L’effetto calmante degli estranei

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The Hug (Marijana Rakićević)

Il trattamento del dolore è più utile se è fornito da una persona del nostro gruppo sociale o l’aiuto di uno sconosciuto è più efficiente? Uno studio condotto da ricercatori delle università di Würzburg, Amsterdam e Zurigo ha esaminato questa domanda e ha scoperto che le persone provano un sollievo dal dolore più forte se sono trattate da una persona che appartiene a un gruppo sociale diverso. Lo studio è stato pubblicato sull’ultimo numero di Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences. I partecipanti hanno ricevuto dolore sul dorso della mano e in un gruppo di partecipanti, questo dolore è stato alleviato da una persona del proprio gruppo sociale, un altro gruppo di partecipanti ha ricevuto sollievo dal dolore da una persona di un altro gruppo. Hanno misurato il modo in cui il trattamento antalgico ha modificato le risposte del dolore neurale e i giudizi soggettivi del dolore. Prima del trattamento, entrambi i gruppi hanno mostrato risposte altrettanto forti al dolore. Al contrario, dopo essere stati trattati da quello che consideravano un “estraneo”, i partecipanti di questo gruppo hanno valutato il loro dolore meno intenso rispetto all’altro gruppo. L’effetto non era limitato all’esperienza soggettiva del dolore: Hanno anche visto una riduzione dell’attivazione correlata al dolore nelle corrispondenti regioni cerebrali. Pur essendo sorprendente, la scoperta è in linea con un principio fondamentale della teoria dell’apprendimento secondo cui le persone imparano particolarmente bene quando i risultati differiscono significativamente da quello che si aspettavano. Questo è chiamato “prediction error learning” in un linguaggio psicologico in cui la sorpresa contribuisce a “radicare” la nuova esperienza in modo più efficace nel cervello. Legato all’esperimento del dolore, questo significa quanto segue: “I partecipanti che hanno ricevuto sollievo dal dolore da un membro del gruppo esterno non si aspettavano di ricevere effettivamente un aiuto efficace da questa persona”. E meno i partecipanti avevano anticipato le esperienze positive, maggiore era la loro sorpresa quando il dolore si attenuava e tanto più pronunciata la riduzione delle loro risposte al dolore. Questa scoperta deve ancora essere verificata in modo più approfondito, ma potrebbe essere rilevante per il contesto clinico in cui il trattamento da parte di infermieri e medici di diverse culture è comune oggi. Inoltre rafforza l’operato di Orme Svelate nel confortare il dolore di coloro che soffrono di disagio psichico che in noi vedono estranei che partecipano alla loro sofferenza.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Pain relief provided by an outgroup member enhances analgesia” by Grit Hein, Jan B. Engelmann, and Philippe N. Tobler in Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences. Published September 26 2018.

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. arabafelicissima ha detto:

    Non so se appartiene a questo gruppo di studi e di esperienze ma, almeno per quanto mi riguarda, ho notato che talvolta parlare delle proprie esperienze negative con estranei allevia la sofferenza dell’anima più di quando lo si fa con persone a noi molto vicine.

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    1. Esatto, era proprio quello che sostiene lo studio.

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