Mentire in una lingua straniera è più semplice

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Foreign (David Agenjo)

La maggior parte delle persone trova più facile mentire in una lingua straniera che nella propria lingua. Tuttavia, le cose sono diverse quando si dice la verità: questo è chiaramente più difficile per molte persone in una lingua straniera che in quella nativa. Questa inaspettata conclusione è il risultato di uno studio condotto da due psicologi dell’Università di Würzburg pubblicato nell’ultima edizione di Journal of Experimental Psychology. Le loro scoperte potrebbero essere importanti per molti processi in cui deve essere valutata l’attendibilità di alcune persone, ad esempio nelle procedure di richiesta di asilo. In tali situazioni, i resoconti dei non madrelingua sono percepiti come meno credibili anche se possono essere veritieri. La loro scoperta spiega anche un altro fenomeno, vale a dire che le persone che comunicano in una lingua straniera sono generalmente percepite come meno affidabili anche se ciò potrebbe non essere giustificato. Nel nostro mondo globalizzato, sempre più comunicazioni avvengono in una lingua che non è la lingua madre di alcuni o tutti i partner di comunicazione. Ci sono un certo numero di situazioni in cui ci sono incentivi per le persone a mentire. Immaginate, ad esempio, trattative commerciali in cui un partner commerciale voglia convincere l’altro del vantaggio del suo prodotto. O prendete un colloquio di polizia in cui il sospettato di omicidio cerca di convincere la polizia del suo alibi al momento del crimine. Finora, la ricerca forense si è concentrata principalmente sull’attendibilità percepita delle persone che parlano nella loro lingua madre o non nativa. Questa ricerca ha rivelato che gli osservatori sembrano essere più propensi a giudicare le dichiarazioni di madrelingua come veritiere rispetto alle dichiarazioni di non madrelingua. Ci sono due teorie di ricerca per prevedere le differenze tra l’inganno e la verità che dice un madre lingua rispetto a una seconda lingua: la ricerca dalla teoria del carico cognitivo suggerisce che mentire è più difficile in una lingua straniera. Rispetto alla verità, mentire è un compito cognitivo più impegnativo. L’aggiunta di una lingua straniera impone un’ulteriore sfida cognitiva che rende ancora più difficile mentire. Mentire è più facile in una lingua straniera: questo dovrebbe essere vero in base all’ipotesi della distanza emotiva. Questa ipotesi si basa sul fatto che mentire è associato a più emozioni rispetto alla verità. I bugiardi hanno livelli di stress più elevati e sono più tesi. Ricerche di linguistica, psicologia e psicofisiologia mostrano che rispetto al parlare in una lingua nativa, comunicare in una seconda lingua è meno emotivamente eccitante. Sulla base dell’ipotesi della distanza emotiva, ti aspetteresti che mentire in una lingua straniera sia meno eccitante emotivamente. Di conseguenza, questa riduzione dell’eccitazione emotiva faciliterebbe la menzogna. Per risolvere questa domanda, gli psicologi di Würzburg condussero una serie di esperimenti in cui fino a 50 persone dovevano completare compiti specifici. A loro è stato chiesto di rispondere a una serie di domande – a volte veritieri e talvolta ingannevolmente sia nella loro lingua madre che in una lingua straniera. Alcune domande erano neutrali come “Berlino è / non è in Germania”; altre domande erano chiaramente emotive come “Hai mai preso droghe illegali?” o “Lavoreresti come modella nuda?”. Mentre i partecipanti al test hanno risposto alle domande, gli scienziati hanno misurato il loro tempo di risposta, conduttanza della pelle e frequenza cardiaca. In poche parole, i risultati sono i seguenti: Di solito, occorre più tempo per rispondere a domande emotive che a quelle neutre. Anche le risposte in lingua straniera richiedono più tempo delle loro controparti in lingua madre. In generale, ci vuole più tempo per dire una bugia che per dire la verità. Tuttavia, le differenze temporali tra le risposte ingannevoli e veritiere sono meno pronunciate in una seconda lingua rispetto alla lingua nativa. Tuttavia, la leggera differenza non deriva da una risposta ingannevole più rapida. Piuttosto in una lingua straniera, dire la verità richiede più tempo rispetto alla lingua nativa. Domande neutrali o emotive: le differenze temporali tra dire la verità e mentire sono generalmente minori in una lingua straniera. Gli scienziati ritengono che questi risultati riflettano gli effetti antagonisti della distanza emotiva e del carico cognitivo. Sulla base dell’ipotesi del carico cognitivo, ci si sarebbe aspettati uno sforzo maggiore per dire la verità e mentire in una lingua straniera, con lo sforzo maggiore di essere più pronunciato per mentire. I dati suggeriscono che l’aumento dello sforzo cognitivo è responsabile del prolungamento della risposta di verità nella lingua straniera. Il motivo per cui questo prolungamento non esiste o è meno pronunciato nella menzogna può essere spiegato con l’ipotesi della distanza emotiva: la maggiore distanza emotiva in una lingua straniera “annulla” il carico cognitivo maggiore.

Daniele Corbo

Bibliografia: “The language of lies: Behavioral and autonomic costs of lying in a native compared to a foreign language” by Suchotzki, Kristin and Gamer, Matthias in Journal of Experimental Psychology: General. Published July 2018.

8 commenti Aggiungi il tuo

  1. Maria ha detto:

    Quant’è vera questa cosa!! E mi ci ritrovo… a volte, alcune parole, tipo “grazie”, le dico in inglese 😮 come se volessi in un certo senso creare distanza… proprio così!! E come se il mio “grazie” in italiano potesse smascherare, in un certo senso, una certa mancata sincerità. Mi spiego: a volte mi capita di dire un “grazie” che non sento veramente, ma che sarebbe opportuno dire data la determinata situazione.

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    1. Ho capito ed effettivamente sei una conferma ai risultati dello studio!

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      1. Maria ha detto:

        Che impressione 🙊 . E sono convinta che anche l’ironia serva proprio per mascherare qualcosa.

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      2. Assolutamente si! È una maschera imperforabile

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  2. luisa zambrotta ha detto:

    Non avevo mai sospettato nulla di simile: i tuoi articoli sono sempre interessanti

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  3. Cristiana Franzini ha detto:

    Ma pensa. Per me è stato il contrario. Quando vivevo in Spagna era più facile dire le verità “scomode” in spagnolo, proprio perché non era la mia lingua ed era un po’ come se non fossi veramente io a parlare.

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    1. Credo che per le verità scomode valga lo stesso discorso fatto per le bugie: il distacco emotivo aiuta molto a buttarle fuori

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