RADIO LIBERA

La luce rossa lampeggiava. On air. In onda da sette anni Sergio conduceva l’ultima edizione serale su “Radio libera tutti”. La scaletta era particolarmente forte quella sera. Fecondazione assistita o adozione? I testi li scriveva lui, ex giornalista per il giornale locale. Le parole crude e i temi scottanti lo avevano portato fuori dalla redazione, ma anche una litigata col capo redattore era stata un’ottima motivazione per andarsene. Non ci fu bisogno di dimissioni ufficiali.

Radio (JOSE SMITH)

“ Cari nottambuli, in questa sera afosa ci facciamo nuovamente compagnia. Probabilmente molti di voi non riusciranno a dormire e altri saranno ancora sono fuori casa per godersi le vacanze estive. Lo so che in questo periodo non si dovrebbero trattare temi troppo impegnativi, ma come vi ricorderete ieri sera mentre parlavamo di mamme e papà, Alessia ci ha stupito con il suo intervento e il suo sfogo. Mi sembrava giusto accogliere la sua richiesta di risolvere i dubbi inerenti alla volontà di maternità. Prima di parlare con qualche ascoltatore in linea sull’argomento “fecondazione assistita o adozione”, vi faccio riascoltare la telefonata di Alessia.”

“ Pronto, chi c’è in linea?”
“ Buonasera, mi chiamo Alessia e chiamo da Roma.”
“ Ciao Alessia, cosa ne pensi del fatto che si facciano figli sempre più tardi? Aurora prima di te ha detto che rimandare per lavoro,questioni economiche, eccetera porta alla poca probabilità di diventare genitori. Se hai ascoltato bene avrai sentito che lei non si è fatta problemi ed è diventata madre nonostante la situazione non favorevole. Che ne pensi?”
“ Penso che diventare genitori si possa scegliere fino a un certo punto.
Puoi avere un lavoro stabile, una famiglia disposta ad aiutarti quando nascerà tuo figlio, l’età giusta e soprattutto il compagno giusto, ma non puoi farci molto quando tu sei sterile. E allora che fai? Provi tutte le cure possibili, che non funzionano sempre. Fai l’amore anziché come un piacere lo vedi come un doppio lavoro e aprire le gambe è un gesto naturale, quasi da catena da montaggio. Via i vestiti, infili, vieni, resti in attesa: vana. Ti butti sulla fecondazione assistita e strazi il tuo compagno in seghe vere per raccogliere il suo seme che funziona per impiantarlo nel solito punto, ma che con te non li accetta proprio. Con rassegnazione di entrambi, ti giochi pure la carta del seminatore sconosciuto, praticamente un figlio condiviso in tre, chi gli darà lo sperma e chi lo alleverà. Scopri, ma non ci voleva molto a capirlo che sei tu il problema. Chiunque maschio decidesse di metterti incinta sarebbe una causa persa. Altro boccone da mandar giù dopo che per anni vedi tutti i tuoi amici e parenti fare una miriade di figli, seppure devono prendere provvedimenti per non farne ancora. Ci rifletti, ci hai messo una vita a trovare l’uomo giusto per te. Lo capisci perché cerca di starti vicino, non fartelo pesare, ti coccola, ti distrae con altro, ma poi ci rimugini che tu un figlio lo vuoi e con quella persona che ne ha passate così tante che diventare padre sarebbe il minimo. Ma non è il massimo non ottenere nulla. A volte ti sale la paura che possa lasciarti. Non abbiamo quarant’anni ed è abbastanza giovane da rifarsi una vita con una donna vera. Quella che non sa procreare che donna può essere? Una donna a metà. Stasera non riesco a dormire, come gli ultimi mesi del resto. Sono in salotto, sto ascoltando la radio, vi sento tutte le sere e come dite sempre voi, si deve essere liberi, lasciare liberi di esprimersi. Dopo tutte queste prove, l’unica soluzione è l’adozione, ma secondo lei, anzi secondo voi, chi mai darebbe un figlio a un imbianchino e a una disoccupata da un anno? Per tutte le inseminazioni, giornate intere per prendersi i nostri tempi per provare a diventare genitori, lei crede che un datore di lavoro mi avrebbe aspettato? Se poi Dio avesse voluto fare il miracolo, probabilmente lo avrei perso comunque quel lavoro. I miei genitori mi avrebbero aiutato a sprazzi abitando lontano e la madre di Samuele lavora. E pure suo figlio ha un impiego. È stanco, ma di me. Lo vedo, mi guarda con pietà; fatica ogni giorno per noi. Neppure per una sua creatura. Lo osservo mentre sogna, io non sono stanca. Le mie amiche mamme lo sono, io dopo aver lustrato casa, cucinato,fatto la spesa, pensato ai panni da lavare e stirare non so più che fare. I pensieri di notte si fanno pesanti e anche nelle sere in cui la stanchezza si sente, non riesco che ad addormentarmi molto tardi. Mi scusi se mi sono sfogata, ma vi chiedo un consiglio se dovrei andarmene e lasciare il mio compagno. Non credo che io possa renderlo felice. Mi perdoni, ma non sapevo a chi dire tutto questo.”

“ Queste erano le parole di Alessia. Sentiamo il primo ascoltatore al telefono cosa ha da dirle…”

Tiziana Balestro
https://lavocedicalibano.altervista.org/

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Isidoro D'Anna ha detto:

    Mi stupisco di trovarmi a leggere oscenità simili su Orme Svelate. Provvedo subito a disiscrivermi e vi chiedo, in nome di Dio, di pentirvi e purificare il vostro cuore. “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”. Gli impuri non lo vedranno mai!

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    1. Caro Isidoro, perché parlare di una donna che cerca ostinatamente una gravidanza, ricorrendo a tutto pur di ottenerla e che giunge a mettersi in discussione è un’oscenita`? Forse non hai letto con attenzione il post? Proprio da te mi sarei aspettato un’accoglienza diversa…

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  2. Le perle di R. ha detto:

    Ogni sogno ti porta a combattere per realizzarlo ed è giusto provarci, ma spero che questa coppia riesca a superare questa sconfitta e a vivere il loro amore nonostante tutto.

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