di energia o una porzione più grande. I ricercatori hanno osservato che i nostri antenati cacciatori-raccoglitori mangiavano principalmente piante legnose e carne animale. In natura, cibi ricchi di grassi e carboidrati sono molto rari e tendono ad avere fibre che rallentano il metabolismo. Al contrario, è molto comune per gli alimenti trasformati avere carichi grassi ed alto contenuto di carboidrati. Dopo l’inizio dell’allevamento di animali e delle coltivazioni di piante con il conseguente sviluppo della produzione di cereali e latticini circa 12.000 anni fa, aumentarono le opportunità di consumare grassi e carboidrati, ma i cibi trattati come le ciambelle, che potevano contenere 11 grammi di grassi e 17 grammi di carboidrati, esistono da soli 150 anni, non abbastanza a lungo per permetterci di sviluppare una nuova risposta cerebrale a loro. Gli scienziati ritengono che la nostra esperienza passata con le proprietà nutritive dei carboidrati rilasci la dopamina nel cervello attraverso un segnale metabolico ancora sconosciuto. Questi tipi di segnali sembrano aiutare a regolare cosa e quanto mangiamo. I ricercatori teorizzano che l’attivazione simultanea delle vie di segnalazione dei grassi e dei carboidrati lancia un effetto che la fisiologia umana non si è evoluta ancora a sufficienza per gestirlo. Coerentemente con questo suggerimento, i roditori che hanno accesso al solo grasso o ai carboidrati regolano il loro apporto calorico giornaliero totale e il peso corporeo. Ma dato l’accesso illimitato a grassi e carboidrati, guadagnano rapidamente peso. Quindi idealmente la soluzione per tutti sarebbe limitare l’accesso a cibi ad alto contenuto di grassi e carboidrati.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Supra-Additive Effects of Combining Fat and Carbohydrate on Food Reward” by Alexandra G. DiFeliceantonio, Géraldine Coppin, Lionel Rigoux, Sharmili Edwin Thanarajah, Alain Dagher, Marc Tittgemeyer, and Dana M. Smalll in Cell Metabolism. Published June 14 2018

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Tiziana ha detto:

    Quando si è più nervosi ricerchiamo cibi grassi e con carboidrati. Una sensazione di pienezza che, però, potrebbe essere sostituita da altri cibi. In eccesso fanno male. Non sono da eliminare, ma cercare di variare l’alimentazione. Il fatto di abusarne è tipico di chi comunque ha problemi (gravi o meno). Bisognerebbe stare più sereni. Ho fatto caso che in stati di benessere mangiamo più sano o comunque di tutto. I cibi grassi e i carboidrati li associo a un farsì male se consumato senza verdure, proteine. Meglio poco e di tutto.

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    1. Ciao cara Tiziana! Sul cibo insisto molto sul sito, perché sono persuaso (in linea con studi recenti) che una sana alimentazione (dove ogni alimento è presente nelle giuste proporzioni) è elemento fondamentale per un benessere mentale. Quindi anche su questo siamo sulla stessa linea! ☺️

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  2. Ora capisco perché la lasagna rappresenta l’apoteosi! Ma non mi dispiace un tiramisù.

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  3. Menti Vagabonde ha detto:

    Ogni giorno occorre lavorate per ricercare e mantenere un certo equilibrio…in tutti gli aspetti della vita. Com’è difficile anche arrivare ad una sana alimentazione! Soprattutto in questi ultimi anni tra ricerche scientifiche, scuole di pensiero, movimenti, fazioni…aiuto!

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    1. La ricerca scientifica in merito ad un’alimentazione che faccia bene al cervello è sempre coerente, poi se si parla di diete(ma non è mio interesse) allora c’è molta variabilità, ma lì di scientifico c’è poco…

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  4. Menti Vagabonde ha detto:

    Ogni tanto però saltano fuori università del vattelapesca che dicono tutto e smentiscono tutto 😦

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    1. Hai ragione, ma infatti bisognerebbe leggere solo gli articoli pubblicati su riviste credibili. Buona giornata

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