Esercitarsi nell’improvvisazione musicale allena a pensare diversamente

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Jazz Club (Camille Alazet)

John Coltrane e Jerry Garcia sono diventati leggende per la loro capacità di improvvisazione e la loro abilità nel mescolare elementi musicali al volo. Il modo in cui il cervello riesce a compiere tali prodezze di creatività sotto pressione rimane un mistero, sebbene si crede sempre più che la pratica svolga un ruolo fondamentale. Ora, in un nuovo studio sulla rivista Psychology of Music, i ricercatori della Columbia University mostrano che abili improvvisatori sono migliori dei musicisti con limitata esperienza di improvvisazione nel distinguere tra accordi che possono essere usati in modo intercambiabile in un brano musicale e accordi che non possono. Inoltre, quando gli improvvisatori hanno riconosciuto un  accordo inadatto alla sostituzione, il loro cervello mostrava uno schema di attività elettrica distinto dai musicisti non abili nell’improvvisare. Si scopre che il grado in cui possiamo prevedere come i musicisti rispondono ai diversi tipi di sostituzione musicale non ha nulla a che fare con quanto si esercitano, ma col modo in cui lo fanno. La pratica dell’improvvisazione sembra rafforzare il modo in cui il cervello rappresenta diversi tipi di strutture musicali. I ricercatori hanno chiesto a 40 musicisti di ascoltare una serie di progressioni di accordi casualmente intervallate da due tipi di variazioni di accordi: uno della stessa classe funzionale (per esempio, un accordo simile con le sue note invertite) e uno al di fuori della classe (per esempio, un accordo principale giustapposto contro un accordo minore). Gli improvvisatori, molti dei quali musicisti jazz, identificavano gli accordi non adatti alla sostituzione più rapidamente e più accuratamente rispetto ai musicisti per lo più di formazione classica con una limitata pratica di improvvisazione. Lo studio ha trovato che la qualità dell’esibizione era in gran parte previsto dal loro livello di esperienza di improvvisazione. L’improvvisazione non è limitata alla musica, è alla base di gran parte della vita quotidiana. Di fronte a un treno in ritardo, potresti decidere di camminare o prendere l’autobus; un ingrediente mancante, l’alternativa più vicina. Con una mentalità flessibile, una soluzione creativa è spesso a portata di mano. Con la musica, come con la cucina, il trucco è conoscere le regole della sostituzione. Dopo aver esaurito i limoni, uno chef in grado di improvvisare troverà prima la soluzione sapendo che gli agrumi funzioneranno meglio nella ricetta di una banana, proprio come un musicista improvvisatore sa che un accordo con una funzione armonica simile funzionerà meglio di uno con una funzione diversa. In uno studio del 2015 sui giocatori di baseball, sono stati osservati gli stessi fattori sull’abilità di gioco e si è visto che gli esperti erano più bravi dei non-giocatori di palla a distinguere una palla veloce da una palla curva, ed erano più bravi a reagire. Questa intuizione divenne la base per deCervo, una startup tecnologica che ora sta usando esercizi di allenamento del cervello per migliorare le prestazioni di battuta. Piuttosto che concentrarsi sulla definizione della natura soggettiva dell’improvvisazione, bisognerebbe rispondere alle domande con risposte misurabili. Ad esempio, in che modo diversi tipi di allenamento influenzano la percezione musicale? In che modo gli improvvisatori organizzano la loro conoscenza delle strutture musicali in modo diverso dai non improvvisatori? Questo lavoro dimostra che lungi dall’essere ineffabile o misterioso, la pratica dell’improvvisazione può essere studiata scientificamente, dando nuova conoscenza del cervello.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Improvisation experience predicts how musicians categorize musical structures” by Andrew Goldman, Tyreek Jackson, Paul Sajda in Psychology of Music. Published June 27 2018.

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. 0000giada ha detto:

    quindi improvvisare non vuol dire non riflettere…che dice dott. Corbo?

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    1. No, sembrerebbe che sia riflettere di più e molto velocemente in realtà. L’improvvisazione non la si fa solamente con l’istinto, ma anche con una grande capacità cognitiva.

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  2. Perseide💫 ha detto:

    Significa… creatività !

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    1. E la creatività è genialità!

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  3. Bloguvi ha detto:

    Ecco il punto (scherzando naturalmente un po’…): lo specchio riflette ma non ragiona. Il tema dell’improvvisazione (in generale e musicale in particolare) sottolinea quanto importante sia non contrapporre dimensione istintuale e dimensione cognitiva. Sarebbe bene e necessario far prevalere la prospettiva di complementarietà di questi due aspetti. Che poi si viene a correlare con una delle tante definizioni date di “creatività”: la capacità, intelligentemente immaginativa, di ricomporre insieme in qualcosa di nuovo elementi già conosciuti. Bello stimolo e contributo alla riflessione- ragionante…

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    1. Assolutamente, dimensione cognitiva ed istintuale devono viaggiare insieme senza che nessuna soffochi l’altra

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  4. almerighi ha detto:

    l’esempio dei Grateful Dead è azzeccatissimo, infatti la loro prolifica carriera si è protratta per decenni

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  5. Maria ha detto:

    Forte! Buono a sapersi 😀

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