I meccanismi collegati alla perdita di memoria

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Are you paying attention? (Gillian Lee Smith)

Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Molecular Psychiatry, descrive un nuovo meccanismo coinvolto nella perdita di memoria associata all’invecchiamento. Il lavoro sviluppato in 3 anni da un team di scienziati portoghesi, francesi e tedeschi mostra ora che specifici cambiamenti nella segnalazione dei circuiti coinvolti nella memoria inducono una risposta anormale dei neuroni nel cervello associata all’invecchiamento. Comprendere questi processi è cruciale nella definizione di nuove strategie terapeutiche poiché l’invecchiamento è il più grande fattore di rischio per le malattie neurodegenerative. I ricercatori hanno studiato il cervello di pazienti anziani e hanno scoperto per la prima volta che un recettore dell’adenosina, chiamato A2A (abbondante nei gangli della base, nei vasi sanguigni e nelle piastrine ed è lo stesso per il quale la caffeina ha maggiore affinità), si trova specificamente nei neuroni. Si sapeva già che questo recettore aumentava in queste condizioni, ma non si sapeva molto del tipo di cellule in cui i recettori sarebbero effettivamente localizzati. Lo studio ha dimostrato che questi recettori sono principalmente concentrati nei neuroni e meno nelle cellule gliali, almeno nei pazienti anziani. Per comprendere meglio la sua funzione, il team di ricercatori ha generato un modello animale che riproduce l’aumento del recettore dell’adenosina nelle stesse aree del cervello di quelle osservate nei pazienti. Il team ha scoperto che in questi neuroni c’è un aumento del rilascio di glutammato, il neurotrasmettitore più abbondante nel cervello. Utilizzando una combinazione di registrazioni elettriche e misurazioni di calcio è stato possibile rilevare che in queste condizioni si verifica un’iperattivazione della segnalazione di glutammato. Modificando solo la quantità del recettore dell’adenosina nei neuroni ippocampali e corticali hanno indotto un profilo che hanno chiamato invecchiamento precoce, in quanto provoca deficit cognitivi e cambiamenti nella trasmissione neuronale. Per dimostrare l’importanza di questo risultato, hanno verificato se lo stesso meccanismo si verifica negli animali più vecchi e non solo nel loro modello. Da un lato hanno dimostrato che l’iperattivazione dei recettori del glutammato viene rilevata negli animali anziani. D’altra parte, hanno dimostrato che il recettore A2A è effettivamente coinvolto in questo circuito, perché quando hanno bloccato la sua azione, hanno normalizzato sia la funzione neuronale che i deficit di memoria invertita. Questo lavoro apre nuove prospettive per la progettazione di farmaci che regolano questa nuova segnalazione aberrante, vale a dire la famiglia della caffeina che è stata anche testata efficacemente nello studio. Inoltre, consente di creare nuovi modelli utili alla comprensione dell’invecchiamento.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Age-related shift in LTD is dependent on neuronal adenosine A2A receptors interplay with mGluR5 and NMDA receptors” by Mariana Temido-Ferreira, Diana G. Ferreira, Vânia L. Batalha, Inês Marques-Morgado, Joana E. Coelho, Pedro Pereira, Rui Gomes, Andreia Pinto, Sara Carvalho, Paula M. Canas, Laetitia Cuvelier, Valerie Buée-Scherrer, Emilie Faivre, Younis Baqi, Christa E. Müller, José Pimentel, Serge N. Schiffmann, Luc Buée, Michael Bader, Tiago F. Outeiro, David Blum, Rodrigo A. Cunha, Hélène Marie, Paula A. Pousinha & Luísa V. Lopes in Molecular Psychiatry. Published June 27 2018.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. fulvialuna1 ha detto:

    Dopo il coma ho perso temporaneamente la memoria, recuperata bene ma non benissimo…mi sfuggono cose del passato che a volte ancora ritrovo improvvisamente dopo ani, ma la memoria beve, quella giornaliera a volte fugge. in parte mi hammo detto che è anche genetica. comunque, avendo provato “il brivido” spero che la vecchiaia mi sia più favorevole. E’ veramente duro perdere la memoria se te ne rendi conto.

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    1. Te lo auguro anche io, è veramente terribile perdere la memoria ed esserne consapevole.

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