La percezione del tempo

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Lost In Time (Sally Chan)

Ci siamo passati tutti: in attesa che finisca una riunione noiosa o che arrivi un autobus e il tempo sembra trascinarsi molto più lentamente del solito. Eppure i nostri momenti più piacevoli sembrano sfrecciare alla velocità della luce. Sembra ovvio che gli eventi più noiosi sembrino richiedere più tempo di quelli che ci stimolano. Ma c’è un’altra ragione per cui a volte viviamo diversamente in termini di tempo. Se capiamo che cosa provoca un evento o lo facciamo noi stessi, il tempo che intercorre tra la causa e i suoi effetti sembra essere più breve di un evento su cui non abbiamo alcun controllo. Questo fenomeno, noto come legame temporale, può aiutarci a scoprire alcune verità importanti sulla relazione tra causa ed effetto e se siamo o meno realmente responsabili di diverse azioni. Il legame temporale funziona in modo curioso. La causa di un evento sembra essere spostata più avanti nel tempo verso il suo effetto, che a sua volta viene spostato indietro nel tempo verso la causa. Dal nostro punto di vista, i due eventi sono attratti l’uno verso l’altro, essenzialmente legati l’uno all’altro nel tempo. I ricercatori dell’UCL sono stati i primi ad imbattersi in questo fenomeno. Hanno chiesto ai volontari di premere un pulsante che produceva un suono dopo un breve ritardo. I volontari hanno trovato che l’azione di premere il pulsante e le conseguenze del suono sembravano avvenire più vicine nel tempo rispetto a quando non erano responsabili della pressione del pulsante. Lo stesso effetto non si è verificato quando il tono è venuto dopo uno spasmo muscolare involontario (causato da stimolazione al cervello), o dopo un altro tono seguendo lo stesso ritardo. Così i ricercatori hanno fatto riferimento al fenomeno come “legame intenzionale” in quanto ritenevano che fosse il coinvolgimento volontario della persona (e quindi la sua intenzione di agire) a legare insieme l’azione e le conseguenze nel tempo. Per questo motivo, il fenomeno è stato rapidamente visto come un nuovo modo di valutare quante persone si sentono in controllo in determinate situazioni senza doverle realmente chiedere. Recentemente, i ricercatori hanno persino applicato il legame temporale al famoso esperimento di elettroshock di Milgram per vedere se le persone si sentono responsabili delle azioni che sono state costrette a fare. L’esperimento originale di Milgram prevedeva di istruire i partecipanti a somministrare scosse elettriche l’un l’altro per vedere se le persone avrebbero obbedito a un ordine che causava danni. I ricercatori hanno usato un setup simile, ma hanno anche chiesto ai partecipanti di stimare il tempo tra quando hanno premuto il pulsante che ha causato lo shock e il momento in cui è stato somministrato lo shock. I ricercatori hanno scoperto che quando il partecipante è stato costretto a dare uno shock elettrico, hanno sperimentato il tempo che intercorre tra la loro azione e il risultato più a lungo di quando decidevano di agire volontariamente. Sulla base di ciò, i ricercatori hanno concluso che quando qualcuno è costretto a fare qualcosa si sente meno in controllo o meno responsabile delle proprie azioni rispetto a quando eseguono azioni volontariamente. Ciò ha implicazioni affascinanti per situazioni come i processi per crimini di guerra, in cui gli imputati spesso affermano di aver semplicemente obbedito agli ordini e quindi non sono responsabili delle loro azioni. Il legame temporale è stato anche usato per studiare le condizioni mediche e ha prodotto anche alcuni risultati interessanti. I ricercatori hanno scoperto che le persone con schizofrenia sperimentano un legame temporale maggiore rispetto a quelli senza la condizione. Questo suggerisce ai sofferenti di provare un esagerato senso di controllo sull’esito delle loro azioni, che può aiutare a spiegare perché credono illusamente di avere il controllo su cose di cui non potrebbero essere plausibilmente responsabili. Sebbene il legame temporale sia stato rapidamente adottato come un modo per misurare sentimenti di controllo e responsabilità, ricercatori dell’università di Cardiff hanno dimostrato che questo effetto è più probabile che riguardi le relazioni causali. Noi viviamo legami quando osserviamo semplicemente una cosa che ne causa un’altra, anche quando non ne siamo direttamente responsabili. Ad esempio, quando una leva meccanica preme un pulsante che produce un suono. Questo mostra essenzialmente che la nostra esperienza del tempo può essere influenzata e modellata dalle nostre convinzioni su causa ed effetto. Il legame è ancora maggiore quando è coinvolta l’azione umana, ma ciò è probabilmente dovuto all’azione umana e alla conseguenza semplicemente essere un tipo speciale di causa ed effetto. Un suggerimento interessante è che l’associazione si verifica come un modo per noi di conoscere il mondo. Forse associamo eventi correlati l’uno con l’altro per aiutarci a capire più chiaramente come funziona il mondo, come le cose si relazionano tra loro e come le nostre azioni hanno un impatto sul mondo che ci circonda. Per testare questa teoria, i ricercatori della Queen’s University, di Belfast e della Cardiff University stanno esaminando il modo in cui i bambini sperimentano il legame. Forse i bambini sperimentano un legame più grande come modo per apprendere in modo efficiente su un mondo che hanno meno comprensione degli adulti. D’altra parte, i bambini possono sperimentare un legame in misura minore rispetto agli adulti perché potrebbero essere meno in grado di selezionare e utilizzare le informazioni dal loro ambiente. In alternativa, il legame può essere costante per tutta la vita e riflettere un modo inedito e immutabile di sperimentare e conoscere il mondo. Qualunque sia il risultato, questa ricerca potrebbe fornirci informazioni inestimabili su come apprendiamo il mondo.

Daniele Corbo

Bibliografia: The Conversation “Even Noticed Time Seems to Move Faster When You’re in Control of Things?.” NeuroscienceNews. NeuroscienceNews, 15 June 2018.

16 commenti Aggiungi il tuo

  1. titti onweb ha detto:

    a me vola sempre! che problema ho ????? Daniele, ciao….uno studio su come rallentare (la percezione del) il tempo che vola? GRAZIE!

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    1. Prova ad essere più concentrata sul momento e su quello che stai facendo, cercando di non avere il controllo della realtà. Potrebbe essere una soluzione… Buonanotte cara

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      1. titti onweb ha detto:

        Prima parte (concentrazione) : ci sono
        Seconda parte (cercando di…) : non capisco il significato
        😱😊

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      2. titti onweb ha detto:

        Magari domani mattina a mente fresca ci penso….

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  2. cuoreruotante ha detto:

    Questo discorso l’ho fatto domenica con una mia amica. Lei ha tremila impegni, io molti meno, ma entrambe ci siamo ritrovate a dire “Ma inizia già la maturità?” (Lei insegna) E pensare che quando si è giovani non si vede l’ora di avere diciott’anni per prendere la patente e dopo il tempo… vola

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    1. Il problema è che spesso vola e non ci lascia molto dentro di noi e si ha la sensazione di averlo sprecato. Personalmente cerco di evitare di sprecarlo, godendo di ogni attimo. Buona giornata, cara

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  3. Dora Millaci ha detto:

    Caspita che cosa interessante!!! Grazie per averne parlato

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    1. Si, è un tema molto interessante!. Grazie a te

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      1. Dora Millaci ha detto:

        Sempre a te e complimenti!!!

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  4. titti onweb ha detto:

    Ciao Daniele! Ci ho ripensato a mente fresca ma non capisco proprio! Cosa significa avere o non avere il controllo della realtà?

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    1. Ciao Titti, scusami se non ti ho più risposto e se non mi sono espresso male… Intendevo semplicemente di non provare ad avere tutto sotto controllo,: aspetti della realtà, comportamenti propri e degli altri, emozioni.

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      1. titti onweb ha detto:

        Ah, ok. Capito! Quindi il trucco sta lì? Vedrò di approfondire in famiglia (amici stanno dentro in ”famiglia”…..)

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      2. Sicuramente non basta questo, ma aiuta molto

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      3. titti onweb ha detto:

        Se aiuta è già buona cosa…..bisogna rallentarlo😀😀

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