Suscettibilità alle fake news

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fake news (Peter Wall)

I processi del pensiero ed i sistemi di credenze che le persone sviluppano presto nella vita per aiutare a proteggere dall’ansia e dallo stress di un mondo incerto possono aiutare a spiegare perché alcuni individui cadono vittima di ciò che è noto come fake news, ma, secondo una serie di presentazioni alla convention annuale della American Psychological Association, gli psicologi possono offrire alcune strategie per difendersi contro di esse. Fondamentale è la necessità per il cervello di ricevere informazioni di conferma che si armonizzano con le opinioni e le convinzioni personali di un individuo. In effetti, si potrebbe dire che il cervello è cablato per accettare, rifiutare, erroneamente o distorcere le informazioni in base al fatto che sia visto come accettazione o minaccia di convinzioni esistenti. La chiave per accettare le fake news dalla gente come vere, nonostante le prove contrarie, è un fenomeno noto come bias di conferma, ovvero la tendenza per le persone a cercare e accettare informazioni che confermano le loro convinzioni esistenti, rifiutando o ignorando ciò che contraddice quelle credenze. Molte di queste convinzioni e pregiudizi si formano all’inizio della vita quando i bambini cominciano a distinguere tra fantasia e realtà. Alcune di queste convinzioni possono essere basate sulla fantasia e ciò può portare a ciò che si definisce un pensiero assurdo. Sin dall’inizio, i genitori rinforzano ai loro figli l’abilità di fingere per far fronte alle realtà insite nella cultura e nella società. L’apprendimento dei bambini sulla finzione e la padronanza di essa diventa la base per forme più complesse di autoinganno e illusione nell’età adulta. I genitori incoraggiano comunemente i bambini a giocare al finto spettacolo. Attraverso questo finto gioco, i bambini spesso praticano piccoli scenari di vita, come giocare a casa, che aiutano a rafforzare le norme e le credenze culturali e aiutano l’assimilazione quando invecchiano. Il rovescio della medaglia è che i bambini imparano anche che a volte va bene credere che le cose siano vere, anche se sanno che non lo sono. Nell’adolescenza, le persone sviluppano capacità di pensiero critico e alcuni iniziano a mettere in discussione ciò che è stato insegnato loro da bambini, come norme comportamentali o anche la convinzione che figure di autorità come i genitori o i leader del governo abbiano sempre ragione. Ma andare contro le convinzioni dei propri genitori può causare attriti all’interno della famiglia, e, nonostante le prove contrarie, alcuni sono disposti a razionalizzare quelle false credenze per evitare di turbare i loro genitori. Può iniziare come una decisione consapevole, ma mentre la razionalizzazione si accumula sulla base della razionalizzazione nel corso degli anni, questi processi possono diventare inconsci. Quando le persone raggiungono l’età adulta, molte di queste false credenze e pregiudizi formate da bambini, invece di essere sottoposte a un buon esame critico, sono semplicemente accettate e continuano a influenzare il modo in cui una persona percepisce il proprio mondo. In questo modo, le credenze infantili perseverano nella vita di una persona e fungono da struttura per elaborare le informazioni in età adulta. Nel tentativo di confermare le idee preconcette, una persona può ricorrere alla finzione e alla realtà per preservare queste credenze. L’ascesa di internet e dei social media ha solo aggravato il problema delle fake news, ribaltando il tradizionale modello di notizie in cui un individuo riceve informazioni da un piccolo numero di punti vendita. Nell’ambiente dei media di oggi, i canali sono multipli e i messaggi sono spesso simultanei e contraddittori. Il ricevitore si trova spesso di fronte a messaggi paradossali e apparentemente assurdi. Diventa più facile aggrapparsi a una finzione semplice piuttosto che a una realtà complicata. La psicologia offre alcune strategie basate sull’evidenza per difendersi dall’attrazione esercitate dalle fake news. Una chiave per evitare l’attrazione del bias di conferma è ridurre l’ansia che lo rende così attraente. Una strategia di difesa positiva è l’umorismo. Guardare la commedia a tarda notte o la satira politica, mentre non altera o modifica la fonte del fattore di stress, può aiutare a ridurre lo stress e l’ansia associati ad esso. Un altro è sublimazione, in cui incanalate i vostri sentimenti negativi in ​​qualcosa di positivo, come correre in ufficio, marciare in una manifestazione di protesta o fare volontariato per una causa sociale. Sarebbe bene anche che le persone coltivino una mente aperta esponendosi deliberatamente a diversi punti di vista. Questo può aiutarli a moderare i loro punti di vista e renderli meno estremi. Il pensiero critico è anche una possibile chiave. La gente deve imparare a mettere in discussione ciò che viene detto e questo dovrebbe iniziare nell’infanzia. Sviluppare un maggior grado di scetticismo nei bambini, incoraggiandoli a chiedere perché e a mettere in discussione, diminuisce i pregiudizi di conferma. Tutte queste strategie hanno una ricerca sostanziale a sostegno dei loro effetti benefici.

Daniele Corbo

Bibliografia: The study will be presented at the annual convention of the American Psychological Association.

15 commenti Aggiungi il tuo

  1. luisa zambrotta ha detto:

    Bell’articolo! 🙏

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  2. Le perle di R. ha detto:

    Lo scetticismo non mi manca! 😛

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      1. Le perle di R. ha detto:

        E’ così evidente? 😛 😀

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      2. Le perle di R. ha detto:

        Di certo non le mandi a dire, tu! 😛 😀 Buona giornata, Daniele 😉

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      3. Grazie anche a te, cara! 😘

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  3. cuoreruotante ha detto:

    “bias di conferma, ovvero la tendenza per le persone a cercare e accettare informazioni che confermano le loro convinzioni esistenti, rifiutando o ignorando ciò che contraddice “ quanto sono vere queste parole! Quanto si incattiviscono se le contraddici. È davvero meglio cercare ogni mezzo per non scendere al loro livello…
    Buona giornata 😊

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    1. Si, spesso è la vita che poi lascia intuire la verità. Buona giornata, cara

      Piace a 1 persona

  4. Dalila Porta ha detto:

    Salve Daniele,
    sono cose molto sagge quelle che dici.
    Quando ero una bambina mia madre mi ha insegnato a NON MENTIRE e forse per questo adesso tendo a rintracciare le fonti delle news per assicurarmi che siano vere prima di gridare “vergogna!”
    Purtroppo i social hanno reso questo fenomeno di diffusione di fake news eccessivamente semplice; bastano un paio di titoli in grassetto, una foto e parlare dell’argomento del momento per essere ribloggati, condivisi, creduti e difesi da chi in simili sciocchezze non ci crede. Si vede gente litigare sul nulla, o peggio convinti che alcune menzogne siano verità: neanche si pensa a confrontare fonti o indagare sulla faccenda.

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    1. Ciao Dalila! Purtroppo spesso non basta la voglia di non mentire e l’onestà intellettuale, ma serve anche una grande capacità critica, infatti, come dici tu, spesso accade che ci si convince di grandi menzogne. È decisamente un problema complesso ed educazionale di non semplice soluzione

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