L’invidia è “scritta” nel cervello

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Envy (Nduta Kariuki)

Il modo in cui sentiamo riguardo al nostro benessere materiale e alla nostra condizione sociale è in gran parte determinato dalla nostra valutazione degli altri. Tuttavia, le basi neurologiche su come monitoriamo il complesso ambiente sociale in condizioni di accesso limitato alle risorse e se ci sentiamo felici o delusi rispetto a ciò che abbiamo sono rimaste poco chiare. In un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, i ricercatori hanno fatto luce sull’emozione dell’invidia eseguendo scansioni del cervello dei macachi in situazioni in cui loro o un macaco partner riceveva una ricompensa. I loro risultati rivelano una precisa regione del cervello che è associata ai sentimenti provocati dal ricevere una ricompensa inferiore a qualcun altro. In questo elegante lavoro, il team ha posizionato coppie di macachi l’uno di fronte all’altro ed ha ripetutamente fornito loro sorsi d’acqua in associazione con stimoli visivi e audio, eventualmente condizionandoli ad associarsi l’uno all’altro. Hanno misurato il leccarsi le labbra come un indicatore di quanto apprezzassero i loro premi, anche quando il loro partner è stato premiato. Hanno anche analizzato lo sguardo del macaco per confermare che il dare una ricompensa a un macaco è stata notata dal suo partner. Infine, hanno misurato l’attività di parti del cervello note per essere collegate all’elaborazione della ricompensa. I risultati hanno mostrato che per i macachi i loro premi valevano meno quando il loro macaco partner veniva ricompensato ed anche quando i loro premi venivano lasciati invariati. Ciò ha rivelato la valutazione soggettiva delle proprie ricompense a seconda del contesto sociale. Il team ha considerato questo ragionevole perché, nel mondo naturale in cui gli individui competono per risorse limitate, quando un pari guadagna risorse, ciò significa automaticamente che sono disponibili meno risorse per se stessi. Il team ha anche studiato le parti del cervello coinvolte nella “invidia” osservata e le reti attivate. Misurando i tempi in cui le diverse regioni sono state attivate nello scenario correlato all’invidia, è stato dimostrato che il percorso coinvolge il flusso di informazioni dalla corteccia prefrontale mediale al mesencefalo. Data la somiglianza tra macachi e umani, i risultati potrebbero essere proiettati sull’uomo, con implicazioni di ampia portata in campi diversi come il trattamento di malattie comportamentali, economia, risorse umane e pubblicità.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Social reward monitoring and valuation in the macaque brain” by Atsushi Noritake, Taihei Ninomiya & Masaki Isoda in Nature Neuroscience. Published September 17 2018.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. olgited ha detto:

    Molto interessante

    Mi piace

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