Uniti nella diversità musicale

La musica è davvero un “linguaggio universale”? Due articoli nel numero più recente di Science supportano l’idea che la musica in tutto il mondo condivida importanti aspetti comuni, nonostante molte differenze. I ricercatori dell’Università di Harvard hanno intrapreso un’analisi su larga scala della musica proveniente da culture di tutto il mondo. I biologi cognitivi dell’Università di Vienna suggeriscono che la musicalità umana unisce tutte le culture di tutto il pianeta. I molti stili musicali del mondo sono così diversi, almeno superficialmente, che gli studiosi di musica sono spesso scettici sul fatto che abbiano importanti caratteristiche condivise. “Universalità è una parola grossa – e pericolosa”, ha detto una volta il grande Leonard Bernstein. In effetti, in etnomusicologia, l’universalità è diventata una parolaccia. Ma una nuova ricerca promette di rilanciare ancora una volta la ricerca di profondi aspetti universali della musicalità umana. Il team ha scoperto che tutte le culture studiate fanno musica e usano tipi simili di musica in contesti simili, con caratteristiche coerenti in ogni caso. Ad esempio, la musica dance è veloce e ritmata e le ninne nanne dolci e lente – in tutto il mondo. Inoltre, tutte le culture hanno mostrato tonalità: costruire un piccolo sottoinsieme di note da una nota di base, proprio come nella scala diatonica occidentale. Le canzoni curative tendono ad usare meno note e più spaziate rispetto alle canzoni d’amore. Questi e altri risultati indicano che ci sono davvero proprietà universali della musica che probabilmente riflettono elementi comuni più profondi della cognizione umana – una fondamentale musicalità umana. La musicalità umana si basa fondamentalmente su un piccolo numero di pilastri fissi: predisposizioni codificate, fornite dall’antica infrastruttura fisiologica della nostra biologia condivisa. Questi “pilastri musicali” vengono poi “conditi” con i dettagli di ogni singola cultura, dando vita al bellissimo assortimento caleidoscopico che troviamo nella musica mondiale. Questa nuova ricerca fa rivivere un affascinante campo di studio, lanciato da Carl Stumpf a Berlino all’inizio del XX secolo, ma che è stato tragicamente terminato dai nazisti negli anni ’30”. La nuova ricerca suggerisce che la musicalità umana è uno di questi aspetti del comportamento e della cultura condivisi della cognizione umana. Proprio come si dice che i paesi europei siano” Uniti nella diversità “, così anche il miscuglio della musicalità umana unisce tutte le culture di tutto il pianeta.

Daniele Corbo

Bibliografia: “The world in a song”. W. Tecumseh Fitch, Tudor Popescu. Science

Immagine: Balkan music (Markus Nieden)

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Claudio Capriolo ha detto:

    Che in tutto il mondo la musica di danza sia veloce e ritmata mentre le ninne-nanne sono “morbide” (se nell’originale è “soft” si poteva tradurre meglio con “dolci”) e lente non mi pare una grande scoperta: in nessuna parte del pianeta ci si sognerebbe mai di tentare di far ballare la gente cantandole una nenia, né di far addormentare un bambino sparandogli nelle orecchie della disco music.
    Stumpf si occupò in particolare del problema delle origini della musica, gettando le basi della disciplina nota come musicologia comparata o etnomusicologia. Le teorie in merito alla nascita dell’espressione musicale sono molte e variegate, ma se è possibile riconoscere elementi comuni in ogni civiltà musicale, molto diversi sono gli esiti cui lo sviluppo del linguaggio della musica ha portato nelle diverse parti del mondo.
    Bernstein aveva ragione: ovunque la musica si fa con i suoni, com’è ovvio, e nell’ambito dei diversi sistemi musicali ciascun suono ha una funzione propria, ma in area euroculta nel corso dei secoli la musica è diventata un’arte complessa e sofisticata che non ha alcun paragone con quella che si è praticata nel resto del mondo fino a quando le varie culture non hanno incominciato a subire l’influsso della nostra.
    La prova della non-universalità della musica sta proprio nel fatto che, fra tutte le tradizioni musicali, solo la nostra si sia sviluppata in un certo modo.

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    1. Grazie per il prezioso e dettagliato commento e per il suggerimento che accolgo. Da neuroscienziato colgo nella ricerca la volontà di cogliere aspetti della cognizione comuni legati a modi diversi di fare musica. Sono profondamente d’accordo che la musica si sia sviluppata in maniera differente tra le varie culture, ma quelle similitudine che possono sembrare scontate e banali in realtà nascondono meccanismi cerebrali che non lo sono affatto. Spero di essermi spiegato, buona serata

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      1. Claudio Capriolo ha detto:

        Certo, e sono meccanismi che riguardano la comunicazione verbale non meno che la musica.
        Buona serata anche a te.

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