I bravi ragazzi nei film dei supereroi sono più violenti dei cattivi

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DC Super Heroes (Kin Lue)

In un genere cinematografico più popolare che mai, i coraggiosi supereroi esercitano poteri speciali per proteggere le persone dai cattivi. Ma nonostante i temi positivi che questi film possono offrire, una nuova ricerca suggerisce che i personaggi dei supereroi spesso idolatrati dai giovani spettatori possano inviare un messaggio fortemente negativo quando si tratta di violenza. Infatti, secondo uno studio presentato all’Academy of Pediatrics (AAP) 2018 National Conference & Exhibition, i “bravi ragazzi” nei film di supereroi si comportano in media più violenti dei cattivi. I ricercatori coinvolti nello studio hanno analizzato 10 film basati su supereroi pubblicati nel 2015 e nel 2016. Hanno classificato i personaggi principali come protagonisti (“bravi ragazzi”) o antagonisti (“cattivi”) e hanno utilizzato uno strumento standardizzato per compilare atti specifici e tipi di violenza ritratti nei film. I ricercatori hanno riferito una media di 23 atti di violenza all’ora associati ai protagonisti del film, rispetto ai 18 atti di violenza all’ora per gli antagonisti. I ricercatori hanno anche scoperto che i film mostravano personaggi maschili in quasi cinque volte più atti violenti (34 all’ora, in media), di personaggi femminili, che erano impegnati in una media di 7 atti violenti all’ora. I bambini e gli adolescenti vedono i supereroi come “bravi ragazzi “e possono essere influenzati dal loro ritratto di comportamenti di rischio e atti di violenza. Gli operatori sanitari pediatrici dovrebbero educare le famiglie sulla violenza rappresentata in questo genere di film e sui potenziali pericoli che possono verificarsi quando i bambini tentano di emulare questi eroi percepiti. L’atto di violenza più comune associato ai protagonisti del film è stato il combattimento (1.021 atti totali), seguito dall’uso di un’arma letale (659), distruzione di proprietà (199), omicidio (168) e bullismo/intimidazione/tortura (144). Per gli antagonisti, il più comune atto violento è stato l’uso di un’arma letale (604 atti totali), combattimento (599), bullismo / intimidazione / tortura (237), distruzione di proprietà (191) e omicidio (93). Per aiutare a contrastare l’influenza negativa che i film di supereroi possono avere sui bambini, il principale ricercatore dello studio suggerisce alle famiglie di osservarli insieme e di parlare di ciò che vedono. La visione di questi film in famiglia può essere un efficace antidoto contro l’aumento della violenza a causa dei film basati su supereroi. Ma la chiave è discutere le conseguenze della violenza attivamente con i loro figli. Nell’osservare passivamente i media violenti, c’è un messaggio implicito che i genitori approvano ciò che i loro bambini stanno vedendo, e studi precedenti mostrano un corrispondente aumento del comportamento aggressivo. Assumendo un ruolo attivo nel guardare i media con i propri figli attraverso la co-visione e la mediazione attiva i genitori aiutano i loro figli a sviluppare un pensiero critico e valori regolati internamente.

Daniele Corbo

Bibliografia: The research will be presented at the American Academy of Pediatrics 2018 National Conference & Exhibition.

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. Laura Parise ha detto:

    Direi che oggi i nostri ragazzi sono bombardati da tutte le parti con combattimenti e lotte, ed emulare quel che vedono e magari esasperarlo al limite è diventato quasi un obbligo per far parte di un gruppo, per diventare qualcuno… Noi siamo cresciuti con quei supereroi delle tue foto, ma non mi pare che ci sia arrivato quel tipo di messaggio. Forse perchè per noi era solo un film e non uno stile di vita. Mentre oggi purtroppo non hanno altro modo di esprimersi se non esasperando il tutto.

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    1. Non a caso lo studio analizzava film usciti tra il 2015 e il 2016… credo che i film attuali facciano meno differenza tra “buoni e cattivi”. Ricordo ad esempio il batman di Tim Burton in cui il buono ha pochissimi moti violenti, ma tanta introspezione. La nota caratteristica dei buoni dei vecchi film era proprio un certo dilemma interiore costante che indirizzava le azioni a differenza dei cattivi che agivano. Fondamentale è trasmettere che dietro tutte le azioni ci deve essere tanta riflessione.

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      1. Laura Parise ha detto:

        Concordo in pieno

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  2. haikuspot ha detto:

    Io sono cresciuto a Kenshiro e Madmax + videogiochi violenti, con tanto di “Dai visto che ti piace ti portiamo a fare arti marziali”… e sono per la non violenza o.o Boh

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    1. Ho parlato in altri articoli dei videogiochi violenti che non hanno ripercussioni sulla psiche dei bambini. Qui nello specifico si discute (solo nei film tra 2015 e 2016) il modello buoni-cattivi che viene proposto e che trasmette che i buoni sono più violenti dei cattivi. Ciao, caro

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