Come si forma la memoria associativa della paura nel cervello

In che modo il cervello forma la “memoria della paura” che collega un evento traumatico ad una situazione particolare? Una coppia di ricercatori dell’Università della California, a Riverside, potrebbe aver trovato una risposta. Utilizzando un modello murino, i ricercatori hanno dimostrato che la formazione della memoria della paura comporta il rafforzamento di percorsi neurali tra due aree cerebrali: l’ippocampo, che risponde a un particolare contesto e lo codifica, e l’amigdala, che attiva il comportamento difensivo, comprese le risposte alla paura. I risultati dello studio compaiono oggi in Nature Communications. È stato ipotizzato che la memoria della paura si formi rafforzando le connessioni tra l’ippocampo e l’amigdala. Le prove sperimentali, tuttavia, sono state deboli. Questo studio ora dimostra per la prima volta che la formazione della memoria della paura associata a un contesto comporta effettivamente il rafforzamento delle connessioni tra l’ippocampo e l’amigdala. Indebolire queste connessioni potrebbe cancellare la memoria della paura. Lo studio, quindi, fornisce anche approfondimenti sullo sviluppo di strategie terapeutiche per sopprimere i ricordi di paura disadattivi nei pazienti con disturbo post-traumatico da stress. Il disturbo post-traumatico da stress, o PTSD, colpisce il 7% della popolazione americana. Un disturbo psichiatrico che può verificarsi in persone che hanno vissuto o assistito a un evento traumatico, come guerra, assalto o disastro, il PTSD può causare problemi nella vita quotidiana per mesi e persino anni nelle persone colpite. La capacità dei nostri cervelli di formare una memoria della paura associata a una situazione che prevede il pericolo è altamente adattiva poiché ci consente di imparare dalle nostre esperienze traumatiche passate ed evitare quelle situazioni pericolose in futuro. Questo processo è disregolato, tuttavia, nel PTSD, dove le risposte alla paura eccessivamente generalizzate ed esagerate causano sintomi tra cui incubi o ricordi indesiderati del trauma, evitamento di situazioni che scatenano ricordi del trauma, reazioni accresciute, ansia e umore depresso. Il meccanismo neurale della paura appresa ha un enorme valore di sopravvivenza per gli animali, che devono prevedere il pericolo da contesti apparentemente neutrali. Supponiamo che abbiamo avuto un incidente d’auto in un posto particolare e ci siamo gravemente feriti. Avremmo quindi paura di quel posto – o uno simile – anche molto tempo dopo esserci ripresi dalla lesione fisica. Questo perché i nostri cervelli formano un ricordo che associa l’incidente automobilistico alla situazione in cui abbiamo vissuto il trauma. Questa memoria associativa ci fa temere quella situazione, o simile, ed evitiamo situazioni così minacciose. Durante l’incidente d’auto, il cervello elabora una serie di circostanze multisensoriali intorno all’evento traumatico, come informazioni visive sul luogo, informazioni uditive come un suono di incidente e odori di materiali in fiamme da automobili danneggiate. Il cervello quindi integra questi segnali sensoriali come una forma altamente astratta – il contesto – e forma un ricordo che associa l’evento traumatico al contesto. I ricercatori hanno anche in programma di sviluppare strategie per sopprimere i ricordi di paura patologica nel PTSD.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Encoding of contextual fear memory in hippocampal–amygdala circuit”. Woong Bin Kim & Jun-Hyeong Cho. Nature Communications

Immagine: Fear (wery pollier)

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