La mancanza di esercizio danneggia la salute mentale

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Exercise and Health series (Liam Symes)

Uno studio, pubblicato su Gerontology and Geriatric Medicine, condotto su persone giapponesi residenti in Malesia ha rilevato che le loro attività di esercizio fisico hanno influenzato il tempo trascorso a sedersi e la qualità della vita, inclusa la loro salute mentale. Studi precedenti hanno dimostrato che l’attività fisica intesa come esercizio fisico e sport può prevenire o aiutare a curare varie malattie, tra cui obesità, diabete, ipertensione e alcuni tipi di cancro. D’altro canto, è stato dimostrato che spendere lunghi periodi seduti ha vari effetti negativi sulla salute che portano all’obesità, al diabete e alle malattie cardiache. Il numero di giapponesi che vivono all’estero per periodi di 3 mesi o più aumenta di anno in anno. Spostarsi all’estero può essere un’esperienza stressante che sconvolge la salute e la routine di esercizio. Questo studio mirava a far luce sulla relazione tra esercizio fisico, tempo trascorso seduti e salute mentale (qualità della vita correlata alla salute) per gli espatriati giapponesi. L’indagine si è concentrata sui giapponesi che vivevano in Malesia, una destinazione popolare di lunga data per i cittadini giapponesi. La Malesia ha uno dei più alti livelli di obesità al mondo, con un numero crescente di persone che soffrono di pressione alta, alti livelli di colesterolo e diabete. Il sondaggio ha preso di mira 130 persone giapponesi di età superiore ai 20 anni che vivono a Ipoh, Perak in Malesia. Il team ha misurato il comportamento dell’esercizio fisico, il tempo di una seduta e la qualità della vita correlata alla salute, oltre a fattori sociodemografici come età, sesso e se fossero impiegati in un’attività lavorativa. Sulla base di un modello transteoretico di cambiamenti nei modelli di esercizio, i partecipanti al sondaggio sono stati divisi in tre gruppi: gruppo di non esercizio (attualmente non in esercizio), gruppo di preparazione (esercizio ma non regolare) e gruppo di esercizi (che si esercita regolarmente). Il tempo trascorso da ciascun partecipante ogni giorno e la qualità della vita correlata alla salute (aspetti relativi alla salute mentale) sono stati misurati da un questionario compilato dai partecipanti. Rispetto al gruppo di preparazione, il gruppo che si dedicava agli esercizi ha trascorso in media 135 minuti in meno di tempo seduti tutti i giorni, e il loro punteggio per la qualità della vita correlata alla salute era in media di 5,5 punti in più. Questi risultati mostrano che la promozione di attività di esercizio fisico può essere parte di strategie essenziali di sanità pubblica per ridurre il tempo sedentario e migliorare la qualità della vita. Diventa sempre più necessario educare le persone ed in particolare i giovani a dedicare parte delle proprie giornate all’esercizio fisico, strumento di prevenzione per tantissime malattie fisiche e mentali.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Sedentary Behavior and Health-Related Quality of Life Among Japanese Living Overseas” by Kazuhiro P. Izawa, and Koichiro Oka, PhD Gerontology and Geriatric Medicine. Published October 24 2018.

15 commenti Aggiungi il tuo

  1. Maria ha detto:

    Siamo un po’ come dei macchinari! Tipo, un’auto non può stare ferma per troppo tempo, altrimenti si danneggia.

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    1. E soprattutto trascurando una parte di noi roviniamo anche il resto.

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      1. Maria ha detto:

        Proprio vero! Un “malato” non potrebbe mai prendersi cura di chi/cosa lo circonda…

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  2. Rain ha detto:

    Non riesco, perdonami, a vedere la novità… Che l’esercizio sia fondamentale alla salute è cosa nota.. Che passaggio mi sfugge?

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    1. Il concetto che la psiche abbia dei benefici dall’attività fisica è una novità scientifica. Poi che i romani dicessero “mens sana in corpore sano” è un’altra cosa. A me preme trasmettere l’idea che siamo una realtà olistica dove tutto è collegato, non è pensabile stare bene psicologicamente se si trascura il corpo.

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      1. Rain ha detto:

        Davvero? Io pensavo fosse un concetto acclarato anche in ambito accademico ormai…

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      2. Rain ha detto:

        No comment… Siamo più indietro di quanto pensassi…

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      3. Però una cosa è l’intuizione un’altra è la dimostrazione. Se non vengono indirizzati soldi per ricerche su queste tematiche non è colpa di noi ricercatori…

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      4. Rain ha detto:

        No, ma è colpa del mondo scientifico in generale che non ha ancora verificato, e quindi accettato, consapevolezze fondamentali

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      5. È un problema economico di cui il mondo scientifico è vittima (e me incluso…)

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      6. Rain ha detto:

        Anche di priorità, no?

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      7. Si, il poco che c’è è speso per altro.

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