I meccanismi cerebrali del desiderio di cibo

Risultati immagini per Food Cravings saatchiart
Temptation in White (Marianna Foster)

Un recente studio dell’Università di Waterloo mostra che quando l’attività in una parte specifica del cervello viene soppressa, aumenta il nostro desiderio di alimenti ipercalorici. I ricercatori hanno scoperto che quando viene diminuita temporaneamente l’attività nella corteccia prefrontale dorsolaterale – la rete cervello responsabile per l’auto-controllo – i partecipanti hanno valutato snack ad alto contenuto calorico in modo più positivo, dando più attenzione alle accattivanti immagini di tali alimenti, e riportando stimoli più forti del solito a mangiarli. Hanno utilizzato una tecnica chiamata stimolazione magnetica transcranica per sopprimere temporaneamente il funzionamento di una parte del cervello che è coinvolto nella inibizione, conosciuta come la corteccia prefrontale dorsolaterale. Ciò ha determinato una maggiore attenzione alle immagini ad alto contenuto calorico alimentare, così come il desiderio più forte e anche di più il consumo di tali alimenti quando veniva data l’opportunità di assaggiarli. Lo studio ha coinvolto 28 giovani donne adulte che hanno riferito di voglie frequenti di alimenti ad alto contenuto calorico ma erano altrimenti sane. L’ottantanove percento dei partecipanti ha consumato più cibo dopo una reale stimolazione soppressiva rispetto a una stimolazione con placebo. Diversi fattori di stile di vita influenzano la funzione della corteccia prefrontale dorsolaterale. Per esempio, è stato dimostrato che l’esercizio aerobico la migliora, mentre la mancanza di sonno e lo stress la possono compromettere. Con questa stimolazione si potrebbero diminuire gli effetti dello stile di vita e della psiche sul desiderio di cibo, anche se dei sani comportamenti sono sempre preferibili.

Daniele Corbo

Bibliografia: “The neurocognitive mechanisms underlying food cravings and snack food consumption. A combined continuous theta burst stimulation (cTBS) and EEG study” by Cassandra J. Lowe, William R. Staines, Felicia Manocchio, and Peter A. Hall in NeuroImage. Published July 12 2018.

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. zoon ha detto:

    lo so, mi ripeto, ma ho sperimentato l’inverso pochi mesi fa, una diminuzione drastica del desiderio, in seguito a forti dolori dorsali: mi sono liberato dalle dipendenze di cibi dolci e chimici, sono davvero un altro

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    1. lo capisco, gli zuccheri sono una droga…

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  2. zirconet ha detto:

    Quindi devo la mia insana propensione al consumo di alimenti ipercalorici a un qualche problema con la il funzionamento della mia corteccia celebrale. E io che pensavo di essere solo un inguaribile goloso 😉

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    1. Ahahahah, goloso va bene, dipendente dagli zuccheri no😅

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  3. Le perle di R. ha detto:

    Purtroppo golosa lo sono anch’io, dipendente no.

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  4. Ehipenny ha detto:

    Questo mi riguarda 😅

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    1. Penso riguardi molte persone😀

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