I deliri possono derivare da credenze spiacevoli

I deliri sono uno dei sintomi più comuni della psicosi, ma poco si sa su cosa li causi. Un nuovo studio, pubblicato su Brain, condotto da ricercatori della Columbia University e dell’Istituto psichiatrico dello Stato di New York offre informazioni sullo sviluppo dei deliri, che potrebbero portare a trattamenti migliori per le persone con psicosi. Si stima che l’80-90% degli individui con schizofrenia e altri disordini psicotici sperimentino deliri – credenze false, ma fortemente sostenute, che possono essere angoscianti e debilitanti. I ricercatori hanno a lungo sospettato che fossero causate da alterazioni nella capacità di fare inferenze, che si basano su evidenze osservabili per formare credenze. Tuttavia, esperimenti precedenti hanno suggerito che potrebbero essere coinvolti altri processi cognitivi. Gli esperimenti tipicamente utilizzati per comprendere il legame tra inferenza e deliri si sono concentrati sulle capacità cognitive e decisionali, ma non hanno dimostrato in modo definitivo un legame tra la determinazione dell’inferenza e la gravità dell’illusione. Hanno sviluppato un nuovo esperimento per determinare se i deliri derivino da anomalie nell’inferenza. Nell’esperimento, i ricercatori hanno chiesto a 26 adulti con schizofrenia, di cui 12 trattati con farmaci antipsicotici, e 25 individui sani di estrarre perle da uno dei due vasi nascosti. Ai partecipanti è stato dato denaro, che poteva essere utilizzato per scommettere sull’identità del barattolo nascosto. A loro è stato detto che disegnare perline aggiuntive li avrebbe aiutati a scommettere correttamente, anche se avrebbe diminuito le loro vincite. Durante l’esperimento, è stato chiesto loro di valutare le probabilità della loro scommessa sull’identità del barattolo. Hanno scoperto che i pazienti che hanno sperimentato deliri più gravi tendevano a cercare maggiori informazioni nel compito prima di fare una supposizione rispetto alle loro controparti meno deliranti. Questa è una scoperta davvero nuova, e aiuta a confermare il fatto che la rigidità è una parte importante delle credenze deliranti. Usando la modellazione computazionale, i ricercatori hanno sviluppato un quadro quantitativo che definisce le delusioni come credenze “appiccicose” che si evolvono in modo insolitamente lento. Questo potrebbe spiegare perché i pazienti deliranti cerchino più informazioni rispetto agli individui non deliranti. Potrebbe anche aiutare a identificare nuovi approcci terapeutici, come la neurostimolazione delle aree cerebrali prefrontali coinvolte nell’aggiornamento delle credenze o l’allenamento cognitivo per modellare la realizzazione dell’inferenza. Il lavoro precedente ha suggerito che i pazienti psicotici saltano alle conclusioni, ma nel nuovo studio hanno visto che gli individui con credenze più deliranti hanno preso più perle dal barattolo prima di prendere una decisione. Mentre i partecipanti con schizofrenia balzavano alle conclusioni più che a individui sani, i deliri erano specificamente associate a cambiamenti più lenti nelle credenze degli individui. I deliri sono tra i sintomi più comuni e intrattabili dei disturbi psicotici. Questa ricerca innovativa crea illusioni in un nuovo contesto che consente nuovi approcci terapeutici cognitivi volti a prevenire e interrompere i pensieri deliranti.

Daniele Corbo

Bibliografia: “A distinct inferential mechanism for delusions in schizophrenia”
Seth C Baker Anna B Konova Nathaniel D Daw Guillermo Horga Brain, awz051, https://doi.org/10.1093/brain/awz051

Immagine: Delusions (Henry Mashtots)

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. etiliyle ha detto:

    Sempre interessanti e utili i tuoi articoli. 😘

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  2. Morgana✈💖🌎 ha detto:

    Molto interessante 👏

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