Prevenire la neurodegenerazione con l’attività intellettuale

Playing Chess (Andrei Medvedev)

I ricercatori del gruppo di ricerca Cognit e Brain Plasticity del Bellvitge Biomedical Research Institute (IDIBELL) e dell’Università di Barcellona (UB), in collaborazione con diversi ospedali, hanno scoperto che uno stile di vita intellettualmente attivo conferisce protezione contro la neurodegenerazione nelle persone con malattia di Huntington, ritarda l’insorgenza dei sintomi e la perdita di sostanza grigia nel cervello. La ricerca aiuta a comprendere i fattori legati alle differenze nei sintomi tra i pazienti con questa malattia e a decifrare i meccanismi cerebrali responsabili di tali differenze. Lo studio, pubblicato su Neuropsychologia, mostra come i pazienti con malattia di Huntington con maggiore attività cognitiva per tutta la vita ottengano punteggi migliori nei test neuropsicologici. Questi pazienti hanno mostrato un ritardo nella comparsa dei primi sintomi della malattia e un basso livello di atrofia in un’area del cervello particolarmente colpita da questa malattia, che è chiamata nucleo caudato. Al fine di valutare l’attività intellettuale per tutta la vita, tra gli altri fattori sono stati presi in considerazione il livello di istruzione, il tipo di occupazione professionale, il numero di lingue, l’attività di lettura e la frequenza con cui i partecipanti hanno svolto giochi come gli scacchi. Questi risultati suggeriscono che una maggiore attività mentale in qualche modo protegge il cervello dai processi neurodegenerativi, mantenendolo in buone condizioni per un lungo periodo di tempo. Pertanto, questa scoperta sottolinea l’importanza degli interventi cognitivi nelle malattie neurodegenerative, oltre a condurre una vita cognitivamente stimolante per mantenere un cervello sano. La malattia di Huntington è una malattia neurodegenerativa di origine genetica per la quale attualmente non esiste una cura. I suoi sintomi principali includono problemi motori, cognitivi e psichiatrici. L’età media di inizio dei primi sintomi è di circa 40 anni, essendo una malattia progressiva in cui i sintomi peggiorano gradualmente.

Daniele Corbo

Bibliografia: “An active cognitive lifestyle as a potential neuroprotective factor in Huntington’s disease” by Clara Garcia-Gorro, Maria Garau-Rolandi, Anira Escrichs, Nadia Rodriguez-Dechicha, Irene Vaquer, Susana Subira, Matilde Calopa, Saul Martinez-Horta, Jesus Perez-Perez, Jaime Kulisevsky, Esteban Muñoz, Pilar Santacruz, Jesus Ruiz-Idiago, Celia Mareca, Ruthde Diego-Balaguer, and Estela Camara in Neuropsychologia. Published October 26 2018.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Antonella Lallo ha detto:

    L’ha ribloggato su Antonella Lallo.

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  2. Le perle di R. ha detto:

    Non l’avevo mai sentita nominare.

    "Mi piace"

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