Il cervello può dimenticare attivamente durante i sogni

Il movimento rapido degli occhi, o REM, il sonno è un periodo affascinante in cui vengono realizzati la maggior parte dei nostri sogni. Ora, in uno studio sui topi, un team di ricercatori giapponesi e statunitensi mostra che potrebbe anche essere un momento in cui il cervello dimentica attivamente. I loro risultati suggeriscono che l’oblio durante il sonno può essere controllato dai neuroni trovati nel profondo del cervello che erano precedentemente noti per produrre un ormone stimolante l’appetito. Lo studio è stato finanziato dal National Institute of Neurological Disorders and Stroke (NINDS), parte del National Institutes of Health. Ti sei mai chiesto perché dimentichiamo molti dei nostri sogni? Questi risultati suggeriscono che l’attacco di un particolare gruppo di neuroni durante il sonno REM controlla se il cervello ricorda le nuove informazioni dopo una buona notte di sonno. La fase REM è una delle diverse fasi del sonno attraverso cui il corpo passa ogni notte. Si verifica per la prima volta circa 90 minuti dopo essersi addormentati ed è caratterizzata da occhi che guizzano, aumento della frequenza cardiaca, arti paralizzati, onde cerebrali risvegliate e sogni. Per più di un secolo, gli scienziati hanno esplorato il ruolo del sonno nella memorizzazione dei ricordi. Mentre molti hanno dimostrato che il sonno aiuta il cervello a conservare nuovi ricordi, altri, tra cui Francis Crick, il co-scopritore della doppia elica del DNA, hanno sollevato la possibilità che il sonno – in particolare il sonno REM – possa essere un momento in cui il cervello elimina attivamente o dimentica le informazioni in eccesso. Inoltre, recenti studi sui topi hanno dimostrato che durante il sonno – incluso il sonno REM – il cervello elimina selettivamente le connessioni sinaptiche tra i neuroni coinvolti in alcuni tipi di apprendimento. Tuttavia, fino a questo studio, nessuno aveva dimostrato come ciò potesse accadere. Comprendere il ruolo del sonno nell’oblio può aiutare i ricercatori a comprendere meglio una vasta gamma di malattie legate alla memoria come il disturbo post traumatico da stress e l’Alzheimer. Questo studio fornisce la prova più diretta che il sonno REM può avere un ruolo nel modo in cui il cervello decide quali ricordi conservare. I ricercatori hanno trascorso anni a esaminare il ruolo di un ormone chiamato ipocretina/orexina nel controllo del sonno e della narcolessia. La narcolessia è un disturbo che fa sentire le persone eccessivamente assonnate durante il giorno e talvolta sperimentano cambiamenti che ricordano il sonno REM, come la perdita del tono muscolare degli arti e le allucinazioni. I loro laboratori e altri hanno contribuito a mostrare come la narcolessia possa essere collegata alla perdita di neuroni che producono ipocretina/orexina nell’ipotalamo, un’area delle dimensioni di una nocciolina trovata nel profondo del cervello. In questo studio, il team ha esaminato le cellule vicine che producono l’ormone a concentrazione di melanina (MCH), una molecola noto per essere coinvolto nel controllo sia del sonno che dell’appetito. In accordo con studi precedenti, i ricercatori hanno scoperto che la maggioranza (52,8%) delle cellule MCH ipotalamiche si è attivata quando i topi sono stati sottoposti a sonno REM, mentre circa il 35% ha sparato solo quando i topi erano svegli e circa il 12% è stato sparato in entrambe le occasioni. Hanno anche scoperto indizi che suggeriscono che queste cellule possono svolgere un ruolo nell’apprendimento e nella memoria. Le registrazioni elettriche e gli esperimenti di tracciamento hanno mostrato che molte delle cellule ipotalamiche MCH hanno inviato messaggi inibitori, attraverso lunghi assoni spinosi, all’ippocampo, il centro della memoria del cervello. Da precedenti studi condotti in altri laboratori, sapevano già che le cellule MCH erano attive durante il sonno REM. Dopo aver scoperto questo nuovo circuito, hanno pensato che queste cellule potessero aiutare il cervello a conservare i ricordi. Per testare questa idea, i ricercatori hanno usato una varietà di strumenti genetici per accendere e spegnere i neuroni MCH nei topi durante i test di memoria. In particolare, hanno esaminato il ruolo svolto dalle cellule MCH nella conservazione, il periodo dopo aver appreso qualcosa di nuovo ma prima che le nuove conoscenze fossero archiviate o consolidate nella memoria a lungo termine. Gli scienziati hanno utilizzato diversi test di memoria, incluso uno che ha valutato la capacità dei topi di distinguere tra oggetti nuovi e familiari. Con loro sorpresa, hanno scoperto che “l’accensione” delle cellule MCH durante la ritenzione ha peggiorato la memoria mentre la disattivazione delle cellule ha migliorato le memorie. Ad esempio, l’attivazione delle cellule ha ridotto il tempo trascorso dai topi a annusare nuovi oggetti rispetto a quelli familiari, ma la disattivazione delle cellule ha avuto l’effetto opposto. Ulteriori esperimenti hanno suggerito che i neuroni MCH hanno svolto esclusivamente questo ruolo durante il sonno REM. I topi hanno ottenuto risultati migliori nei test di memoria quando i neuroni MCH sono stati disattivati ​​durante il sonno REM. Al contrario, spegnere i neuroni mentre i topi erano svegli o in altri stati di sonno non ha avuto alcun effetto sulla memoria. Questi risultati suggeriscono che i neuroni MCH aiutano il cervello a dimenticare attivamente informazioni nuove, forse non importanti. Poiché si pensa che i sogni si verifichino principalmente durante il sonno REM, la fase del sonno quando si accendono le cellule MCH, l’attivazione di queste cellule può impedire che il contenuto di un sogno venga memorizzato nell’ippocampo – di conseguenza, il sogno viene rapidamente dimenticato. In futuro, i ricercatori hanno in programma di esplorare se questo nuovo circuito ha un ruolo nei disturbi del sonno e della memoria.

Daniele Corbo

Bibliografia: “REM sleep-active MCH neurons are involved in forgetting hippocampus-dependent memories”. Izawa et al. Science

Immagine: When you sleep I. (Jana Ficová)

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. chimicadelleparole ha detto:

    Interessante

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    1. Grazie! Anche io trovo le dinamiche dietro i sogni molto interessanti. Buona giornata!

      Piace a 1 persona

  2. chimicadelleparole ha detto:

    Buona giornata 👋

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  3. Laura Parise ha detto:

    Interessante. Sopratutto perchè mi son sempre chiesta perchè ci son sogni che al mio risveglio ricordo benissimo, ed altri che sò di aver fatto ma che non ricordo. Il mio compagno invece li rocorda tutti perfettamente. Il cervello è qualcosa di straordinario. Io mi meraviglio come una persona possa ricordare un’infinità nomi e cognomi, quando io già dopo 5 minuti li ho dimenticati

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    1. La memoria dipende da tantissimi fattori e ci sono varie forme di memoria. Inoltre i sogni sono un ulteriore capitolo a parte. È un tema molto interessante che tratto di frequente. Buonanotte Laura

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