L’aspettativa di vita non migliora per la prima volta in 100 anni

Per la prima volta in oltre 100 anni l’aspettativa di vita non è riuscita ad aumentare nel Regno Unito e per il 10%, nella fascia più povera delle donne, è effettivamente diminuita, secondo un nuovo rapporto dell’UCL Institute of Health Equity. A 10 anni dal primo rapporto nella Marmot Review, il nuovo rapporto conferma che nell’ultimo decennio le disuguaglianze sanitarie si sono ampliate nel complesso e che il tempo trascorso dalle persone in cattive condizioni di salute è aumentato dal 2010. Mostra anche un aumento del divario sanitario nord/sud, dove si sono osservate le maggiori diminuzioni nel 10% dei quartieri più svantaggiati del Nord Est e i maggiori aumenti del 10% nei quartieri più abbienti ​​di Londra. Il rapporto stabilisce che oltre l’80% del rallentamento, tra il 2011 e il 2019, deriva da influenze diverse dalla mortalità associata all’inverno. E il rallentamento del miglioramento dell’aspettativa di vita nel Regno Unito è più marcato rispetto alla maggior parte dei paesi europei e di altri paesi ad alto reddito, ad eccezione degli Stati Uniti. La revisione evidenzia che la salute non è solo una questione di quanto il servizio sanitario sia finanziato e funzioni, per quanto sia importante. Poiché la salute è strettamente legata alle circostanze in cui siamo nati, cresciuti, viviamo, lavoriamo ed invecchiamo, infatti grandi tagli ai finanziamenti, all’insegna dell’austerità, hanno avuto un effetto negativo. Le aree svantaggiate e quelle al di fuori di Londra e del Sud Est hanno subito tagli più ampi. Più l’area è povera, più l’aspettativa di vita è breve. Questo gradiente sociale è diventato più ripido nell’ultimo decennio ed è rappresentato dalle donne del 10% più povero delle aree per le quali l’aspettativa di vita è diminuita dal 2010 al 2018. Esistono marcate differenze regionali nell’aspettativa di vita, in particolare tra le persone che vivono in aree più svantaggiate:
-I tassi di mortalità sono in aumento per uomini e donne di età compresa tra 45 e 49 anni, forse in relazione ai cosiddetti “decessi della disperazione” (suicidio, droghe e abuso di alcolici) come si vede negli Stati Uniti.
-La povertà infantile è aumentata (il 22% rispetto al più basso del 10% in Europa in Norvegia, Islanda e Paesi Bassi); centri per bambini e giovani hanno chiuso; il finanziamento per l’istruzione è in calo.
-C’è una crisi abitativa e un aumento dei senzatetto; le persone hanno fondi insufficienti per condurre una vita sana; e ci sono più comunità ignorate con condizioni povere e poche ragioni di speranza.
Questo danno alla salute della nazione non è stato considerato. È scioccante. Il Regno Unito è stato visto come un leader mondiale nell’individuare e affrontare le disuguaglianze sanitarie, ma sta accadendo qualcosa di drammatico. Questo rapporto riguarda l’Inghilterra, ma in Scozia, Galles e Irlanda del Nord, i danni alla salute e al benessere sono simili e senza precedenti. L’austerità ha avuto un impatto significativo sull’equità e sulla salute e probabilmente continuerà a farlo. Questo peggioramento del quadro sanitario probabilmente è responsabile dell’aspettativa di vita, del deterioramento della salute delle persone e dell’ampliamento delle disparità di salute. La povertà ha una presa sulla salute – limita le opzioni che le famiglie hanno a disposizione per vivere una vita sana. Le politiche sanitarie del governo incentrate sui comportamenti individuali non sono efficaci. Qualcosa è andato storto. Monitoreranno e riferiranno su disuguaglianze e salute e ci si aspetta che il governo ascolti. Nonostante i tagli e le situazioni deteriorate, alcune autorità e comunità locali hanno stabilito approcci efficaci per affrontare le disparità sanitarie. Le prove pratiche su come ridurre le disuguaglianze si sono sviluppate in modo significativo dal 2010. Esistono notevoli esperienze tecniche e pratiche su come ridurre le disuguaglianze sanitarie apprese da alcune aree locali, come Coventry e Greater Manchester, e altri paesi.

Daniele Corbo

Bibliografia: https://www.ucl.ac.uk/

Immagine: Old Lady (Rafal Tomasz Urbaniak)

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. zoon ha detto:

    non è che ci voglia un indovino per capire che le cause di questo regresso sono le politiche neoliberiste, a partire dalla Thatcher e via via di tutti gli altri “Prime Minister”, per quelle dottrine qualsiasi assistenzialismo è fonte di povertà per i capitalisti e burocrati più in alto…

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    1. Assolutamente d’accordo… E gli ultimi così diventano sempre più ultimi. Compresi coloro che soffrono di problemi psichici, tanto cari a noi di Orme Svelate

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  2. luisa zambrotta ha detto:

    Che notizia tristissima! 😦

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