Uso di cannabis e sviluppo cognitivo compromesso

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Girl Smoking Cannabis (Alex Solodov)

Sebbene gli studi abbiano dimostrato che l’abuso di alcool e cannabis sia correlato ad una cognizione compromessa nei giovani, studi precedenti non hanno compreso questa relazione distinguendo se l’uso di cannabis fosse causale o consequenziale al danno cognitivo. Un nuovo studio dei ricercatori del CHU Sainte-Justine e dell’Université de Montréal, pubblicato sull’American Journal of Psychiatry, mostra che al di là del ruolo della cognizione nella vulnerabilità all’utilizzo di sostanze, gli effetti concomitanti e duraturi dell’uso di cannabis negli adolescenti possono essere osservati su importanti funzioni cognitive e sembrano essere più pronunciati di quelli osservati per l’alcol. Oltre agli effetti intossicanti acuti, l’uso improprio di alcool e cannabis è stato associato a menomazioni nell’apprendimento, nella memoria, nell’attenzione e nel processo decisionale, oltre che con un rendimento scolastico inferiore. Mentre molti studi hanno riportato differenze di gruppo nelle prestazioni cognitive tra giovani dipendenti e non utilizzatori, quello che doveva ancora essere stabilito erano gli effetti causali e duraturi dell’uso di sostanze negli adolescenti sullo sviluppo cognitivo. Pochissimi studi sono concepiti per guardare questa domanda da una prospettiva evolutiva, invece questo ha seguito un ampio campione di studenti delle scuole superiori dal 7° al 10° grado utilizzando misure cognitive e di uso di sostanze. Utilizzando questo approccio basato sui big data, sono stati in grado di modellare la natura complessa della relazione tra questi insiemi di variabili. Per comprendere la relazione tra alcol, uso di cannabis e sviluppo cognitivo tra gli adolescenti a tutti i livelli di consumo (astinente, occasionale consumatore o alto consumatore), il team di ricerca ha seguito un campione di 3.826 adolescenti canadesi per un periodo di quattro anni. Gli autori hanno studiato le relazioni tra le variazioni anno dopo anno nell’uso di sostanze e nello sviluppo cognitivo in un certo numero di domini cognitivi, come la memoria di richiamo, il ragionamento percettivo, l’inibizione e la memoria di lavoro. Lo studio ha rilevato che la vulnerabilità alla cannabis e l’uso di alcool nell’adolescenza era associata a prestazioni generalmente inferiori su tutti i domini cognitivi. Tuttavia, ulteriori aumenti nel consumo di cannabis, ma non nel consumo di alcol, hanno mostrato ulteriori effetti concomitanti e ritardati sulle funzioni cognitive, come il ragionamento percettivo, il ricordo, la memoria di lavoro e il controllo inibitorio. Particolarmente preoccupante è stata la scoperta che l’uso di cannabis era associato a effetti duraturi su una misura di controllo inibitorio, che è un fattore di rischio per altri comportamenti di dipendenza, e potrebbe spiegare perché l’uso precoce della cannabis è un fattore di rischio per altre dipendenze. Alcuni di questi effetti sono ancora più pronunciati quando il consumo inizia prima dell’adolescenza. In un contesto in cui le politiche e le attitudini riguardanti l’uso di sostanze vengono riconsiderate, questa ricerca sottolinea l’importanza di proteggere i giovani dagli effetti negativi del consumo attraverso maggiori investimenti nei programmi di prevenzione della droga.

Daniele Corbo

Bibliografia: “A Population-Based Analysis of the Relationship Between Substance Use and Adolescent Cognitive Development” by Jean-François G. Morin, B.A., Mohammad H. Afzali, Ph.D., Josiane Bourque, M.Sc., Sherry H. Stewart, Ph.D., Jean R. Séguin, Ph.D., Maeve O’Leary-Barrett, Ph.D., and Patricia J. Conrod, Ph.D. in American Journal of Psychiatry. Published October 3 2018.

13 commenti Aggiungi il tuo

  1. Le perle di R. ha detto:

    Non smettere mai di parlarne.

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    1. No, non lo farò. Grazie per l’incoraggiamento

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  2. mondidascoprire ha detto:

    Liberalizzare l’uso di Cannabis è stato un fallimento e non una conquista , sulla pelle dei più piccoli.

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    1. Almeno sarebbe meglio informare correttamente senza idealizzarla.

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  3. redbavon ha detto:

    Concordo che tutto il discorso sulla cannabis non vada idealizzato, ma occorra informare chi è un potenziale consumatore. Una liberalizzazione quantomeno metterebbe in circolazione delle sostanze controllate e certificate. Oggi c’è di tutto e ti devi fidare di…malavitosi. Già questo fattore non mi spinge a consumare un prodotto di cui non conosco l’origine. Mangeresti un’insalata che viene da Fukushima? Se non ne conosco l’origine, lo farei senza saperlo. Non è un esempio bislacco, ma i più vecchi ricordano Chernobyl.
    Il fatto che sia un particolare “studio” a sostenere una “causa” piuttosto che un’altra però non cambia il mio punto di vista a meno di confrontarlo con uno “studio” che sostenga il contrario. Non è il tuo caso, ma spesso si fa un uso strumentale di “studi” per poi scoprire che sono pilotati.

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    1. Sapendo che mi segui (e ti ringrazio) sai benissimo che non mi addentro in discorsi che esulano rispetto al benessere mentale. Il mio interesse è informare in modo che le persone possano stare bene. Lo studio è canadese, nazione che ha di recente legalizzato la cannabis per uso ricreativo, pubblicato su di una rivista importante per cui mi sembra attendibile. Grazie per il tuo commento

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      1. redbavon ha detto:

        Non questionavo l’attendibilità dello studio citato, ma prova a metterti dalla parte di chi fa uso o vorrebbe fare uso di cannabis. Ritiene di stare bene facendosi una fumata e non credo che uno studio possa farlo desistere. Potere comprendere le differenze tra due diverse tesi o studi, potrebbe dargli più strumenti per capire. Avere solo una tesi opposta alla sua idea, potrebbe invece rafforzarla stupidamente.

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      2. Si si capisco, ma credo che chi ritenga salutare farsi una fumatina non desista neanche leggendo numerosi studi. Comunque ogni tanto pubblico qualcosa a riguardo.

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      3. redbavon ha detto:

        D’accordo, ci sta anche questo. Ho capito male il taglio di questo tuo post. È l’affermazione di una tesi che tende a rafforzare un’idea già firmata.
        Il mio approccio non è cercare conferme da chi la pensa come me (per carità sono benvenute) né convincere chi la pensa all’opposto (non ho “aspirazioni” di evangelizzatore 😂), ma prediligo stimolare una discussione in cui ci siano più punti di vista.

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      4. Piace anche a me, infatti i commenti di chi la pensa diversamente sono molto graditi😉

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