Gli autistici vogliono socializzare ma lo esprimono in modo differente

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Vakantie op de boerderij (Victor van de Lande)

Un nuovo articolo condotto dall’Università della Virginia e appena pubblicato sulla rivista Behavioral and Brain Sciences sta facendo luce sul concetto che le persone con autismo non siano interessate alla socializzazione. Gli autori del documento dicono che sperano che la ricerca porterà a un trattamento più rispettoso delle persone con autismo e allo sviluppo di metodi più efficaci per sostenerli. Ritengono che gli interventi più efficaci implichino l’insegnamento sia alle persone autistiche che a quelle non autistiche a riconoscere i reciproci segnali sociali, piuttosto che insistere sul fatto che le autistiche si comportino come fanno i non-autistici. Il documento, “Essere contro l’apparire socialmente disinteressati: ipotesi impegnative sulla motivazione sociale nell’autismo”, sfida un influente resoconto di spiegazioni e interventi nell’autismo. In sostanza, questo resoconto, che è comune sia tra gli scienziati che tra i non addetti ai lavori, sostiene che una delle ragioni principali dei comportamenti insoliti delle persone autistiche è che non sono motivati ​​socialmente. Questo non coincide con quello che molte persone autistiche dicono sul desiderio di connessioni sociali e ignora le ragioni alternative per le quali l’autistico può talvolta comportarsi in modi che li fa apparire socialmente disinteressati ai non autistici. Nel documento, i ricercatori contestano l’ipotesi che le persone con autismo non vogliano socializzare, offrendo spiegazioni alternative per quattro comportamenti:

  • bassi livelli di contatto visivo,
  • puntamento infrequente,
  • stereotipie motorie (movimenti ripetitivi),
  • ecolalia (ripetizione testuale delle parole di un altro)

Suggeriscono che il contatto visivo basso potrebbe essere una strategia che alcuni autistici usano per concentrarsi. Alcuni autistici dicono che trovano difficile prestare attenzione a ciò che qualcuno sta dicendo mentre li guarda. Ironia della sorte, NON guardare qualcuno negli occhi può davvero significare che stanno cercando molto intensamente di prestare attenzione e di partecipare alla conversazione, anche se può essere interpretata in modo opposto.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Being vs. Appearing Socially Uninterested: Challenging Assumptions about Social Motivation in Autism” by Vikram K. Jaswal, and Nameera Akhtar in Behavioral and Brain Sciences. Published June 19 2018.

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. Tiziana ha detto:

    Fraintendibile per chi non sa queste cose.

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      1. Tiziana ha detto:

        Se non conosci questi piccoli gesti, potresti capire il contrario e cioè che le persone autistiche non vogliano socializzare. Grazie per l’articolo.

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      2. Ah, non avevo capito scusa. Si assolutamente, è un tema che andrebbe approfondito e divulgato. Buona serata cara Tiziana

        Piace a 2 people

  2. Tiziana ha detto:

    Buona serata anche a te.

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  3. Carmen Cannizzaro ha detto:

    Interessante! Sei stato d’ispirazione…

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    1. Grazie, mi fa molto piacere! 😊

      Piace a 1 persona

  4. ameliereality ha detto:

    Molto interessante. Cercherò di tenerlo presente

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  5. ameliereality ha detto:

    Quindi è meglio non fissarli per troppo tempo dritti negli occhi?

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    1. No, piuttosto non bisogna pensare che se non guardano negli occhi è perché non vogliano socializzare.

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