L’esposizione prenatale agli ftalati compromette lo sviluppo cerebrale

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Wrapped in plastic (Bhamidipati Bharati)

Da un nuovo studio scopriamo che ratti maschi e femmine esposti nel grembo materno e durante l’allattamento a sostanze chimiche plastificanti note come ftalati avevano significativamente meno neuroni e sinapsi rispetto a quelli che non erano stati esposti. I ratti esposti agli ftalati hanno avuto riduzioni delle dimensioni della loro corteccia prefrontale mediale, una regione del cervello che regola il comportamento e hanno mostrato deficit nella flessibilità cognitiva. La varietà di ftalati e le quantità utilizzate nello studio erano rilevanti dal punto di vista ambientale per le esposizioni umane. Gli ftalati sono usati come plastificanti in una varietà di beni di consumo, tra cui plastica, prodotti per la cura personale, profumi, prodotti farmaceutici, abbigliamento e materiali da costruzione. Il contatto con questi prodotti può portare ad esposizione attraverso la pelle, la digestione o i polmoni. La ricerca ha dimostrato che gli ftalati attraversano facilmente la placenta esponendo il feto in via di sviluppo e che possono essere trasmessi alla prole tramite l’allattamento. Poiché queste sostanze chimiche possono disturbare la normale segnalazione degli ormoni, la loro presenza nei neonati e nei bambini è particolarmente preoccupante. Il cervello in via di sviluppo, in particolare, è suscettibile alle interruzioni ormonali. Diversi studi sull’uomo suggeriscono che l’esposizione a ftalati prenatali può influenzare negativamente il comportamento dei bambini, la loro capacità di regolare le proprie azioni e l’incidenza di disturbi neuropsichiatrici. I ratti gravidi nello studio erano assegnati ciascuno a uno dei tre gruppi – due dei quali erano esposti a concentrazioni diverse di ftalati durante la gravidanza e l’allattamento e uno, un gruppo di controllo, che non era affatto esposto. I ricercatori hanno testato il modo in cui la prole ha imparato ad usare spunti visivi e tattili per orientarsi in un labirinto, e ha esaminato lo sviluppo relativo dei loro cervelli una volta raggiunta l’età adulta. Hanno scoperto che c’era una riduzione apprezzabile del numero di neuroni, il numero di sinapsi e la dimensione della corteccia prefrontale mediale nei ratti esposti a ftalati. Hanno anche mostrato un deficit in quella che chiamiamo flessibilità cognitiva. Hanno fatto molti più errori durante gli spostamenti nei labirinti rispetto ai topi che non erano stati esposti.  Gli effetti negativi dell’esposizione perinatale ai ftalati sono stati osservati a entrambe le dosi della miscela di ftalati, riportano i ricercatori, che erano presumibilmente entro l’intervallo di assunzione giornaliera stimata degli esseri umani.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Perinatal exposure to an environmentally relevant mixture of phthalates results in a lower number of neurons and synapses in the medial prefrontal cortex and decreased cognitive flexibility in adult male and female rats” by Daniel G. Kougias, Elli P. Sellinger, Jari Willing and Janice M. Juraska in Journal of Neuroscience. Published July 16 2018.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. guardianoflife1000 ha detto:

    Ciao, ti volevo ringraziare per tutti i mi piace, inoltre essendo da un po’ che ti seguo avevo pensato di nominarti in questo articolo https://gurdianoflife.wordpress.com/2018/07/30/blogger-recognition-award/ 🙂

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    1. Ti seguo con piacere! Grazie mille per la nomina, fa piacere essere apprezzati! 😊

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