Dimenticare potrebbe migliorare l’apprendimento

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Forgetting the game (Milica Lazarevic)

Dimenticare nomi, abilità o informazioni apprese in classe è spesso considerato come puramente negativo. Per quanto poco intuitiva possa sembrare, la ricerca suggerisce che la dimenticanza gioca un ruolo positivo nell’apprendimento: può effettivamente aumentare la conservazione a lungo termine, il recupero di informazioni e le prestazioni. Questi risultati sono stati presentati presso l’istituto di American Physiological Society (APS) sull’insegnamento e l’apprendimento a Madison. Gli indizi contestuali hanno un ruolo in quello che le persone sono in grado di archiviare e recuperare dalla loro memoria. Un cambiamento nel contesto può causare oblio, ma può anche cambiare e arricchire il modo in cui le informazioni vengono codificate e recuperate, il che può migliorare l’apprendimento. La dimenticanza può essere definita come una diminuzione di come alcune informazioni o procedure siano facilmente accessibili in un determinato punto nel tempo. Ad esempio, alcuni elementi potrebbero essere fortemente impressi nelle nostre memorie (denominati “strong storage strength”), come un numero di telefono dell’infanzia, ma potrebbe essere difficile da recuperare rapidamente a causa del periodo di tempo trascorso dall’accesso a tali informazioni (“forza di recupero debole”). Il cervello in pratica seleziona le informazioni più ricorrenti, quelle probabilmente più utili e fa in modo che siano di più facile accesso, un po’ come lasciare una bolletta in bella mostra se la dobbiamo pagare presto. Mentre per quelle informazioni meno usate il cervello ha in genere la capacità di poterle recuperare, ma con più fatica, come quando riponiamo un libro in libreria e puntualmente non riusciamo a trovarlo se, dopo anni, lo vogliamo riprendere in mano. Insomma sembra che se il nostro cervello dimentica in maniera organizzata, allora sta funzionando bene.

Daniele Corbo

Bibliografia: “forgetting enables, rather than undoes, learning” in the plenary session “Forgetting as a friend of learning” at the American Physiological Society’s (APS’s), Robert A. Bjork.

2 commenti Aggiungi il tuo

    1. Anche con le mie in realtà…

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