Gli adolescenti che sanno descrivere emozioni negative possono evitare la depressione

Gli adolescenti che sanno descrivere le loro emozioni negative in modi precisi e sfumati sono meglio protetti dalla depressione rispetto ai loro coetanei che non sanno farlo. Questa è la conclusione di un nuovo studio sulla differenziazione delle emozioni negative, o NED, la capacità di fare distinzioni precise tra le emozioni negative e applicare etichette precise, pubblicato sulla rivista Emotion. Gli adolescenti che usano espressioni più dettagliate come “mi sento infastidito” o “mi sento frustrato” o “mi vergogno”, invece di dire semplicemente “mi sento male” sono meglio protetti dallo sviluppo di sintomi depressivi maggiori dopo aver vissuto una vita stressante. Coloro che ottengono un punteggio basso sulla differenziazione delle emozioni negative tendono a descrivere i loro sentimenti in termini più generali come “cattivo” o “turbato”. Di conseguenza, sono meno in grado di beneficiare di utili codifiche nelle loro emozioni negative, inclusa la capacità di sviluppare strategie di compensazione che potrebbero aiutarli a regolare il modo in cui si sentono. Le emozioni trasmettono molte informazioni. Comunicano informazioni sullo stato motivazionale della persona, sul livello di eccitazione, sulla valenza emotiva e sulla valutazione dell’esperienza minacciosa. Una persona deve integrare tutte queste informazioni per capire: “Mi sento irritato” o “Mi sento arrabbiato, imbarazzato o qualche altra emozione?” Una volta che conosci le informazioni che puoi utilizzare per aiutare a determinare il miglior modo di agire, mi aiuterà a prevedere come si svilupperà la mia esperienza emotiva e come posso regolare al meglio queste emozioni per farmi sentire meglio. Il team ha scoperto che un basso NED rafforza il legame tra eventi di vita stressanti e depressione, portando a una riduzione del benessere psicologico. Concentrandosi esclusivamente sull’adolescenza, che segna un momento di aumento del rischio di depressione, lo studio ha azzerato un gap nella ricerca fino ad oggi. Ricerche precedenti suggeriscono che durante l’adolescenza il NED di una persona precipita al suo punto più basso, rispetto a quello dei bambini più piccoli o degli adulti. È proprio durante questo periodo cruciale per lo sviluppo che i tassi di depressione aumentano costantemente. Ricerche precedenti avevano dimostrato che la depressione e la bassa NED erano correlate tra loro, ma i progetti di ricerca di studi precedenti non hanno verificato se una bassa NED precedesse temporalmente la depressione. Per i ricercatori, questo fenomeno è diventato la proverbiale domanda sull’uovo e la gallina: quei giovani che mostravano segni di sintomi depressivi significativi avevano un NED naturalmente basso o il loro NED era basso come conseguenza diretta della loro depressione? Il team ha reclutato 233 adolescenti nella zona di Rochester, con un’età media di quasi 16 (il 54% delle quali donne) e condotto interviste diagnostiche per valutare la depressione dei partecipanti. Successivamente, gli adolescenti hanno riportato le loro emozioni quattro volte al giorno per un periodo di sette giorni. Un anno e mezzo dopo, il team ha condotto interviste di follow-up con i partecipanti originali (di cui 193 sono tornati) per studiare i risultati longitudinali. I ricercatori hanno scoperto che i giovani che sono poveri nel differenziare le proprie emozioni negative sono più sensibili ai sintomi depressivi a seguito di eventi di vita stressanti. Al contrario, coloro che mostrano un NED elevato sono in grado di gestire meglio le conseguenze emotive e comportamentali dell’esposizione allo stress, riducendo in tal modo la probabilità che le emozioni negative si intensifichino nel tempo in una depressione clinicamente significativa. La depressione si colloca tra i problemi di salute pubblica più difficili al mondo. Come disturbo mentale più diffuso, non solo provoca condizioni ricorrenti e difficili per i malati, ma costa anche all’economia americana decine di miliardi di dollari ogni anno ed è stato identificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come la causa numero uno del carico globale tra le nazioni industrializzate. In particolare la depressione nelle ragazze adolescenti è un’area importante da studiare, osservano i ricercatori, poiché questa età porta un aumento dei tassi di depressione, con una marcata disparità di genere che continua fino all’età adulta. La depressione adolescenziale interrompe lo sviluppo sociale ed emotivo, il che può portare a una serie di risultati negativi, tra cui problemi interpersonali, riduzione della produttività, cattiva salute fisica e abuso di sostanze. Inoltre, le persone che si deprimono durante l’adolescenza hanno maggiori probabilità di essere depresse ripetutamente per tutta la vita. Ecco perché mappare le dinamiche emotive associate alla depressione è la chiave per trovare trattamenti efficaci. Fondamentalmente devi conoscere il modo in cui ti senti, al fine di cambiarlo. La NED può essere modificabile ed è qualcosa che potrebbe essere affrontato direttamente con i protocolli di trattamento che hanno come target la NED. I risultati del team contribuiscono a un corpus crescente di ricerche che cercano di farsi strada nella lotta contro l’aumento dei tassi di depressione adolescenziale, pensieri suicidari e suicidi. Secondo i dati più recenti del CDC, circa il 17% degli studenti delle scuole superiori in tutta la nazione afferma di aver pensato al suicidio, oltre il 13% ha dichiarato di aver effettivamente fatto un piano per il suicidio e il 7,4% ha tentato il suicidio nell’ultimo anno. Questi dati suggeriscono che se si è in grado di aumentare la NED delle persone, si dovrebbe essere in grado di proteggerle dalle esperienze stressanti e dall’effetto depressogenico dello stress.

Daniele Corbo

Bibliografia: “The perils of murky emotions: Emotion differentiation moderates the prospective relationship between naturalistic stress exposure and adolescent depression”. Starr, Lisa R.; Hershenberg, Rachel; Shaw, Zoey A.; Li, Y. Irina; Santee, Angela C. Emotion.

Immagine: Depression (Pracheta Banerjee)

11 commenti Aggiungi il tuo

  1. Maria Di Lanno ha detto:

    Interessante 😀 rendere “reale”, concreto il proprio “sentire”: solo così possiamo liberarcene, ché non si combatte con l’aria, ma è necessario dare un nome alle cose.

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    1. Assolutamente d’accordo con te!

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  2. Le perle di R. ha detto:

    Un articolo grandioso ed importatissimo: complimenti vivissimi, Daniele.

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  3. Nc ha detto:

    Quanti segreti nasconde il nostro cervello

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  4. ortensiaensia ha detto:

    post interessantissima

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  5. ortensia ha detto:

    post interessantissima

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    1. Grazie mille! È molto importante saper riconoscere e descrivere le proprie emozioni

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      1. ortensia ha detto:

        Assolutamente.Io ci lavoro sempre un Sacco cob le mie figlie e quando e’ un po piu difficult esprimersi a parole gle lo faccio scrivere.
        Buona giornata

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      2. Fai loro un dono enorme. Insegnare ad esprimere le emozioni è davvero importantissimo! Buona giornata a te

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