La fonte delle allucinazioni uditive nello psicotico

Hallucination Painting by Ioana Baltan

Con il termine allucinazione si intende una percezione in assenza di percetto: ovvero, una persona avverte la presenza di un oggetto pur in assenza dell’oggetto stesso. La natura dell’allucinazione può variare al mutare del canale sensoriale con il quale la stessa viene avvertita: dunque avremo allucinazioni visive, se il soggetto vede nella realtà degli elementi che non esistono; olfattive, uditive o sensoriali nel caso in cui le percezioni illusorie vengano avvertite con l’olfatto, l’udito o il tatto. In certi disturbi psicopatologici troviamo anche le allucinazioni cinestesiche, relative alla percezione di un movimento corporeo che non si sta effettuando, o alla presenza nel proprio corpo di elementi inesistenti (sentirsi invasi da insetti, percepire alcune parti del corpo mancanti o mutate nella forma, etc.)

Le allucinazioni visive si verificano soprattutto in caso di intossicazioni da sostanze stupefacenti, stati tumorali a livello del lobo temporale o occipitale, stati di gravi infezioni sistemiche e malattie generalmente collegate ad una disfunzione o ad un deterioramento organico acuto; le allucinazioni uditive, così come quelle cinestesiche, sono invece presenti negli episodi psicotici, come ad esempio quelli schizofrenici, nei quali i confini dell’Io si mostrano particolarmente allentati, e l’esame con la realtà viene diluito dalla presenza di un pensiero disfunzionale e disintegrante.

Lo schizofrenico avverte delle voci all’interno della propria mente; la sua percezione è reale, invasiva, ottenebrante, e si presenta con una frequenza così intensa da apparire persecutoria. Ad una prima analisi si potrebbe ipotizzare un’analogia con le voci avvertite dalle personalità dissociate, ma è tuttavia necessario effettuare una diagnosi differenziale: nella psicosi le voci vengono comprese in maniera più chiara e oggettiva, e risultano mezzo di espressione di un Sé più coeso rispetto a quello alternativo e dissociato delle personalità multiple.

Le voci invadono la mente dello schizofrenico con un’intenzionalità minacciosa, derisoria, critica, e per questo rappresentano una fonte di grave angoscia. A parlare  in seconda persona sono soprattutto le voci che impartiscono ordini volti a spingere il soggetto a compiere le più svariate azioni, spesso anche con finalità auto o etero aggressiva. A parlare in terza persona sono invece le voci che rivolgono commenti critici e stigmatizzanti, finalizzati a deridere il paziente e a denigrare il suo operato.

L’effetto di questo sintomo psicotico è altamente invalidante: tutta l’esperienza di vita nello schizofrenico appare frammentata, disorganizzata, assolutamente avulsa dalla realtà oggettiva, che viene sostituita dall’onnipotenza di un pensiero patologico e soverchiante contro il quale combattere appare impossibile.

Spesso nei casi di schizofrenia si parla di “furto del pensiero”: il paziente si sente letteralmente invaso da volontà altrui che manipolano il suo pensiero e lo rendono noto a tutti. Ogni nesso logico viene completamente scisso, si ragiona per predicati, si annullano contesti spazio-temporali, il pensiero diviene concreto, la percezione assume connotazione analitica anziché globale. Da qui la dispercezione assoluta dello schizofrenico. La nascita del suo “mondo a parte”.

RECENTI STUDI DI NEUROIMAGING: I RISULTATI OTTENUTI

Le tecniche di neuroimmagine hanno permesso di constatare come la schizofrenia sia associata a una ridotta connessione tra differenti aree della corteccia cerebrale; recenti studi hanno inoltre permesso di identificare quali siano le aree cerebrali direttamente coinvolti nella percezione allucinatoria uditiva. Nello specifico si è visto come l’esperienza percettiva delle voci schizofreniche sia correlata all’attivazione della corteccia uditiva primaria e del giro temporale mediale destro (Bentaleb, Beauregard, Liddle et al., 2002).

L’aspetto interessante di questa scoperta è che tale area cerebrale risulta ugualmente attivata nelle esperienze di discorsi interni, e dunque l’allucinazione avvertita dallo schizofrenico potrebbe risultare il risultato di un errore in funzione del quale viene attribuita ad una fonte esterna uno stimolo che al contrario è stato generato internamente.

Si tratta di un’ipotesi che trova riscontro in alcuni studi che hanno evidenziato come gli individui psicotici abbiano particolare difficoltà nell’individuazione della fonte da cui proviene uno stimolo sensoriale. Ad esempio, in un setting sperimentale, si è visto come gli schizofrenici presentino maggiore difficoltà a ricordare la fonte originale di provenienza delle parole, ovvero fanno fatica a ricordare se una parola è stata pronunciata da loro stessi o da un soggetto diverso, in questo caso il ricercatore( Brebion, Amador, David et al., 2000).

Potrebbe trattarsi di una spiegazione plausibile circa la presenza dell’allucinazione uditiva in un paziente schizofrenico, e tuttavia si afferma come non rappresenti ancora una modalità interpretativa plausibile circa il disagio percepito in presenza di tali voci. Disagio che, nel paziente psicotico, potrebbe avere origine prettamente emotiva.

Un altro studio condotto dal Center for Neuroscience and Cognitive Systems (CNCS) di Rovereto e pubblicato su Neuroimage Clinical, ha mostrato come le aree sensoriali primarie della corteccia cerebrale, quelle preposte all’elaborazione di base degli input visivi e uditivi, sono anche le zone specifiche del cervello strettamente coinvolte nella comparsa di allucinazioni auditive: proprio in queste aree specifiche si verificherebbe una frammentazione del sistema di connessioni cerebrali in grado di condurre lo schizofrenico alla percezione falsata di stimoli uditivi. Attraverso questo studio – dice Cécile Bordier, prima autrice della pubblicazione – “dimostriamo che la frammentazione della connettività cerebrale interessa maggiormente le regioni sensoriali primarie, e  che quindi che la comunicazione è già alterata ad un livello molto basso dell’elaborazione del segnale».

Si tratta di studi ancora in fieri, e pertanto non dotati di attendibilità scientifica inconfutabile; sarà necessario fare ulteriori passi aventi per comprendere la natura delle allucinazioni percettive negli psicotici, ma quello descritto costituisce un progresso importante. «Comprendere quali siano le regioni cerebrali all’origine della malattia è infatti anche il presupposto fondamentale per programmare terapie farmacologiche più efficaci e mirate”, continua la Bordier.

Sarebbe prospettabile, dunque, dal punto di vista farmacologico, somministrare sostanze antipsicotiche in grado di ridurre l’attivazione delle aree cerebrali interessate dalle percezioni uditive interne; mentre, sotto il punto di vista della riabilitazione cognitiva, non meno importante, il core terapico potrebbe essere organizzato attorno ad una rieducazione al riconoscimento della fonte informativa– interna anziché esterna- e ad una riduzione nel disagio collegato alla percezione delle stesse.

Utili al raggiungimento di tali obiettivi potrebbero essere i trattamenti di cognitive remediation ( il COGPACK primo tra tutti) e i modelli di social skills training finalizzati a migliorare nel paziente l’utilizzo delle abilità cognitive, emotive e comportamentali, e a renderlo in grado di ridurre l’intensità dei sintomi, di accrescere la capacità relazionale, di reperire strategie di gestione delle stress e soprattutto di individuare, nella relazione sociale, un elemento supportivo e un fattore di distrazione da impiegare al presentarsi dei sintomi allucinatori.

M. Rebecca Farsi

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Bentaleb, L., Beauregard, M., Liddle, P., Stip, E. (2002), Cerebral activity associated with auditory verbal allucinations: a functional magnetic resonance imaging case study, in Journal of psychiatry and Neuroscience, 27, pp. 100-115;
Brebion, G., Amador, X., David, A., Malospina D. et al. ( 2000), Positive symptomatology and source monitoring failure in schizophrenia: an analysis of symptom specific effects, in Psychiatry Research, 95, pp. 119-131;
Rubin, A. (2018), Schizofrenia: uno studio rivela le aree cerebrali coinvolte nelle distorsioni sensoriali, in https://www.rivistamicron.it/approfondimenti/schizofrenia-uno-studio-rivela-le-aree-cerebrali-coinvolte-nelle-distorsioni-sensoriali.

Immagine: Hallucination (Ioana Baltan)

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