Nuove intuizioni sulla segnalazione del dolore nel cervello

chronic pain Painting by Cecile Pardigon

La comunicazione rapida tra le nostre cellule cerebrali – o la neurotrasmissione come viene chiamata – è estremamente importante per il nostro cervello per funzionare correttamente. Alcuni dei messaggeri coinvolti in questa forma di comunicazione sono neuropeptidi, che sono sostanze chimiche prodotte nel cervello. Alcuni di questi peptidi sono coinvolti nel causare la sensazione di dolore. In un nuovo studio, i ricercatori dell’Università di Copenaghen mostrano come il neuropeptide Big Dynorphin si lega a un recettore coinvolto nell’invio di segnali di dolore intorno al cervello. Hanno mappato esattamente come e dove Big Dynorphin si lega a questo recettore, il che può causare l’invio di un segnale di dolore all’interno del corpo. Big Dynorphin è il più potente regolatore di questo particolare recettore scoperto finora nel corpo umano. Gli antidolorifici che usiamo oggi influenzano altri tipi di recettori. Ciò significa che questa scoperta potrebbe spianare la strada a un nuovo tipo di medicinale antidolorifico tramite questo recettore, contribuendo potenzialmente a eludere alcuni degli effetti avversi tipici degli oppioidi. Il nuovo studio è stato pubblicato su PNAS e indaga sull’interazione tra Big Dynorphin e il recettore chiamato Acid-Sensing Ion Channel (ASIC). I ricercatori hanno mappato l’interazione e la segnalazione usando una vasta gamma di metodi. Hanno effettuato manipolazioni sul peptide e sul recettore usando tecnologie come l’elettrofisiologia, i reticolanti codificati geneticamente e il CRISPR. Normalmente, l’interazione biologica all’interno delle cellule cerebrali si verifica molto rapidamente, ma il loro approccio ha permesso ai ricercatori di intrappolare le interazioni e mapparle. Si sa che sia il recettore che la Big Dynorphin sono sovraregolati nei pazienti con infiammazione e dolore cronico. Ciò significa che ce ne sono molti di più rispetto alle condizioni normali. E ciò, almeno in teoria, può portare a più dolore e al rischio di effetti negativi di lunga durata sulla salute del cervello. Ciò significa che questo risultato potrebbe avere implicazioni per queste malattie in termini di sviluppo di farmaci. Altri ricercatori hanno precedentemente dimostrato che se eliminano il recettore ASIC, sono stati in grado di ridurre il dolore nei modelli di topo. Ciò sottolinea il potenziale delle nuove scoperte dell’Università di Copenaghen. I ricercatori non vedono l’ora di sfruttare il meccanismo farmacologicamente nei loro prossimi studi. Sperano di trovare composti rilevanti che possano mostrare un potenziale di riduzione del dolore per questi gruppi di pazienti vulnerabili.

Daniele Corbo

Bibliografia:“Mechanism and site of action of big dynorphin on ASIC1a”. Stephan Pless et al. PNAS

Immagine: chronic pain (Cecile Pardigon)

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. auacollage ha detto:

    interessante, molto tecnico ma interessante…per quel che posso capirci.

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    1. Grazie, è una tematica che mi interessa molto, perché il dolore cronico ha anche seri risvolti psicologici. Spero di essere stato abbastanza chiaro.

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      1. auacollage ha detto:

        Si. Sono d’accordo sai Daniele? Il dolore cronico ha veramente dei seri risvolti psicologici. Ma anche quei dolori cronici leggeri come un mal di pancia da sempre, un mal di piede che “vabbè non fa niente tanto cammino..” il dolore “fisso” porta, quindi comporta, dlle vere alterazioni dell’umore , di alcune capacità e differenze sottili ma sostanziali nell’approccio con col prossimo. Lo so perchè ebbi modo di viverlo personalmente in casa con mia madre: abituata a tenersi tutti i suoi dolori e te li augurava, poverina. Se mai avesse voluto fare qualcosa per curarsi anche la psiche avrebbe funzionato diversamente. I risvolti sono i più vari e, permettimi, sempre molto dolorosi. Pensando a come pratico io posso dire che l’amore per se stessi, non sembra ma per alcune persone è sconosciuto e non basta mai. Meno male che ci sono persone come te e il tuo gruppo che accolgono. Grazie.

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      2. Grazie di cuore. Sono completamente d’accordo con te. L’amore verso di sé è un presupposto essenziale per poter affrontare la vita in tutte le sue sfaccettature. Il dolore fisico è strettamente connesso alla psiche, non a caso si suggerisce sempre un aiuto psicologico per chi deve affrontare forme di dolore fisico cronico. Buona serata, un abbraccio

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