Le caratteristiche del leader

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Mr. TRUMP (Egidijus Godliauskas)

I leader sono più disposti ad assumersi la responsabilità di prendere decisioni che influiscono sul benessere degli altri. In un nuovo studio, i ricercatori dell’Università di Zurigo hanno identificato i processi cognitivi e neurobiologici che influenzano qualcuno che è più propenso a assumere la leadership o a delegare il processo decisionale. A quale scuola dovrei mandare mio figlio? Devo ridimensionare la forza lavoro nella mia azienda? I soldati dovrebbero lanciare un attacco stanotte o aspettare fino a domani? Genitori, capi d’azienda, generali dell’esercito, maestri e capi di stato hanno tutti qualcosa in comune: devono prendere decisioni che non riguardano solo loro stessi, ma influenzano anche il benessere degli altri. A volte le conseguenze saranno a carico degli individui, ma a volte di intere organizzazioni o addirittura paesi. I ricercatori del Dipartimento di Economia hanno investigato su ciò che contraddistingue le persone con elevate capacità di comando. Nello studio, che è appena stato pubblicato sulla rivista Science, identificano e caratterizzano un processo decisionale comune che può distinguere i seguaci dai leader: avversione alla responsabilità, o la riluttanza a prendere decisioni che riguardano anche gli altri. Nello studio i leader dei gruppi possono prendere una decisione o delegarla al gruppo. È stata fatta una distinzione tra le prove per “sé”, in cui la decisione ha interessato solo i decisori stessi e gli esperimenti di “gruppo”, in cui c’erano conseguenze per l’intero gruppo. I processi neurobiologici che avvenivano nel cervello dei partecipanti mentre stavano prendendo le decisioni sono stati esaminati utilizzando la risonanza magnetica funzionale (fMRI). Le persone che si assumono la responsabilità hanno bisogno di maggiore certezza. Gli scienziati hanno testato diverse credenze intuitive comuni, come la convinzione che gli individui che hanno meno paura delle potenziali perdite o dei rischi, o che amano avere il controllo, saranno più disposti ad assumersi la responsabilità per gli altri. Queste caratteristiche, tuttavia, non hanno spiegato la diversa entità dell’avversione alla responsabilità riscontrata nei partecipanti allo studio. Invece hanno scoperto che l’avversione alla responsabilità era guidata da un maggiore bisogno di certezza riguardo al miglior modo di agire quando anche la decisione aveva un effetto sugli altri. Questo cambiamento nel bisogno di certezza è stato particolarmente pronunciato nelle persone con una forte avversione per la responsabilità. Poiché questa struttura evidenzia il cambiamento nella quantità di certezza richiesta per prendere una decisione, e non la tendenza generale dell’individuo a assumersi la responsabilità, può spiegare molti tipi di leadership differenti. Questi possono includere leader autoritari che prendono la maggior parte delle decisioni e leader egualitari che spesso cercano un consenso di gruppo. Un’interpretazione che i ricercatori non offrono e che andrebbe testata, è quella circa la mancanza di empatia che potrebbe avere chi non ha avversione a prendere decisoni per dei gruppi. Infatti chi sente maggiormente il peso della responsabilità potrebbe sentire maggiormente gli effetti delle proprie decisioni e quindi avere maggiore bisogno di sicurezze sulla correttezza di esse. Tale stress potrebbe risultare insostenibile e quindi chi è dotato di maggiore empatia potrebbe evitare ruoli di leadership, intesa come prendere decisioni per un gruppo.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Computational and neurobiological foundations of leadership decisions” by Micah G. Edelson, Rafael Polania, Christian C. Ruff, Ernst Fehr and Todd A. Hare in Science. Published August 1 2018.

13 commenti Aggiungi il tuo

  1. annaecamilla ha detto:

    Bell’articolo. Complimenti!

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    1. Grazie!!! 😊 Buona giornata

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      1. annaecamilla ha detto:

        Grazie anche a te!

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  2. B. ha detto:

    Chissà perché c’è Trump come illustrazione di in un articolo in cui è questione (tra le altre cose) di risonanza magnetica e di testare la funzionalità cerebrale …. 😉😄

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      1. B. ha detto:

        😄😄

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  3. Articolo molto interessante. C’è poi chi è leader perché autoritario e quello che lo è perché autorevole (per le conoscenze che possiede e l’umanità o empatia verso gli altri). Il leader più forte è sicuramente il secondo.

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    1. Assolutamente si, ma l’autorevolezza è una dote rara ed innata.

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      1. Sono sorpresa che l’autorevolezza sia innata. Mi ero convinta che fosse frutto di una scelta, soprattutto morale. Mi piacerebbe saperne di più… ma non voglio approfittare della disponibilità. Ci sono certamente temi più importanti. Grazie comunque per le risposte, sempre puntuali

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      2. Le tue domande sono sempre ben accette. È innata perché conseguenza di una serie di requisiti propri e caratteristici della persona che non si possono apprendere né trasmettere.

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      3. Ringrazio per la risposta. L’innato e l’acquisito sono sempre un rebus, la linea di confine tra i due è sempre sottile. Ci rifletterò anche in chiave grafologica. Tutto è molto stimolante.

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      4. Anche io ci riflettero` ancora, non sono temi banali

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