Come il cervello ricorda ed immagina i luoghi

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NEW YORK CITY SKYLINE BY LAMPLIGHT (Pam Malone)

Ti capita mai di pescare ricordi in cui nel riviverli cambia la tua prospettiva, addirittura riuscendo a vedere anche te stesso? I ricercatori dell’UCL hanno sviluppato un modello computazionale che mostra come le immagini mentali che abbiamo tratto dalle nostre memorie possano essere spiegate dall’attivazione delle singole cellule cerebrali. Il loro modello, pubblicato su eLife, mostra come diversi neuroni nel cervello lavorano insieme per memorizzare le nostre esperienze in modo da poter evocare un’immagine mentale e persino immaginare come un luogo apparirebbe da un punto di vista che non abbiamo vissuto noi stessi. I ricercatori hanno raccolto le prove di quali neuroni segnalano la nostra posizione e orientamento mentre ci muoviamo nello spazio, di come le cellule rispondono in modo diverso a seconda di dove siamo nel mondo, proponendo anche nuovi tipi di neuroni la cui esistenza deve ancora essere confermata, come le cellule che segnalano le distanze e le direzioni verso gli oggetti nel nostro ambiente. Un aspetto importante del modello è che quando percepiamo una scena, la nostra esperienza sensoriale è codificata “egocentrica” ​​dai neuroni che rispondono agli oggetti in base alla loro posizione davanti, a sinistra o destra di se stessi. Tuttavia, i neuroni in aree cerebrali legate alla memoria come l’ippocampo rappresentano la nostra posizione “allocentricamente” – rispetto alla scena che ci circonda. Il modello spiega come le rappresentazioni egocentriche vengono trasformate in rappresentazioni allocentriche per l’archiviazione della memoria, e questa trasformazione può anche agire al contrario, per consentire ai ricordi di guidare l’immaginazione di una scena corrispondente a un punto di vista egocentrico dell’evento originale. Ricordare gli eventi della vita può essere pensato come “ri-sperimentarli” nella tua immaginazione. Questo modello fornisce un resoconto meccanicistico della memoria spaziale e delle immagini, inclusi concetti cognitivi come “pensiero futuro episodico”e”costruzione della scena”. Spiega anche come vari tipi di danni cerebrali influenzano in modo diverso questi tipi di cognizione, ad esempio producendo diversi aspetti di amnesia. Il team di ricerca ha utilizzato il modello per simulare lesioni di aree cerebrali, ad es. confermando i risultati di studi condotti su ratti che mostrano come il danno all’ippocampo determini l’incapacità di ricordare dove gli oggetti erano originariamente trovati rispetto a se stessi e all’ambiente. Mentre non hanno ancora modellato un disturbo neurologico specifico, affermano che il modello potrebbe essere un buon punto di partenza per studiare quali forme di danno potrebbero causare quali disabilità funzionali nei disturbi neurologici come il morbo di Alzheimer.

Daniele Corbo

Bibliografia: “A neural-level model of spatial memory and imagery” by Andrej Bicanski, and Neil Burgess in eLife. Published September 4 2018.

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. I ricordi mi affascinano e mi inquietano. Alcuni, molto lontani, non so se siano veri, se li abbia sognati o solo desiderati.

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    1. ed è difficile saperlo, in ogni caso la nostra mente tende a rivisitare i ricordi e li modifica in base a tanti fattori.

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  2. - ElyGioia - ha detto:

    A volte il cervello blocca un immagine (shock) che poi riporta alla mente solo dopo del tempo, e, posso assicurarlo, non è decisamente una bella sensazione, un po come subire due traumi al posto di uno. Ecco, la mente nostra come l’intero nostro corpo agiscono spontaneamente per autodifesa. Quando certi ricordi non ci fanno bene sarebbe bello poter trovare un giusto modo per rielaborarli, riviverli per poi superarli, in modo non nocivo o devastante per noi.
    Buona giornata Daniele

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    1. bisognerebbe essere sempre in relazione con la parte più profonda di sé in modo da impedire meccanismi di rimozione dei ricordi e metabolizzarli in modo meno traumatico

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  3. Sara Provasi ha detto:

    Anche nei sogni i luoghi si deformano tantissimo!

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    1. Assolutamente si. La mente è libera di rivisitare tutta la realtà nei sogni

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      1. Sara Provasi ha detto:

        Già!! Sogno a volte spazi immensi, o spazi che in teoria conosco ma amplificati tantissimo in ampiezza e colori! O il mio paese è enorme e molto più verde, o Milano è come se fosse a tratti nei tempi più antichi… non capita spesso ma mi piace *-*

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