Perché obbedire agli ordini può farci fare cose terribili

dictator Drawing by FARUK SOYARAT | Saatchi Art

A volte le atrocità di guerra sono commesse da persone “normali” che obbediscono agli ordini. I ricercatori dell’Istituto olandese di neuroscienze hanno misurato l’attività cerebrale mentre i partecipanti infliggevano dolore e hanno scoperto che obbedire agli ordini riduceva l’empatia e l’attività cerebrale correlata al senso di colpa per il dolore inflitto. Questo potrebbe spiegare perché le persone sono in grado di commettere atti immorali sotto coercizione. Molti esempi nella storia dell’umanità hanno dimostrato che quando le persone obbediscono agli ordini di un’autorità, sono in grado di compiere atti atroci verso gli altri. Tutti i genocidi che l’umanità ha conosciuto, generalmente indicati come crimini di obbedienza, hanno dimostrato che il fatto che una parte della popolazione obbedisse agli ordini di sterminare altri esseri umani ha portato alla perdita di innumerevoli vite, culture e civiltà. I ricercatori volevano capire perché obbedire agli ordini influisce così tanto sul comportamento morale e perché la disponibilità delle persone a compiere trasgressioni morali è alterata nelle situazioni coercitive. Quando gli umani assistono a un’altra persona che prova dolore, sia esso emotivo o fisico, hanno una reazione empatica, e si pensa che questo sia ciò che ci rende contrari a danneggiare gli altri. Si può misurare quell’empatia nel cervello, perché si vedono che le regioni normalmente coinvolte nel sentire il nostro dolore, inclusa l’insula anteriore e la corteccia cingolata rostrale, si attivano quando assistiamo al dolore degli altri, e più forte è l’attività e più empatia sperimentiamo e più facciamo per prevenire danni agli altri. Questo processo è profondamente radicato nella nostra biologia e condiviso da altri mammiferi, come roditori o scimmie. Hanno valutato in questo studio se obbedire agli ordini di infliggere dolore a qualcun altro ridurrebbe la risposta empatica rispetto al decidere liberamente di infliggere – o non infliggere – lo stesso dolore. Nello studio pubblicato su NeuroImage, gli autori hanno utilizzato coppie di partecipanti, a uno assegnato il ruolo di “agente” e all’altro il ruolo di “vittima”. I partecipanti sono stati inseriti in uno scanner MRI per registrare la loro attività cerebrale durante l’attività. È stato detto loro che avevano due pulsanti; uno innesca la somministrazione di una vera scossa, leggermente dolorosa, sulla mano della vittima in cambio di + 0,05 €, e un altro innesca nessuno shock e niente soldi. Nel corso di 60 round, gli agenti erano liberi di scegliere di somministrare o meno questo shock alla vittima, oppure hanno ricevuto l’ordine dallo sperimentatore di infliggere – o meno – lo stesso shock. Questo compito è stato progettato per coinvolgere una decisione morale difficile per gli agenti: aumentare il proprio guadagno monetario causando dolore a un’altra persona o meno. Gli autori hanno osservato che i partecipanti hanno inviato più shock alle vittime quando sono stati istruiti in modo coercitivo rispetto a quando hanno deciso liberamente. I risultati della neuroimaging hanno mostrato che le regioni legate all’empatia erano meno attive quando obbedivano agli ordini rispetto ad agire liberamente. Hanno anche osservato che obbedire agli ordini riduceva le attivazioni nelle regioni del cervello associate al senso di colpa. L’osservazione che obbedire a un ordine per infliggere dolore riduce l’attivazione nelle regioni cerebrali legate all’empatia e al senso di colpa spiega, almeno in parte, perché le persone possono commettere atti altamente immorali nei confronti degli altri sotto coercizione. Questi risultati hanno enormi implicazioni in termini di comprensione del potere che l’obbedienza ha sul comportamento umano e offrono nuove intuizioni sulla possibilità di prevenire atrocità di massa commesse a causa della mancanza di empatia per le vittime. Il prossimo passo sarà capire perché così poche persone resistono agli ordini immorali. È perché la loro empatia si indebolisce quando eseguono gli ordini? Una migliore comprensione di come il cervello elabora l’empatia e le istruzioni può portare a modi per aiutarci a resistere agli ordini di commettere violenza in futuro.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Obeying orders reduces vicarious brain activation towards victims’ pain” by Emilie A. Caspar, Kalliopi Ioumpa, Christian Keysers, Valeria Gazzola. NeuroImage.

Immagine: dictator Drawing (FARUK SOYARAT)

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. M. Rebecca Farsi ha detto:

    il tema dell’obbedienza all’autorità è molto dibattuto nella psicologia sociale. A chi già non lo conosce consiglio di leggere il celebre esperimento di MILGRAM, il cui obiettivo è proprio quello di dimostrare come può mutare il vissuto empatico e comportamentale di un individuo quando è un’autorità superiore a dettare degli ordini. Si può arrivare al punto di disattendere la nostra personale scala di valori e di credenze, si può contravvenire la nostra stessa moralità, pur di non rifiutare ciò che ci viene ordinato. Una realtà innegabile, e per certi versi un po’ inquietante, sulla quale dovremmo riflettere.

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    1. Grazie cara Rebecca per il tuo commento interessante e stimolante!

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  2. M. Rebecca Farsi ha detto:

    grazie a te per il bell’articolo, come al solito ricco di spunti di riflessione

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  3. auacollage ha detto:

    E quando, pensandodi essere perfettamente liberi di scegliere, obbediamo ad ordini interiori sbagliati? Senza capri espiatori per eventuali comprensioni future se l’ordine viene dall’es erno? E se, comunque, l’ordine dall’esterno corrisponde ad una precisa situazione interiore che ce lo fa approvare? Quest’ultima azione inconscia, a dire il vero, suppongo quella che porta ad obbedire senza rendersi conto, ad occhi chiusi.

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    1. Gli ordini interiori sbagliati sono spesso il frutto di condizionamenti inconsapevoli, eredità delle fragilità che ci portiamo dentro senza saperlo. La cosa migliore è sempre essere perfettamente consapevoli di chi si è e di cosa si vuole, solo così i nostri comportamenti deriveranno esclusivamente dalla nostra volontà.

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