I pazienti con disturbi dell’umore e d’ansia condividono anomalie cerebrali

Una nuova ricerca pubblicata su JAMA Psychiatry mostra per la prima volta che i pazienti con disturbi dell’umore e dell’ansia condividono le stesse anomalie nelle regioni del cervello coinvolte nel controllo emotivo e cognitivo. I risultati sono promettenti per lo sviluppo di nuovi trattamenti rivolti a queste regioni del cervello in pazienti con disturbo depressivo maggiore, disturbo bipolare, disturbo post-traumatico da stress e disturbi d’ansia. Questi risultati di imaging del cervello forniscono una spiegazione scientifica del perché i pazienti con disturbi dell’umore e dell’ansia sembrano essere “bloccati” in stati di umore negativi. Inoltre confermano l’esperienza dei pazienti di non essere in grado di fermarsi e passare da pensieri e sentimenti negativi. I disturbi dell’umore e dell’ansia rappresentano quasi il 65% della disabilità psicosociale in tutto il mondo e rappresentano una grande sfida per la salute pubblica. In Canada, uno su tre – o circa 9,1 milioni di persone – saranno affetti da malattie mentali durante la loro vita, secondo Statistics Canada. I sintomi che definiscono questi disturbi sono sentimenti negativi persistenti o ricorrenti, principalmente depressione e ansia. Per lo studio, il gruppo di ricerca ha analizzato più di 9.000 scansioni cerebrali da precedenti studi pubblicati che hanno confrontato l’attività cerebrale di adulti sani con quelli a cui è stato diagnosticato un disturbo dell’umore o dell’ansia, che vanno dalla depressione maggiore al disturbo post traumatico da stress. Hanno scoperto che i pazienti mostravano un’attività anormalmente bassa nella corteccia prefrontale e parietale inferiore, nell’insula e nelle regioni putamen che sono parti chiave del circuito cerebrale per il controllo emotivo e cognitivo e sono responsabili di interrompere le attività mentali in corso e passare a nuove. Hanno anche scoperto l’iperattività nella corteccia cingolata anteriore, nell’amigdala sinistra e nel talamo, che lavorano insieme per elaborare pensieri e sentimenti emotivi. Il team ha intenzione di proseguire le ricerche per sfruttare questi risultati verso interventi più mirati, come la simulazione non invasiva di specifiche regioni del cervello, che potrebbe migliorare i risultati per coloro che vivono con disturbi dell’umore e dell’ansia. Si ritiene che lo studio, finanziato dal National Institute of Mental Health negli Stati Uniti, dall’organizzazione tedesca di finanziamento della ricerca Deutsche Forschungsgemeinschaft e dal programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell’Unione europea, sia la più grande analisi delle scansioni cerebrali dei pazienti con disturbi dell’umore e dell’ansia fino ad oggi.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Shared Neural Phenotypes for Mood and Anxiety Disorders: A Meta-analysis of 226 Task-Related Functional Imaging Studies”. Sophia Frangou et al. JAMA Psychiatry

Immagine: Anxiety (Arturo Leal)

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