Come un cambiamento genetico aumenta il rischio di schizofrenia

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Secondo i ricercatori un cambiamento genetico aumenta il rischio di sviluppare la schizofrenia ed evidenzia nuove opportunità per il trattamento farmacologico. La ricerca collaborativa di un team delle università di Lancaster, Glasgow e Strathclyde è stata finanziata dal Medical Research Council. Nel genoma umano, è stato trovato che piccole sezioni di DNA vengono duplicate (copiate) o eliminate in un piccolo numero di persone, un fenomeno noto come variazione del numero di copie. Alcuni di questi cambiamenti genetici sono collegati ad un aumentato rischio di sviluppare disturbi dello sviluppo neurologico, come la schizofrenia e l’autismo, ma i meccanismi patologici coinvolti rimangono in gran parte sconosciuti. Ad esempio, le persone con una duplicazione del DNA nel cromosoma 16p11.2, che si traduce in copie extra di circa 30 geni diversi, hanno circa 15 volte più probabilità di sviluppare schizofrenia rispetto alle persone senza duplicazione. Perché questo dovrebbe essere il caso è molto poco compreso. Per la prima volta, una ricerca riportata dal team sulla rivista Cell Reports ha dimostrato che la duplicazione 16p11.2 influisce su una serie di diversi tipi di neuroni inibitori, i neuroni che usano il neurotrasmettitore GABA, in aree cerebrali disfunzionali nella schizofrenia. Queste aree del cervello includono la corteccia prefrontale, l’ippocampo e l’amigdala. I ricercatori mostrano anche che questi cambiamenti neuronali GABA sono accompagnati da una comunicazione funzionale compromessa tra le stesse regioni cerebrali. È importante sottolineare che i ricercatori hanno scoperto che la duplicazione 16p11.2 comporta anche deficit cognitivi e sociali. Questi deficit non sono solo paralleli a quelli osservati nei pazienti con schizofrenia, ma sono anche noti per coinvolgere le regioni del cervello identificate come disfunzionali a causa della duplicazione 16p11.2. Questi dati forniscono nuove informazioni su come la duplicazione 16p11.2 aumenta il rischio di sviluppare la schizofrenia e i meccanismi coinvolti. Una scoperta chiave è l’osservazione della connettività interrotta tra le regioni del cervello che sono note per essere disfunzionali nella schizofrenia. Ora possono testare la capacità dei farmaci di ripristinare questi cambiamenti nell’ambito della ricerca in corso per sviluppare trattamenti migliori per il disturbo. Va anche evidenziata la potenziale opportunità per lo sviluppo di farmaci in base a questi risultati. Le attuali opzioni di trattamento farmacologico disponibili per le persone con schizofrenia sono limitate, efficaci solo per alcuni pazienti e spesso comportano gravi effetti collaterali. I farmaci per aiutare i pazienti con i loro problemi cognitivi e sociali sono particolarmente urgenti, poiché questi sintomi hanno un impatto drammatico sulla loro qualità di vita. Queste scoperte evidenziano il potenziale dei farmaci destinati ai neuroni GABA e forniscono una serie di misure di biomarcatore traslazionale in base alle quali è possibile testare la potenziale efficacia terapeutica di questi e altri farmaci per la schizofrenia. La scoperta della funzione del neurone GABA disturbata come conseguenza della duplicazione 16p11.2 è particolarmente intrigante, dato che si sa che questi tipi di cellule sono disfunzionali nel cervello delle persone con schizofrenia. Ciò suggerisce che ora siamo più vicini a individuare i geni che regolano la funzione delle cellule GABA, e quindi in futuro a un potenziale approccio per aiutare le persone con schizofrenia.

Daniele Corbo

Bibliografia: “16p11 Duplication Disrupts HippocampalOrbitofrontal-Amygdala Connectivity, Revealing a Neural Circuit Endophenotype for Schizophrenia”. by Greg C. Bristow, David M. Thomson, Rebecca L. Openshaw, Emma J. Mitchell, Judith A. Pratt, Neil Dawson, Brian J. Morris. Cell Reports

Immagine: The image is credited to Lancaster University.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. QueridaJ ha detto:

    Very promising indeed!

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    1. Absolutely! 🙏☺️

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  2. fulvialuna1 ha detto:

    Questo trovo sia una ricerca importantissima.

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    1. È vero, è uno studio eccezionale che apre molte possibilità. Buona giornata

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