Svelare la schizofrenia

Circa quattro su mille persone in tutto il mondo soffrono di schizofrenia, secondo stime scientifiche. La malattia colpisce persone di ogni estrazione sociale, tra cui Vincent van Gogh, il pittore Agnes Martin, il matematico John Nash e Eduard Einstein, figlio del grande fisico. La malattia tocca ugualmente uomini e donne. Nonostante la sua prevalenza, tuttavia, la schizofrenia è rimasta un mistero. La diagnosi si è basata sul comportamento del paziente, come allucinazioni, delusioni e pensiero disordinato, piuttosto che su biomarcatori quantitativi. Di conseguenza, la capacità degli psichiatri di diagnosticare e trattare obiettivamente le persone con la malattia è stata compromessa. Una nuova ricerca, condotta dai ricercatori dell’Institute of Automation of the Chinese Academy of Sciences, potrebbe però cambiare questa situazione. Gli scienziati hanno recentemente sviluppato un nuovo marcatore di imaging che può aiutare nella medicina personalizzata dei disturbi psichiatrici. Lo studio, pubblicato su Nature Medicine il 23 marzo, mostra che un’anomala funzione striatale può essere un promettente biomarcatore per la diagnosi di schizofrenia e la risposta al trattamento. Nella loro ricerca di biomarcatori adeguati, gli scienziati hanno raccolto dati di neuroimaging multimodale su un totale di 1100 individui con schizofrenia e controlli sani dal 2010-15. Utilizzando il set di dati di grandi dimensioni, i ricercatori hanno inizialmente proposto il concetto di “anomalie striatali funzionali”. Hanno quindi utilizzato la tecnologia di intelligenza artificiale sui dati fMRI a riposo per mappare la disfunzione striatale a livello individuale. I ricercatori hanno dimostrato, per la prima volta, che la disfunzione striatale era efficace nel distinguere i pazienti affetti da schizofrenia e che tale disfunzione era anche responsabile della scarsa risposta antipsicotica. Sulla base del biomarcatore di recente sviluppo, i ricercatori hanno esteso la loro ricerca ad altri disturbi neuropsichiatrici. Hanno dimostrato che anche gli individui con disturbo bipolare hanno mostrato disfunzione striatale che si sovrapponeva alla disfunzione associata alla schizofrenia. Dopo aver combinato diversi livelli di dati, i ricercatori hanno suggerito che la disfunzione striatale è correlata al sistema dopaminergico e al rischio genetico poligenico per la schizofrenia. Lo studio ha anche valutato l’uso di questo biomarcatore per prevedere le etichette diagnostiche e le risposte al trattamento in diversi ospedali. Gli scienziati sperano che la ricerca sulle basi biologiche dei disturbi psichiatrici aumenterà la comprensione dei meccanismi della malattia e guiderà lo sviluppo di nuovi farmaci. Uno strumento web-based sviluppato per calcolare il punteggio personalizzato di anomalie striatali funzionali (FSA) per ogni individuo è disponibile qui.

Daniele Corbo

Bibliografia: “A neuroimaging biomarker for striatal dysfunction in schizophrenia”. Ang Li, Andrew Zalesky, Weihua Yue, Oliver Howes, Hao Yan, Yong Liu, Lingzhong Fan, Kirstie J Whitaker, Kaibin Xu, Guangxiang Rao, Jin Li, Shu Liu, Meng Wang, Yuqing Sun, Ming Song, Peng Li, Jun Chen, Yunchun Chen, Huaning Wang, Wenming Liu, Zhigang Li, Yongfeng Yang, Hua Guo, Ping Wan, Luxian Lv, Lin Lu, Jun Yan, Yuqing Song, Huiling Wang, Hongxing Zhang, Huawang Wu, Yuping Ning, Yuhui Du, Yuqi Cheng, Jian Xu, Xiufeng Xu, Dai Zhang, Xiaoqun Wang, Tianzi Jiang & Bing Liu. Nature Medicine

Immagine: Schizophrenia. (Andreea Anghel)

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