Superare le false credenze reindirizzando l’informazione

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Myth serie Genesis (Arrigo Musti)

Le credenze possono essere difficili da cambiare, anche se sono scientificamente sbagliate. Nell’attuale ambiente informativo, in cui informazioni e convinzioni imprecise sono diffuse, i responsabili delle politiche sarebbero ben serviti da strategie di apprendimento per prevenire il radicamento di queste convinzioni a livello di popolazione. Secondo uno studio della Princeton University, per superare le credenze non è utile negarle ma ha più senso dare le informazioni esatte correlate. Dopo aver condotto uno studio sperimentale, i ricercatori hanno scoperto che l’ascolto di un oratore che ripete una credenza, in effetti, aumenta la credibilità della dichiarazione, specialmente se la persona in qualche modo lo crede già. Ma per coloro che non si sono impegnati in particolari credenze, l’ascolto di informazioni corrette può scavalcare i miti. Ad esempio, se un responsabile delle politiche vuole che le persone dimentichino la convinzione errata secondo cui “Leggere in penombra può danneggiare gli occhi dei bambini”, potrebbe invece ripetere più volte: “I bambini che trascorrono meno tempo all’aperto sono più a rischio di sviluppare miopia”. I risultati, pubblicati sulla rivista accademica Cognition, hanno il potenziale per guidare gli interventi volti a correggere la disinformazione nelle comunità vulnerabili. I ricercatori hanno condotto uno studio principale, con un totale finale di 58 partecipanti, e uno studio di replica, con 88 partecipanti. Nello studio principale, una serie di 24 affermazioni è stata distribuita ai partecipanti. Queste affermazioni, che contenevano otto miti e 16 informazioni corrette in totale, rientravano in quattro categorie: nutrizione, allergie, visione e salute. I miti erano costituiti da affermazioni comunemente sostenute dalle persone come vere, ma che in realtà sono false, come “Il pianto aiuta i polmoni dei bambini a svilupparsi”. L’informazione corretta e correlata sarebbe: “La polmonite è la prima causa di morte nei bambini.” In primo luogo, ai partecipanti è stato chiesto di leggere attentamente queste dichiarazioni, che sono state descritte come affermazioni “incontrate frequentemente su Internet”. Dopo la lettura, i partecipanti hanno valutato se ritenevano che la dichiarazione fosse vera su una scala da uno a sette. Successivamente, hanno ascoltato una registrazione audio di una persona che parlava in modo naturale che ricordava alcune delle credenze che i partecipanti avevano letto inizialmente. Alla fine, sono state presentate le dichiarazioni iniziali e chiesto di valutarle in base all’accuratezza e al supporto scientifico. I ricercatori hanno scoperto che gli ascoltatori sperimentano cambiamenti nelle loro convinzioni dopo aver ascoltato le informazioni condivise da un’altra persona. In particolare, la facilità con cui viene in mente una credenza influisce sulla sua credibilità. Se una credenza è stata menzionata dalla persona nell’audio, è stata ricordata meglio e ritenuta più attendibile dall’ascoltatore. I risultati sono particolarmente significativi per i responsabili politici interessati ad avere un impatto a livello di comunità, in particolare per convinzioni imprecise rilevanti per la salute.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Mnemonic accessibility affects statement believability: The effect of listening to others selectively practicing beliefs” by Madalina Vlasceanu, and Alin Coman in Cognition. Published August 2018.

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. olgited ha detto:

    Purtroppo la rete diffonde in modo veloce le credenze,vedi vaccini.

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    1. Infatti… Purtroppo è così

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  2. 0000giada ha detto:

    molto interessante Daniele, molto.

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