Le lettere modellano le percezioni della verità

Le persone oggi incontrano costantemente affermazioni come “Advil uccide il dolore”, “il caffè previene la depressione” o “Hilary promette l’amnistia” mentre marchi, punti vendita e siti di social media si contendono la nostra attenzione, ma poche persone si prendono il tempo di indagare se queste affermazioni sono vere. I ricercatori hanno ora scoperto una delle sottili variabili psicologiche che influenza se le persone ritengono che un’affermazione sia vera o falsa: la sequenza delle lettere. Sulla base della letteratura precedente, i ricercatori sapevano che il cervello tenta di organizzare le informazioni in modi che seguono schemi e sequenze familiari. Uno degli schemi più universali e conosciuti è l’alfabeto, e gli investigatori sospettavano che le affermazioni con le prime lettere conformi alla sequenza arbitraria “ABCD” – come Andrenogel aumenta il testosterone – sarebbero percepite come più veritiere. Lo studio è disponibile online nel Journal of Consumer Psychology. Andiamo in giro per la nostra vita alla ricerca di sequenze naturali, e quando troviamo una corrispondenza con uno di questi schemi, ci sentiamo bene. Una sequenza alfabetica incorporata, anche se percepita inconsciamente, sembra un rifugio sicuro, e il nostro cervello può esprimere giudizi inconsci che le affermazioni di causa ed effetto che seguono questo schema sono vere. Per testare questo “effetto di sequenza simbolica”, i ricercatori hanno condotto un esperimento in cui un gruppo di partecipanti ha letto 10 affermazioni che hanno seguito la sequenza alfabetica naturale, come “Befferil Eases Pain” o “Aspen Moisturizes Skin”, e il gruppo di controllo ha letto le dichiarazioni che non era conforme all’ordine alfabetico, come “Vufferil Eases Pain” o “Vaspen Moisturizes Skin”. Quindi entrambi i gruppi hanno valutato la loro stima della veridicità delle affermazioni. Le valutazioni di veridicità erano significativamente più elevate per le affermazioni che seguivano un ordine alfabetico, anche se i partecipanti non potevano attribuire la fonte del sentimento di veridicità. Quindi i ricercatori hanno testato se potevano alterare temporaneamente il processo di riconoscimento del pattern cerebrale e di conseguenza influenzare la percezione di un individuo della veridicità di una richiesta. In questo esperimento, un gruppo di partecipanti ha guardato un breve video dell’alfabeto cantato normalmente mentre un altro gruppo ha visto la clip con la canzone ABC cantata in ordine inverso. Successivamente, i gruppi hanno valutato la veridicità di 10 affermazioni. I voti di veridicità delle affermazioni che seguono la sequenza alfabetica invertita – come “Uccuprin Strengthens Heart” – erano più alti per i partecipanti che avevano ascoltato l’alfabeto cantato al contrario. La scoperta suggerisce che le aziende potrebbero avere maggiori probabilità di convincere i consumatori che uno slogan o un’affermazione sono veri se la dichiarazione causale segue un ordine alfabetico. L’implicazione più spaventosa, tuttavia, riguarda notizie false. I titoli con dichiarazioni di causa-effetto che sono in ordine alfabetico possono sembrare più veri, anche se non lo sono. I consumatori devono effettuare valutazioni basate su fatti o prove sperimentali piuttosto che se qualcosa sembra giusto. L’alfabeto è una sequenza casuale e arbitraria che abbiamo appreso e può giocare brutti scherzi al cervello quando si tratta di dare giudizi.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Symbolic Sequence Effects on Consumers’ Judgments of Truth for Brand Claims”. Dan King, Sumitra Auschaitrakul. Journal of Consumer Psychology

Immagine: No Lies (Claire Denarie-Soffietti)

12 commenti Aggiungi il tuo

    1. Si e lo trovo anche illuminante…

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  1. Laura Parise ha detto:

    In un certo senso è spaventoso!
    Se questa cosa è vera, potrebbe causare il caos. E chi fornisce informazioni false, potrebbe dar loro un titolo creato ad arte per far sì che i cervelli le percepiscano come vere.

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  2. auacollage ha detto:

    In principio era il verbo. Poi fu il lettering.

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  3. auacollage ha detto:

    Ho lavorato tanti anni in Adv. Sono cose che si sono sempre usate direi normalmente per “ conquistare” il consumatore. Un buon logo, per esempio é essenziale. L’agenda setting quotidiana delle testate giornalistiche ha anche, al suo interno il peso della grandezza del titolo, etc. Interessante è che venga “scoperto” adesso ma ci sono tanti testi.

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    1. È vero, ma il neuromarketing si è sviluppato da poco, per cui le intuizioni note adesso trovano conferme e giustificazioni neuroscientifiche

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  4. auacollage ha detto:

    E poi personalmente penso ( sarà anche l’età…) veridicità de che? Detto alla romana…ma che me vuoi dì che ancora se crede che c8 sia vero e falso????

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    1. Ma! sarà anche la mia età ma voglio sperare di si😉

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