Come utilizziamo i punti di vista degli altri per prendere decisioni

La vita di tutti i giorni è piena di situazioni che ci impongono di prendere in considerazione le prospettive altrui – ad esempio, quando mostriamo un libro a un bambino, intuitivamente sappiamo come tenerlo in modo che possa vederlo bene, anche se è più difficile da vedere che per noi stessi. Oppure, quando ci si esibisce davanti a un pubblico, spesso non possiamo fare a meno di immaginare come saremo guardati dalle altre persone. Una nuova ricerca pubblicata su “Current Biology” ha fornito la prima prova diretta che possiamo farlo perché creiamo spontaneamente immagini mentali su come il mondo guarda l’altra persona, in modo che possiamo virtualmente vedere attraverso i loro occhi e formulare giudizi come se fossimo al loro posto. Lo studio si è concentrato su un compito di rotazione mentale comunemente usato in psicologia, in cui ai partecipanti viene chiesto se una lettera ruotata sullo schermo del computer è presentata nella sua forma standard ( es. “R”) o forma invertita speculare (“Я”). Di solito, più una lettera viene ruotata dalla persona che la giudica, più tempo è necessario per decidere la sua forma. La ragione di ciò è che le persone devono prima ruotare mentalmente l’oggetto al suo orientamento verticale prima di poterne valutare la forma, e questa rotazione richiede più tempo quanto più la lettera viene orientata. Ma il nuovo studio rivela che le persone possono aggirare questa rotazione mentale quando viene introdotta un’altra persona. Lo studio dimostra che anche quando gli oggetti sono orientati lontano dai partecipanti, i loro tempi decisionali sono sorprendentemente veloci se l’oggetto appare in posizione verticale rispetto all’altra persona ed è quindi facilmente identificabile dal loro punto di vista. Al contrario, se la lettera appare sottosopra per l’altra persona, anche i giudizi relativamente facili diventano più difficili per i partecipanti. Questo studio dimostra che ciò che vediamo può essere ignorato da ciò che un’altra persona vede se ci aiuta a formulare un giudizio. Le persone non hanno bisogno di ruotare mentalmente un oggetto se già “vedono” l’oggetto nel solito orientamento verticale con gli occhi di un altro. La gente ha fatto questo anche se non hanno dato loro le istruzioni sulla persona in più introdotta e li ha visti completamente passivamente. Hanno ancora usato il set di occhi in più, il che suggerisce che si tratta di un processo che si verifica spontaneamente. È importante sottolineare che lo studio non ha trovato la stessa accelerazione dei giudizi quando è stato introdotto un oggetto inanimato (una lampada) al posto di una persona, anche se la lampada era approssimativamente della stessa dimensione ed era orientata verso la lettera nello stesso modo in cui la persona. Ciò ha senso in quanto una lampada non può “vedere” in modo che i partecipanti non costruiscano un’immagine di come il mondo guarda a un oggetto inanimato. L’assunzione di prospettive è una parte importante della cognizione sociale. Ci aiuta a capire come il mondo guarda dal punto di vista di un altro. È importante per molte attività quotidiane in cui è necessario interagire con altre persone. Ci aiuta ad entrare in empatia con loro o a capire cosa stanno pensando. Questo studio fornisce nuove intuizioni che le persone possono fare perché formano molto rapidamente e spontaneamente un’immagine mentale di come il mondo guarda ad un’altra persona. Non appena abbiamo una tale immagine mentale, è facile metterci al posto dell’altro e prevedere come si comportano. Immagina di essere in una macchina e vedi un pedone che attraversa la strada, e un autobus sta viaggiando velocemente verso la traversata. All’improvviso ti rendi conto che l’autista non ha visto il pedone e potrebbe colpirlo, quindi fai suonare il clacson. Come hai preso questa decisione al secondo? Questo studio suggerisce che ti sei messo automaticamente nei panni dell’autista dell’autobus e hai visto la scena attraverso i suoi occhi.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Spontaneous Vicarious Perception of the Content of Another’s Visual Perspective” by Eleanor Ward, Giorgio Ganis, and Patric Bach in Current Biology. Published February 21 2019.

Immagine: Unusual Viewpoints (Melissa Short)

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Rain ha detto:

    Il problema è che siamo arrivato a un eccesso nell’uso di questo strumento sociale, vincolandoci totalmente al punto di vista altrui!

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    1. capisco quello che intendi e sono d’accordo, ma ho la sensazione che strumentalizziamo il punto di vista altrui per dipingere una realtà di comodo. Il punto di vista altrui diviene molto spesso quello migliore per noi, raramente osservo persone che, mettendosi nei panni degli altri, fanno scelte scomode per se stessi. Mi sbaglio?

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      1. Rain ha detto:

        Certo.. come dicevo però, ormai si è confuso il mettersi nei panni dell’altro (che paradossalmente si fa davvero molto di rado) con una sorta di dare predominanza al giudizio altrui

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      2. Si, è così. Tra l’altro, come fai intuire tu, il punto di vista diventa giudizio, ma sono cose completamente differenti. Inorridisco…

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