I nostri volti non rivelano sempre le nostre vere emozioni

L’attore James Franco sembra felice quando registra un diario video nel film “127 Hours”. Solo quando la fotocamera si ingrandisce, scoprendo che il suo braccio è schiacciato sotto un macigno, diventa chiaro che il suo sorriso sciocco smentisce la sua agonia. Questo perché quando si tratta di leggere lo stato mentale di una persona, il contesto visivo -come in background e azione- è tanto importante quanto le espressioni facciali e il linguaggio del corpo, secondo un nuovo studio dell’Università della California, Berkeley. Le scoperte, che saranno pubblicate su PNAS, sfidano decenni di ricerche postulando che l’intelligenza e il riconoscimento emotivo sono basati in gran parte sulla capacità di leggere micro-espressioni che segnalano felicità, tristezza, rabbia, paura, sorpresa , disgusto, disprezzo e altri stati d’animo e sentimenti positivi e negativi. Questo studio rivela che il riconoscimento delle emozioni è, nel suo cuore, una questione di contesto tanto quanto lo è per i volti. I ricercatori hanno offuscato i volti e i corpi degli attori in dozzine di clip tratte da film di Hollywood e video domestici. Nonostante l’invisibilità virtuale dei personaggi, centinaia di partecipanti allo studio sono stati in grado di leggere con precisione le loro emozioni esaminando lo sfondo e il modo in cui interagivano con l’ambiente circostante. Il modello di “affective tracking” creato per lo studio consente ai ricercatori di tenere traccia di come le persone valutano le emozioni dei personaggi momento per momento mentre guardano i video. Il metodo di Chen è in grado di raccogliere grandi quantità di dati in breve tempo e potrebbe essere usato per valutare come le persone con disturbi come l’autismo e la schizofrenia leggono le emozioni in tempo reale e fornire aiuto per le diagnosi. Alcune persone potrebbero avere dei deficit nel riconoscere le espressioni facciali, ma possono riconoscere le emozioni dal contesto. Per gli altri, è il contrario. Inoltre, i risultati, basati su analisi statistiche dei punteggi raccolti, potrebbero informare lo sviluppo della tecnologia di riconoscimento facciale. Al momento, le aziende stanno sviluppando algoritmi di apprendimento automatico per riconoscere le emozioni, ma si limitano a formare i loro modelli su volti ritagliati e questi modelli possono solo leggere le emozioni dei volti. Questa ricerca mostra che i volti non rivelano le emozioni vere in modo molto accurato e che l’identificazione dello stato d’animo di una persona dovrebbe tenere conto anche del contesto. Per lo studio, i ricercatori hanno testato le capacità di riconoscimento delle emozioni di quasi 400 giovani adulti. Gli stimoli visivi che utilizzavano erano videoclip di vari film di Hollywood, oltre a documentari e home video che mostravano risposte emotive in contesti più naturali. I partecipanti allo studio sono andati online per visualizzare e valutare i video clip. Una griglia di classificazione è stata sovrapposta al video in modo che i ricercatori potessero tenere traccia del cursore di ogni partecipante allo studio mentre si spostava sullo schermo, elaborando le informazioni visive e valutando le emozioni da momento a momento. Nel primo dei tre esperimenti, 33 partecipanti allo studio hanno osservato le interazioni nei film tra due personaggi, uno dei quali era sfocato, e valutato le emozioni percepite del personaggio sfocato. I risultati hanno mostrato che i partecipanti allo studio hanno dedotto che il personaggio invisibile si sentiva basato non solo sulle loro interazioni interpersonali, ma anche su ciò che stava accadendo sullo sfondo. Successivamente, circa 200 partecipanti allo studio hanno visto video clip che mostravano interazioni in tre diverse condizioni: una in cui tutto era visibile, un altro in cui i personaggi erano sfocati e un altro in cui il contesto era sfocato. I risultati hanno mostrato che il contesto era importante quanto il riconoscimento facciale per la decodificazione delle emozioni. Nell’esperimento finale, 75 partecipanti allo studio hanno visto clip da documentari e video domestici in modo che i ricercatori potessero confrontare il riconoscimento delle emozioni in contesti più naturali. Ancora una volta, il contesto era fondamentale per dedurre le emozioni dei personaggi così come lo erano le loro espressioni e gesti facciali. In generale, i risultati suggeriscono che il contesto non è solo sufficiente per percepire le emozioni, ma anche necessario per percepire l’emozione di una persona.

Daniele Corbo

Bibliografia: The study will appear in PNAS.

Immagine: Original 918 Face portrait abstract (Eugen Dick)

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Maria ha detto:

    Quante volte succede che si è tristi o felici ma ciò non si nota fuori!

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  2. Complimenti articolo molto interessante, da 2 settimane sto scrivendo anche un blog sul linguaggio del corpo http://www.ilmondodidak.wordpress.com mi piacerebbe sapere cosa ne pensi visto che sono un neofita dei blog

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    1. Grazie mille. Lo leggerò con interesse e ti farò sapere le mie impressioni

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      1. Grazie mille essendo neofita vorrei sentire il parere di un esperto

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