Alti livelli di fluoro in gravidanza sono collegati allo sviluppo di ADHD

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pregnancy (Carlos Rosales Fernadez Eduardo)

Secondo un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università di Toronto, livelli più alti di fluoro nelle urine durante la gravidanza sono associati a più sintomi legati a disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) nei bambini in età scolare, come riportato dai genitori. I risultati, pubblicati su Environment International, derivano dall’analisi da parte dei ricercatori sui dati di 213 coppie madre-figlio a Città del Messico che facevano parte del progetto Early Life Exposures in Mexico to Environmental Toxicants. Il progetto ha reclutato donne incinte dal 1994 al 2005 e da allora ha continuato a seguire le donne e i loro figli. Le scoperte sono coerenti con un numero crescente di prove che suggeriscono che il crescente sistema nervoso fetale può essere influenzato negativamente da livelli più alti di esposizione al fluoro. L’acqua di rubinetto e i prodotti dentali sono stati fluorati in Canada e negli Stati Uniti (così come latte e sale da cucina in altri paesi) con quantità variabili per oltre 60 anni per prevenire la carie. Negli ultimi anni, tuttavia, un acceso dibattito sulla sicurezza della fluorizzazione dell’acqua, in particolare per il cervello in via di sviluppo dei bambini, ha spinto i ricercatori a esplorare il problema e a fornire prove per informare gli standard nazionali sull’acqua potabile. Il gruppo di ricerca dello studio – compresi esperti dell’Università di Toronto, York University, National Institute of Public Health del Messico, Università del Michigan, Indiana University, Università di Washington e Università di Harvard – ha analizzato campioni di urina che erano stati ottenuti dalle madri durante gravidanza e dai loro bambini tra i sei ei 12 anni di età per ricostruire le misure personali di esposizione al fluoro sia per la madre che per il bambino. I ricercatori hanno poi analizzato in che modo i livelli di fluoro nelle urine si correlano alle prestazioni del bambino su una varietà di test e questionari che misurano disattenzione e iperattività e hanno fornito punteggi complessivi correlati all’ADHD o al disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Le analisi sono state corrette per altri fattori noti che influiscono sul neurosviluppo, come età gestazionale alla nascita, peso alla nascita, ordine di nascita, sesso, stato civile materno, storia del fumo, età al parto, istruzione, stato socioeconomico ed esposizione al piombo. I risultati mostrano che i bambini con elevata esposizione prenatale al fluoro avevano maggiori probabilità di mostrare i sintomi dell’ADHD come riportato dai genitori. Questo lavoro si basa su ricerche precedenti che il team ha pubblicato su questa popolazione dimostrando che livelli più elevati di fluoro nelle urine durante la gravidanza sono associati a punteggi più bassi nei test di QI e cognizione nei bambini in età scolare. L’ADHD è il disturbo psichiatrico più comune diagnosticato durante l’infanzia, che colpisce tra il 5 e il 9% di tutti i bambini in età scolare. I sintomi dell’ADHD spesso persistono nell’età adulta e possono compromettere la vita quotidiana. Se si riesce a capire le ragioni di questa associazione, si può quindi iniziare a sviluppare strategie preventive per mitigare il rischio.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Dichoptic Attentive Motion Tracking is Biased Toward the Nonamblyopic Eye in Strabismic Amblyopia” by Amy Chow; Deborah Giaschi; and Benjamin Thompson in Investigative Ophthalmology & Visual Science. Published October 2018.

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. lilianadream ha detto:

    Ciao Daniele, ho letto non so dove che anche l’assunzione eccessiva dell’aspirina/ tachipirina può indurre la sindrome del disturbo dell’attenzione. Io ho due nipoti ( uno con la classica sindrome ADHD, l’altro una caratteristica della malattia ” dislessia ” ). Entrambe le mamme hanno consumato molta coca cola, zuccheri in gravidanza e una mia cugina ha avuto il bambino in tenerissima età ( 16 anni ). Ciao. Bravo, sei una scheggia su questo blog

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    1. Più che aspirina e tachipirina mi spaventa la coca cola e gli zuccheri in generale assunti in quantità eccessiva… Grazie cara Liliana, spero che tu stia bene

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      1. lilianadream ha detto:

        Invece l’articolo stava dicendo propio che l’assunzione di antidolorifici come aspirina e tachipirina erano la causa. Non posso farti leggere l’articolo perché in romeno, ma la blogger aveva riportato una ricerca se non sbaglio dal Israele fatta su più di 2000 soggetti. Buona giornata. Mi sto impegnando di stare bene, grazie.

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      2. Avevo capito che citavi uno studio, lo cercherò. Buona giornata, cara

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