Perché il disturbo bipolare sta diventando più “desiderabile” di altre malattie mentali

Il disturbo bipolare è una grave condizione di salute mentale. Ma negli ultimi anni è diventata l’unica diagnosi di salute mentale che i pazienti sono disposti ad accettare. La ricerca mostra che per alcune persone è effettivamente diventato “desiderabile” rispetto ad altri disturbi dell’umore. Ciò potrebbe essere dovuto all’associazione del disturbo bipolare alla creatività. Ad esempio, si pensa che Charles Dickens e Beethoven abbiano avuto un disturbo bipolare. Anche l’effetto de-stigmatizzante di una notevole copertura mediatica potrebbe essere un fattore. Così come la sua associazione con celebrità di successo come Stephen Fry, Kanye West e Carrie Fisher. Figure come Fry – che ha realizzato il documentario televisivo della BBC, The Secret Life of the Manic Depressive – hanno usato le loro posizioni per portare nelle case le realtà inquietanti della condizione. Ma si potrebbe anche dire che le celebrità ne distorcano la percezione nel pubblico. Ad esempio, in un’intervista di alto profilo con David Letterman, West ha affermato di aver “sentito una forte connessione con l’universo” quando stava “accelerando” verso una fase up. Inoltre, nel suo album Ye (che portava il banner I Hate Being Bipolar It’s Awesome), si riferisce ad esso come una “superpotenza”. Questo non vuol dire che la gente speri di avere una diagnosi di una condizione di salute mentale. Ma dalle prove più recenti sembrerebbe che le persone che hanno problemi di salute mentale, in particolare i disturbi dell’umore, affermino che preferirebbero essere diagnosticati con disturbo bipolare rispetto ad altre condizioni. Il fatto è che la maggior parte delle persone con disturbo bipolare non gode di “una connessione intensa con l’universo”. Il disturbo bipolare è in realtà una condizione molto distruttiva con una prevalenza nel corso della vita di tentativi di suicidio fino al 30%, che è più elevata rispetto a qualsiasi altro disturbo psichiatrico . Durante una fase depressiva con bassi livelli di energia, scarsa concentrazione e pensieri negativi, le persone fanno fatica a mantenere un normale livello di funzionamento, senza mai mostrare alcun comportamento che possa essere considerato un genio creativo. Inoltre, le persone in uno stato d’animo elevato (uno stato ipo-maniacale) possono impegnarsi in comportamenti socialmente imbarazzanti, come essere inibiti sessualmente o mentre vivono grandi delusioni possono impegnarsi in spese eccessive lasciandole in difficoltà finanziarie. Quindi la realtà è che il disturbo bipolare può avere effetti sia negativi che positivi sulla vita delle persone e può lasciare le persone in uno stato tale da necessitare di cure ospedaliere prolungate. L’associazione positiva spesso citata con la creatività è, nella migliore delle ipotesi, solo una parte del quadro. Sebbene le persone possano avere maggiore energia e ritenere di essere più creative, la realtà del disturbo bipolare è in qualche modo diversa per la maggior parte delle persone. Quando l’umore delle persone diventa elevato, spesso trovano difficile concentrarsi su un compito o su un insieme di pensieri. Un tale stato d’animo può favorire la creatività di alcuni ma causare il caos per altri. I ricercatori hanno sostenuto che per alcune persone è la grandiosità associata agli stati maniacali che li sostiene nei loro sforzi, indipendentemente dall’opinione degli altri, aiutando alcune persone creative attraverso lunghi periodi di difficoltà in cui le loro opere non vengono riconosciute. Ma altri studi sottolineano che molte persone creative sono incoraggiate dall’infanzia a concentrare le proprie energie in aree in cui si vede che hanno un talento particolare, piuttosto che essere guidate da una qualche forma di psicopatologia. Quindi la relazione tra i loro problemi di salute mentale e la creatività artistica non è affatto chiara. Anche negli artisti che discutono apertamente della loro depressione, come lo scrittore Joseph Conrad, che ha fatto riferimento alla “follia” in uno dei suoi personaggi più famosi in Heart of Darkness. Uno dei maggiori pericoli di un aumento della desiderabilità per il disturbo bipolare è che potrebbe portare a un aumento dei tassi di diagnosi errata . Ciò potrebbe significare che le persone in trattamento per una condizione che in realtà non hanno o non ricevono un trattamento per una che hanno. Ciò è importante perché i farmaci stabilizzanti dell’umore usati per trattare il disturbo bipolare comportano il rischio di effetti collaterali significativi. Alcuni stabilizzatori dell’umore sono molto dannosi per i feti, ad esempio, e quindi non dovrebbero essere somministrati alle donne in età fertile a meno che non siano preparati a usare la contraccezione. Alcuni sono anche molto tossici in caso di sovradosaggio e quindi richiedono un attento monitoraggio. Questi farmaci non devono essere somministrati a persone in cui non è chiaro che abbiano effettivamente un disturbo bipolare. La pressione per diagnosticare il disturbo bipolare in coloro che non lo hanno può anche portare a conflitti quando i medici si rifiutano di farlo. È senza dubbio vero che l’accresciuta consapevolezza dei problemi di salute mentale causati da campagne anti-stigmatizzanti e da personaggi famosi che parlano della loro salute mentale ha avuto un impatto positivo sulla percezione. Ma la società deve garantire che ciò non determini che determinate condizioni diventino quella da avere. Dà una falsa impressione sulla gravità di questi disturbi e potrebbe avere gravi conseguenze se le persone vengono diagnosticate erroneamente.

Daniele Corbo

Bibliografia: Paul Fallon – The Conversation

Immagine: Bipolar (Nil Karin Romano)

12 commenti Aggiungi il tuo

  1. Claudio Capriolo ha detto:

    Dickens e Beethoven affetti da disturbo bipolare? Francamente mi pare molto strano.
    Certo, Beethoven attraversò un periodo di profonda depressione durante il quale pensò al suicidio, ma per una ragione ben precisa: quello che gli stava succedendo all’epoca potrebbe facilmente avere identico effetto su qualsiasi altra persona, non necessariamente bipolare.
    Fra i molti sintomi del disturbo v’è, a quanto si dice, anche l’incapacità di portare a termine qualsiasi progetto, cosa che sicuramente si può escludere tanto per Beethoven quanto per Dickens.
    Insomma, mi piacerebbe sapere da chi e come è stata condotta questa diagnosi a posteriori.

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    1. Ciao Claudio! Veramente queste diagnosi sono abbastanza conclamate e lo stesso per tantissimi altri personaggi famosi (Virginia Woolf, Van Gogh, Caravaggio, Tolstoij e tanti altri) ed infatti è proprio questo l’oggetto dell’articolo: il fatto che sembri essere vantaggioso essere bipolari. Per non parlare di altre personalità geniali con diagnosi più importanti come la schizofrenia come Syd Barrett, John Nash e Edvard Munch. Uno degli scopi più importanti di Orme Svelate è, infatti, abbattere lo stigma per cui chi ha una malattia mentale sia necessariamente inconcludente e non possa portare a termine compiti di qualsiasi tipo.

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      1. Claudio Capriolo ha detto:

        Buona sera, Daniele.
        Sì, il senso dell’articolo mi è chiaro. Mi piacerebbe però sapere su che cosa si basano le diagnosi riferite a persone scomparse da duecento anni: com’è possibile arrivare a sostenere che un tale soffriva di disturbo bipolare?

        Per quanto riguarda i musicisti in particolare, mi è capitato di leggere tutto e il contrario di tutto. Già mio padre, che era medico, mi aveva regalato un testo, scritto da un suo ex compagno di università, nel quale si facevano ipotesi sulle malattie che portarono alla tomba illustri compositori. Poi, quando lavoravo in redazione alla Utet occupandomi fra l’altro dello spoglio delle riviste specializzate, ebbi modo di leggere la recensione di un volume, Krankheiten großer Musiker, il cui autore fra l’altro affermava che Beethoven sarebbe rimasto vittima della brucellosi, una malattia che colpisce soprattutto gli animali e che, quando attacca gli esseri umani, causa sintomi analoghi a quelli di molte altre sindromi febbrili: sicché mi chiedo come diamine si possa affermare con certezza che si trattò proprio di brucellosi.
        Quello che volevo dire, insomma, è che molto spesso queste diagnosi a posteriori mi paiono campate in aria.

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      2. Effettivamente capisco la tua perplessità, anche perché le diagnosi delle malattie mentali si prestano ad errori anche se i pazienti sono vivi… Va detto che ci sono alcuni criteri, rintracciabili nelle biografie, nelle lettere e nei diari che danno tracce preziose di specifiche patologie. Talvolta gli indizi danno un’interpretazione quasi univoca. Ne approfitto per augurarti buon anno!

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      3. Claudio Capriolo ha detto:

        Auguri anche a te 🙂

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  2. Le perle di R. ha detto:

    Fai benissimo a mettere al corrente dei rischi che le diagnosi sbagliate possono causare, soprattutto ora che succede troppo spesso lasciarsi condizionare da persone conosciute.

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    1. Spesso ci si fanno idee con poche informazioni, talvolta anche sbagliate..

      Piace a 1 persona

  3. mariluf ha detto:

    Sempre molto interessanti i tuoi articoli. Approfitto dell’occasione per porgere a tutto lo staff di Orme svelate, e a i suoi letori, i migliori auguri per un 2020 ricco di vita. Buon anno!

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    1. Grazie mille! buon anno anche a te!

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  4. vincenza63 ha detto:

    L’ex convivente di un caro amico si è suicidata. Era bipolare.
    Una cosa da non sottovalutare mai.
    Ho l’impressione che da parte di persone famose ci sia la tendenza a fare coming out sulle proprie malattie così come tempo fa si è verificato con il proprio orientamento sessuale.
    Con la differenza che essere bipolari o avere il cancro vuol dire essere malati, mentre per esempio, essere omosessuali non lo è.
    Si corre il rischio di minimizzare. Come se il fatto di rendere pubblico il proprio stato esorcizzasse la malattia stessa. Ogni persona è una vita particolare e unica.
    I malati “vincenti” mi danno un po’ un fastidio a pelle, come se gli altri non fossero altro che degli sfigati, falliti e perdenti.
    Come tu e altri sanno sono una donna tetraplegica incompleta che si sposta con una carrozzina elettronica. A volte vedo spot pubblicitari in tv con atleti amputati o con altre disabilita’ e mi resta un po’ di magone come se mi sentissi inferiore a loro perché io ho sì entrambe le gambe e le braccia ma non posso né camminare né cullare la mia nipotina.
    Non invidio chi può farlo, vivo solo la sensazione che anche in ambito di salute si stia ragionando in termini di categorie.
    Grazie per il tuo post, caro Daniele 😊

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    1. Cara Vincenza, è molto vero quello che dici. L’unica cosa che mi sento di aggiungere è che parlare di alcuni argomenti fa si che si abbatta lo stigma che circonda alcune persone che muoiono nella loro solitudine. Il punto cruciale è che se si vuole fare questo bisogna informare nel modo corretto, altrimenti cresce la solitudine, l’isolamento e l’incomprensione e si finisca per sentirsi ancora più “sfigati” (come dici tu), reietti e soli. Da lì al suicidio il passo purtroppo può diventare abbastanza breve… Ricordo in una preghiera la tua conoscente scomparsa, un abbraccio cara Vincenza

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  5. vincenza63 ha detto:

    L’ha ripubblicato su Vincenza63’s Bloge ha commentato:
    Amici miei, Rebloggo con piacere il post di Daniele Corbo sulla diagnosi di disturbo bipolare.
    Vi consiglio di cuore di leggerlo.
    Fa pensare. Fa valutare. Parla a chi legge e interpella in profondità e in prima persona.
    Buona lettura a tutti. Sempre Vicky!

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