L’evoluzione del disagio psichico

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Evolution V (Violeta Vollmer)

Come e perché le caratteristiche umane-uniche come il comportamento altamente sociale, le lingue e la cultura complessa si sono evolute è una domanda di vecchia data. Un gruppo di ricerca guidato dall’università di Tohoku in Giappone ha rivelato l’evoluzione di un gene correlato a tratti psichiatrici del genere umano. Importante è sottolineare che esistono dei tratti che predispongono al disagio, ma che in determinate condizioni ambientali possono non esprimersi ma tradursi semplicemente in tratti caratteriali. I ricercatori giapponesi hanno scoperto che SLC18A1 (VMAT1) è uno dei geni evoluti attraverso la selezione naturale nella linea umana. VMAT1 è principalmente coinvolto nel trasporto di sostanze neurochimiche, come la serotonina e la dopamina nel corpo, e il suo malfunzionamento porta a vari disturbi psichiatrici. VMAT1 ha varianti costituite da due diversi amminoacidi, treonina (136Thr) e isoleucina (136Ile), nel sito 136. Diversi studi hanno dimostrato che queste varianti sono associate a disturbi psichiatrici, tra cui la schizofrenia, il disturbo bipolare, l’ansia e il nevroticismo (un tratto della personalità). È noto che gli individui con 136Thr tendono ad essere più ansiosi e depressi e hanno punteggi di nevrosi più elevati. Mostrarono che altri mammiferi avevano 136Asn in questo sito, ma 136Thr era stato favorito su 136Asn durante l’evoluzione umana. Inoltre, la variante 136Ile era originata quasi dalla migrazione al di fuori dell’Africa, e quindi entrambe le varianti 136Thr e 136Ile sono state mantenute positivamente dalla selezione naturale nelle popolazioni non africane. Lo studio indica che la selezione naturale ha forse modellato i nostri tratti psichiatrici e mantenuto la sua diversità. I risultati forniscono due importanti implicazioni per l’evoluzione psichiatrica umana. In primo luogo, attraverso la selezione positiva, l’evoluzione da Asn a Thr nel sito 136 su SLC18A1 è stata favorita dalla selezione naturale durante l’evoluzione dai primati ancestrali agli umani, sebbene gli individui con 136Thr siano più ansiosi e dotati di menti più depresse. In secondo luogo, hanno dimostrato che le due varianti di 136Thr e 136Ile sono state mantenute per selezione naturale utilizzando diversi metodi genetici di popolazione. Qualsiasi forma di selezione naturale che mantenga la diversità genetica all’interno delle popolazioni è chiamata “bilanciamento della selezione”. Differenze individuali nei tratti psichiatrici possono essere osservate in qualsiasi popolazione umana, e alcuni tratti della personalità si trovano anche nei primati non umani. Ciò suggerisce la possibilità che una parte della diversità genetica associata a tratti di personalità e/o disturbi psichiatrici sia mantenuta bilanciando la selezione, sebbene tale pressione selettiva sia spesso debole e difficile da rilevare.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Positive and balancing selection on SLC18A1 gene associated with psychiatric disorders and human‐unique personality traits” by Daiki X. Sato and Masakado Kawata in Evolution Letters. Published August 21 2018.

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Le perle di R. ha detto:

    Non ho capito bene cosa bilanciano… forse la nostra personalità?

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    1. No, il bilanciamento della selezione è quando la selezione all’interno della specie mantiene bilanciate le diversità genetiche

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      1. Le perle di R. ha detto:

        Grazie per la spiegazione 😊

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      2. È un piacere rispondere ai tuoi commenti😘

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  2. Questo argomento forse si addentra in questioni troppo tecniche, di difficile comprensione per i non addetti ai lavori. Anche io non ho capito molto. Le domande sarebbero tante, ma soprattutto non capisco come si possa osservare l’evoluzione di un gene e come lo si possa associare concretamente a dei tratti di personalità o a patologie complesse (come la schizofrenia). L’evoluzione non è forse un processo che richiede lunghi tempi per le modificazioni? Lo studio menzionato rileva l’evoluzione individuale durante una vita (ma questo richiederebbe una osservazione fin dalla nascita) o si riferisce alla specie umana … ma in entrambi i casi mi chiedo come si possa risalire al gene originario e stabilire che si è ‘evoluto’. Forse la terminologia scientifica non equivale a quella ordinaria di tutti i giorni… Grazie.

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    1. il discorso va invertito, si trova quale gene è presente in una popolazione patologica e lo si segue nella scala evolutiva dei primati

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