Collegamento tra carenza di vitamina D e perdita di plasticità cerebrale

La ricerca dell’Università del Queensland potrebbe spiegare perché la vitamina D è vitale per la salute del cervello, e come la sua deficienza porti a disturbi come depressione e schizofrenia.

Synaptic Plasticity (Haelyn Y)

Un team di ricerca del Queensland Brain Institute di UQ ha condotto gli studi, che forniscono le basi per la ricerca su una prevenzione e trattamenti migliori. Oltre un miliardo di persone in tutto il mondo sono affette da carenza di vitamina D, e c’è un legame ben stabilito tra carenza di vitamina D e cognizione alterata. Sfortunatamente, esattamente come la vitamina D influenza la struttura e la funzione del cervello non è ben compresa, quindi non è ancora chiaro perché la mancanza causa problemi. Il team ha scoperto che i livelli di vitamina D colpiscono un tipo di “ponteggio” nel cervello, chiamato reti perineuronali. Queste reti formano una maglia forte e solidale attorno a certi neuroni, e così facendo stabilizzano i contatti che queste cellule producono con altri neuroni. I ricercatori hanno rimosso la vitamina D dalla dieta di un gruppo di topi adulti sani e, dopo 20 settimane, hanno riscontrato un significativo calo della loro capacità di ricordare e apprendere rispetto a un gruppo di controllo. Il gruppo carente di vitamina D ha una marcata riduzione delle reti perineuronali nell’ippocampo, la regione del cervello cruciale per la formazione della memoria. C’è stata anche una drastica riduzione sia del numero sia della forza delle connessioni tra i neuroni in quella regione. Il team propone che la vitamina D giochi un ruolo importante nel mantenere stabili le reti perineuronali e che quando i livelli di vitamina D diminuiscono, questo “ponteggio” è più facilmente degradato dagli enzimi. Quando i neuroni dell’ippocampo perdono le loro reti perineuronali di supporto, hanno difficoltà a mantenere le connessioni e questo alla fine porta a una perdita della funzione cognitiva. L’ippocampo può essere maggiormente colpito dal deficit di vitamina D perché è molto più attivo di altre regioni del cervello. Curiosamente, il lato destro dell’ippocampo era più colpito dalla carenza di vitamina D rispetto al lato sinistro. La perdita di funzione in quest’area potrebbe essere un contributo importante ai segni distintivi della schizofrenia, inclusi gravi deficit di memoria e una percezione distorta della realtà. Il prossimo passo è testare questa nuova ipotesi sul legame tra carenza di vitamina D, reti perineuronali e cognizione. I ricercatori sono anche particolarmente entusiasti di aver scoperto che queste reti possono cambiare nei topi adulti. Si spera che, poiché sono dinamici, c’è la possibilità di ricostruirli e questo potrebbe preparare il terreno per nuovi trattamenti.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Vitamin D in Synaptic Plasticity, Cognitive Function, and Neuropsychiatric Illness” by Phoebe E. Mayne, and Thomas H.J. Burne in Trends in Neurosciences. Published February 18 2019.

8 commenti Aggiungi il tuo

  1. Nc ha detto:

    chissà se è per questo che quando si è costretti a rimanere in casa ci si senta anche un po’ intorpiditi e depressi.

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    1. Ciao, si l’esposizione al sole è fondamentale sia per fissare la vitamina d che per la produzione di serotonina. Quindi l’incidenza sull’umore è elevata. Buona domenica

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  2. Ciao, questo è un articolo molto interessante, parlando con la mia dottoressa infatti mi spiegava che alcuni anni fa non si faceva mai il controllo della vitamina D poi hanno scoperto che era molto importante. Grazie per l’articolo e buona domenica, Cinzia👏👏🥰😘

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    1. È vero, è sempre più chiaro che la vitamina d ha un ruolo molto importante per la salute. Buona domenica 😘

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  3. Rain ha detto:

    Ancora una volta, l’importanza del cibo per il benessere mentale…

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  4. Laura Parise ha detto:

    Questa scoperta è inquietante.
    Sopratutto perchè due anni fà dalle analisi avevo una carenza di vitamina D… risolta poi con un ciclo di integratore. Lo scorso anno non vi era più carenza, ma a questo punto mi chiedo: ci può essere una recidiva?

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    1. Si, faresti bene a tenerla sempre sotto controllo. Anche perché risolvi tutto con un semplice integratore

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