A seguito della pandemia di COVID-19, un’ondata di problemi neuropsichiatrici?

In un articolo pubblicato online il 13 aprile 2020 sulla rivista Brain, Behavior, and Immunity, un trio di ricercatori della University of California San Diego School of Medicine suggerisce che all’indomani della nuova pandemia di coronavirus, potrebbe rimanere – o emergere – una serie di sfide neuropsichiatrici per coloro che si stanno riprendendo da infezioni COVID-19. Le pandemie del passato hanno dimostrato che diversi tipi di sintomi neuropsichiatrici, come encefalopatia, cambiamenti dell’umore, psicosi, disfunzione neuromuscolare o processi demielinizzanti, possono accompagnare l’infezione virale acuta o possono seguire l’infezione di settimane, mesi o più nei pazienti guariti. Questo articolo cerca di attirare l’attenzione della comunità medica sulla necessità di monitoraggio e indagini per mitigare tali risultati, non per provocare il panico tra gli individui le cui vite sono già fortemente colpite da questa pandemia. Encefalopatia è un termine generico per qualsiasi insulto che altera la funzione o la struttura del cervello, e quindi il proprio stato mentale. La demielinizzazione è la perdita della guaina protettiva della mielina delle cellule nervose, con conseguenti problemi neurologici. COVID-19 è un significativo fattore di stress psicologico, sia per gli individui che per le comunità. Ci sono timori di malattia, morte e incertezza per il futuro. Questa pandemia è una potenziale fonte di traumatizzazione diretta e secondaria per tutti. Ma meno attenzione si sta dando sull’impatto che il virus stesso potrebbe avere sul sistema nervoso centrale umano (SNC) e sui relativi esiti neuropsichiatrici. Gli autori hanno osservato che gli studi sulle pandemie virali respiratorie del passato indicano che possono insorgere diversi tipi di sintomi neuropsichiatrici, tra cui una maggiore incidenza di insonnia, ansia, depressione, mania, suicidalità e delirio, che ha seguito le pandemie influenzali nel XVIII e XIX secolo. L’encefalite letargica è una malattia infiammatoria del sistema nervoso centrale caratterizzata da ipersonnolenza (sonnolenza anormale), psicosi, catatonia e parkinsonismo. L’incidenza è aumentata nel periodo della pandemia del 1918. Durante epidemie virali più recenti, come la SARS-CoV-1 nel 2003, l’H1N1 nel 2009 e la MERS-CoV nel 2012, sono stati segnalati successivamente tassi più alti di narcolessia, convulsioni, encefalite (infiammazione cerebrale), sindrome di Guillain-Barre e altre condizioni neuromuscolari e demielinizzanti. Sono già emerse segnalazioni di sintomi acuti associati al SNC nei soggetti affetti da COVID-19, inclusa una maggiore incidenza di ictus in pazienti gravemente infetti a Wuhan, in Cina, insieme a delirio e perdita di olfatto e senso del gusto. Un sondaggio condotto su pazienti affetti da UC San Diego Health trattati per COVID-19, pubblicato nel numero del 12 aprile 2020 dell’International Forum of Allergy & Rhinology, ha descritto i primi risultati empirici che associano fortemente la perdita sensoriale a COVID-19. La perdita è stata temporanea, hanno detto il autori, con gusto e olfatto che ritornano entro 2-4 settimane dall’infezione. I ricercatori affermano che le conseguenze neuropsichiatriche dell’attuale nuova pandemia di coronavirus non sono ancora note, ma probabilmente saranno significative e dureranno per anni. Prove emergenti suggeriscono che la comunità biomedica dovrebbe iniziare a monitorare i sintomi delle condizioni neuropsichiatriche e lo stato neuroimmune delle persone esposte a SARS-CoV-2, il virus che causa COVID-19. Bisognerà farlo in diversi punti della loro vita, per gli anni a venire, per valutare appieno gli effetti di questa pandemia sui risultati neuropsichiatrici per le diverse fasce di età e su come prepararsi meglio alle future pandemie.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Are we facing a crashing wave of neuropsychiatric sequelae of COVID-19? Neuropsychiatric symptoms and potential immunologic mechanisms”. by Emily A. Troyer, Jordan N. Kohn, Suzi Hong. Brain, Behavior, and Immunity

Immagine: The image is in the public domain.

13 commenti Aggiungi il tuo

  1. Le perle di R. ha detto:

    Non è una buona notizia anche se bisogna diffondere questa notizia nonostante ciò.

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    1. Le perle di R. ha detto:

      È davvero molto importante farlo.

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    2. È molto preoccupante e proprio per questo bisogna essere pronti!

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  2. flavorchris ha detto:

    Articolo interessante ed ammirevole la vostra dedizione.

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      1. flavorchris ha detto:

        Ciao, scusami se ti scrivo qui. Il vostro episodio lo pubblico domani. 😉

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  3. ameliereality ha detto:

    Ci sarà un grande lavoro da fare e bisogna farsi trovare pronti per qualsiasi fascia d’età: i reparti di rianimazione non sono gli unici servizi sanitari a dover essere implementati…

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    1. Ci sarà un lavoro enorme e dovrebbe essere implementato tutto, spero anche la ricerca.

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      1. ameliereality ha detto:

        sì, tutti ambiti che già prima erano in sofferenza: spero che sia l’occasione per capirne l’importanza e la necessità vitale di supportarli e potenziarli

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      2. Da ricercatore nel campo medico lo spero molto….

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      3. ameliereality ha detto:

        lo spero pure io anche se non sono ricercatrice: sono consapevole che il vostro lavoro è fondamentale per una migliore qualità di vita in condizioni normali, mentre ora, come in altre occasioni, fa la differenza fra la vita e la morte. Forse se ne sono accorti anche ad altri livelli in questo momento

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