La realtà virtuale aiuta a sviluppare l’empatia

Se uno studio di un anno fa sosteneva che la realtà virtuale poteva incoraggiare l’empatia, una nuova ricerca pubblicata su eNeuro dimostra che essa attiva reti cerebrali che aumentano la tua capacità di identificarti con altre persone. Al punto che la tecnologia potrebbe diventare uno strumento nel trattamento dei violenti per entrare maggiormente in empatia con gli altri. Comprendere il punto di vista di qualcuno è cruciale per relazioni di successo. Quando ciò non viene naturale, la tecnologia della realtà virtuale potrebbe essere in grado di aiutare il processo. Un’esperienza di realtà virtuale in prospettiva in prima persona che fornisce feedback multisensoriali può indurre il cervello a pensare che un corpo virtuale sia il tuo stesso corpo. Questo fa sì che il cervello reagisca agli eventi virtuali come se stessero accadendo nel mondo reale. I ricercatori hanno usato la risonanza magnetica funzionale per monitorare l’attività cerebrale dei partecipanti mentre sperimentavano un’animazione in realtà virtuale di un uomo che abusava verbalmente di una donna, dal punto di vista della donna. Prima di guardare la scena, i partecipanti hanno seguito un allenamento di realtà virtuale dalla prospettiva della donna o come uno spettatore che guardava la donna. Le persone che hanno sperimentato l’immedesimazione in prima persona hanno identificato il corpo della donna come proprio e hanno dimostrato un’attività cerebrale sincronizzata nello spazio personale e nelle reti di proprietà del corpo. Hanno anche mostrato una forte attività sincronizzata in alcune parti della percezione della minaccia di elaborazione del cervello quando l’uomo si è avvicinato. Questo tipo di tecnologia potrebbe avere molte applicazioni, come la riabilitazione di coloro che hanno avuto comportamenti violenti.

Daniele Corbo

Bibliografia: “First Person Virtual Embodiment Modulates Cortical Network That Encodes the Bodily Self and Its Surrounding Space During the Experience of Domestic Violence”. by Aline W. de Borst, Maria V. Sanchez-Vives, Mel Slater and Beatrice de Gelder. eNeuro

Immagine: Virtual Reality (Wilmer Aderbert)

8 commenti Aggiungi il tuo

  1. Barbara ha detto:

    Direi che in questi mesi abbiamo avuto piena dimostrazione di quanto il virtuale invece diminuisca l’empatia o la trasformi in una sorta di finzione empatica in rete…
    Non aiuta conto l’egoismo, dubito possa aiutare con la violenza 🙂

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    1. Per realtà virtuale non si intende quello che stiamo vivendo in questi giorni, ma qualcosa di differente e complesso. Per realtà virtuale, nello specifico, si intende vedere tramite un dispositivo la prospettiva di una persona che subisce violenza e vivere l’esperienza in prima persona. L’effetto è stato verificato in risonanza magnetica e si è visto che si attivavano aree cerebrali analoghe a coloro che avevano subito violenza. Cosa differente avviene in terza persona. Questo è un risultato dimostrato. Spero la sua applicazione possa invece aiutare al recupero dei violenti, vedremo…

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  2. M. Rebecca Farsi ha detto:

    Bellissimo articolo, questo argomento mi interessa tanto. Credo che risultino coinvolti, nella costruzione dell’empatia a livello cerebrale, anche i neuroni specchio. Bravo Dani

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    1. Assolutamente si cara Rebecca. Gli esperimenti di questo tipo sono basati sempre sui neuroni specchio. Per quattro anni questa è stata la mia area di ricerca…

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  3. M. Rebecca Farsi ha detto:

    Quattro anni, caspita. Allora il mio commento ti sarà parso un’ovvietà…
    tuttavia è stata la prima cosa che mi è venuta in mente perché anche in psicoterapia, con una maggiore attivazione dei neuroni specchio da parte del paziente, si riesce a stabilire un’alleanza terapeutica più profonda e funzionale, capace di superare transfert e controtransfert ostacolanti.

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    1. Figurati, non era per niente scontato. Invece il tuo commento ha arricchito me! Grazie ☺️

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  4. Merci pour ton visite. J’ai suivi ton blog✨

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  5. M. Rebecca Farsi ha detto:

    Merci à toi, j’éspère que tu l’as apprecié! à bientot

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