Gli anticorpi come trattamento per il DOC

Obsession Painting by Sylvia Baldeva

Gli scienziati della Queen Mary University di Londra e dell’Università di Roehampton, Londra, hanno scoperto che i pazienti che soffrono di disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) hanno livelli aumentati di una proteina chiamata Immuno-moodulin (Imood) nei loro linfociti, un tipo di cellula immunitaria. È stato anche scoperto che topi con alti livelli di questa proteina esibiscono comportamenti caratteristici di ansia e stress, come scavare e pulirsi eccessivamente. Quando i ricercatori hanno trattato i topi con un anticorpo che ha neutralizzato Imood, i livelli di ansia degli animali si sono ridotti. I risultati hanno portato i ricercatori a presentare una domanda di brevetto per l’anticorpo e ora stanno lavorando con un’azienda farmaceutica per sviluppare un potenziale trattamento per i pazienti umani. Vi sono prove crescenti che il sistema immunitario svolge un ruolo importante nei disturbi mentali. E infatti le persone con malattie autoimmuni hanno tassi più alti della media di disturbi di salute mentale come ansia, depressione e disturbo ossessivo compulsivo. Le loro scoperte ribaltano gran parte del pensiero convenzionale sui disturbi di salute mentale causati esclusivamente dal sistema nervoso centrale. Il team, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Brain Behaviour and Immunity , ha identificato per la prima volta Imood mentre studiava una diversa proteina chiamata Annexin-A1 e il ruolo che svolge nelle malattie autoimmuni come la sclerosi multipla e il lupus. Aveva creato topi transgenici per sovraesprimere questa proteina nelle loro cellule T, una delle principali cellule responsabili dello sviluppo di malattie autoimmuni, ma ha scoperto che i topi mostravano più ansia del normale. Quando hanno analizzato i geni espressi nelle cellule T degli animali, hanno scoperto che un gene in particolare era particolarmente attivo. La proteina prodotta da questo gene era ciò che alla fine chiamarono Immuno-moodulin, o Imood. Quando ai topi ansiosi fu somministrato un anticorpo che bloccava Imood, il loro comportamento tornò alla normalità in un paio di giorni. I ricercatori hanno testato le cellule immunitarie di 23 pazienti con disturbo ossessivo compulsivo e 20 volontari sani. Hanno scoperto che l’espressione di Imood era circa sei volte superiore nei pazienti con DOC. Altre ricerche recenti condotte da scienziati di altre parti hanno anche scoperto che la stessa proteina può anche svolgere un ruolo nel disturbo da deficit di attenzione/iperattività. Imood probabilmente non regola direttamente le funzioni cerebrali in modo classico, ad esempio modificando i livelli dei segnali chimici nei neuroni. Invece, può influenzare i geni nelle cellule cerebrali che sono stati collegati a disturbi mentali come il DOC. Questo è il lavoro che devono ancora fare per capire il ruolo di Imood. Vogliono anche fare più lavoro con campioni più grandi di pazienti per vedere se possiamo replicare ciò che hanno visto nel piccolo numero nel nostro studio. Nel frattempo stanno collaborando con la società biofarmaceutica UCB per sviluppare anticorpi contro Imood che possono essere utilizzati nell’uomo e per capire come trattare i pazienti con disturbi mentali. È ancora presto, ma la scoperta di anticorpi – invece dei classici farmaci chimici – per il trattamento dei disturbi mentali potrebbe cambiare radicalmente la vita di questi pazienti mentre si prevede una ridotta possibilità di effetti collaterali. Potrebbero essere necessari fino a cinque anni prima che un trattamento possa essere sottoposto a studi clinici.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Immuno-moodulin: A new anxiogenic factor produced by Annexin-A1 transgenic autoimmune-prone T cells”. by Fulvio D’Acquisto et al. Brain Behavior and Immunity

Immagine: Obsession (Sylvia Baldeva)

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