Collegamenti neurali tra altruismo ed empatia

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Empathy? (Rafal Tomasz Urbaniak)

Quando si riesce a sacrificare se stessi, al punto da soffrire, per un estraneo si arriva ad una forma di altruismo che viene conosciuto nelle scienze sociali come straordinario altruismo. Esiste una connessione tra questo tratto e l’empatia, in particolare l’empatia per le emozioni di angoscia? Utilizzando scansioni fMRI, i ricercatori della Georgetown University hanno scoperto che coloro che donano il rene ad estranei erano più sensibili alla paura e al dolore di un estraneo rispetto a un gruppo di controllo, con l’attivazione in una regione del cervello chiamata insula anteriore, che è la chiave per emozioni come dolore e disgusto. Questa ricerca, pubblicata su Psychological Science, è la prima a mostrare un chiaro legame tra l’altruismo del mondo reale e l’empatia per il dolore degli estranei. Questo può essere difficile da studiare in un laboratorio perché basato sull’autodenuncia e intrinsecamente, in quel processo, ci possono essere pregiudizi. Così hanno preso questa popolazione di altruisti del mondo reale, persone che hanno donato un rene ad un estraneo, per cercare di capire meglio il loro processo empatico. Era importante per i ricercatori ottenere quello puro altruismo umano, un atto altruistico preso senza aspettarsi nulla in cambio. Donare un rene è costoso e doloroso e il processo è spesso anonimo quindi potrebbe non conoscere o incontrare mai il destinatario dell’organo. Questi fattori hanno reso il gruppo una popolazione forte per questo tipo di lavoro. Per questo studio, hanno reclutato 57 persone, 29 straordinari altruisti e 28 adulti sani che non avevano donato un rene, come controllo. Dopo aver risposto a un questionario per determinare l’empatia di base, ogni individuo è stato abbinato a un estraneo come compagno di studio e poi ha completato una serie di 90 prove ed è stato sottoposto a risonanza magnetica funzionale (fMRI) per monitorare l’attività cerebrale.I risultati fornivano un legame inequivocabile tra il tratto di altruismo e l’empatia. La ricerca precedente ha dimostrato che questi donatori dimostrano una maggiore sensibilità neurale nei confronti dell’angoscia, in particolare della paura, in altri individui. L’amigdala era più attiva quando guardavano le foto di persone con la paura, ma non c’era nessuno in difficoltà davanti a loro. In questo studio invece quando gli altruisti provano dolore e osservano il dolore degli altri, l’attività neurale si abbina molto bene. Inoltre, i risultati confermano la teoria dei ricercatori sul ruolo dell’insula anteriore, una regione bilaterale del cervello considerata un centro dell’attività neurale. Si pensa che sia un rilevatore di salienza, quindi, quando succede qualcosa di importante, è più probabile che sia attiva. Quindi chi riesce a proiettarsi nel dolore altrui è sempre una risorsa per l’umanità perché non si tirerà mai indietro quando si tratterà di offrire aiuto.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Extraordinary Altruists Exhibit Enhanced Self–Other Overlap in Neural Responses to Distress” by Kristin M. Brethel-Haurwitz Elise M. Cardinale, Kruti M. Vekaria, Emily L. Robertson, Brian Walitt, John W. VanMeter, and Abigail A. Marsh. in Psychological Science. Published August 21 2018.

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