Neurotecnologie per ridurre l’insonnia

The insomnia Painting by Elena Rodionova

Se lo scrittore Gesualdo Buffalino arrivava a dire “Morire. Non fosse che per fregare l’insonnia”, evidentemente il non dormire è un problema che può portare le persone alla disperazione. Ma cosa succederebbe se i sintomi dell’insonnia potessero essere alleviati semplicemente ascoltando le proprie onde cerebrali? I ricercatori della Wake Forest Baptist Health hanno condotto uno studio clinico che ha mostrato una riduzione dei sintomi di insonnia e un miglioramento della funzione del sistema nervoso autonomo utilizzando una neurotecnologia di stimolazione acustica a circuito chiuso. Lo studio è pubblicato nell’edizione online del 17 settembre della rivista Brain and Behaviour. Il mirroring elettroencefalico (HIRREM) ad alta risoluzione, relazionale e basato sulla risonanza utilizza sensori del cuoio capelluto per monitorare le onde cerebrali e algoritmi software per tradurre frequenze specifiche in toni udibili di tonalità variabile in tempo reale. Questi toni legati alle onde cerebrali vengono riecheggiati istantaneamente tramite gli auricolari. Ciò consente al cervello di ascoltare se stesso, di guardarsi in uno specchio acustico. Il sonno è fondamentale per la salute, la guarigione e un benessere ottimali. HIRREM è un intervento di neuromodulazione acustica non farmacologico, non invasivo e unico che supporta il cervello per bilanciarsi e calmarsi. I risultati mostrano un beneficio duraturo sia per la riduzione dei sintomi dell’insonnia che per il miglioramento significativo delle misure oggettive della funzione autonomica. La tecnologia HIRREM supporta il cervello ad autoregolarsi, a ripristinare ciò che potrebbe essere diventato un trauma bloccato in seguito a forme di stress, che si ritiene contribuiscano all’insonnia. Si osserva che il modello cerebrale si sposta verso un migliore equilibrio e una ridotta ipereccitazione senza che sia richiesta alcuna attività cognitiva cosciente. Secondo l’American Academy of Sleep Medicine, circa il 30-35% degli americani ha sofferto di insonnia, che può ridurre l’aspettativa di vita e aumentare il rischio di eventi cardiovascolari, obesità, diabete e altre malattie. Lo studio ha incluso 107 uomini e donne adulti con insonnia da moderata a grave. Circa la metà ha ricevuto l’intervento HIRREM e il gruppo placebo ha ricevuto un intervento attivo di toni casuali. Tutti i partecipanti hanno tenuto un diario giornaliero del sonno e ciascuno ha ricevuto 10 sessioni di intervento di 60 minuti (HIRREM o placebo), per un periodo di tre settimane. Nello studio, sono state registrate modifiche all’Insomnia Severity Index (ISI), uno strumento di auto-segnalazione per valutare i sintomi dell’insonnia. I ricercatori hanno anche registrato la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna per analizzare oggettivamente la regolazione cardiovascolare autonomica. Dopo il completamento delle sessioni di intervento e durante le visite di follow-up fino a quattro mesi dopo, i soggetti nel gruppo HIRREM hanno riportato riduzioni clinicamente significative per i sintomi di insonnia. Quattro mesi dopo l’intervento, il 78% di coloro che hanno ricevuto HIRREM non ha riportato sintomi di insonnia significativi. Hanno anche mostrato miglioramenti significativi e duraturi nella funzione autonomica attraverso molteplici misure oggettive di variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e sensibilità baroreflex (BRS) rispetto a coloro che hanno ricevuto toni casuali. HRV è un potente biometrico che riflette la salute del sistema nervoso autonomo e BRS misura la regolazione della pressione sanguigna. In questo studio, i partecipanti a HIRREM avevano una probabilità cinque volte maggiore rispetto al placebo di ottenere un miglioramento della loro HRV misurata come rMSSD di oltre il 50%. Avevano anche il doppio delle probabilità di aver migliorato la BRS di oltre il 50% rispetto al placebo. Questi cambiamenti possono portare a un miglioramento a lungo termine della salute cardiovascolare dei partecipanti. Non si sono verificati eventi avversi gravi e meno del 6% dei partecipanti allo studio si è ritirato. Questi risultati si aggiungono al crescente interesse per la neuromodulazione e dimostrano che un breve intervento con stimolazione acustica a circuito chiuso può migliorare il sonno in modo significativo, migliorando anche la funzione autonomica. È un approccio alternativo importante per le persone che soffrono di insonnia.

Daniele Corbo

Bibliografia: “High‐resolution, relational, resonance‐based, electroencephalic mirroring (HIRREM) improves symptoms and autonomic function for insomnia: A randomized, placebo‐controlled clinical trial” by Catherine L. Tegeler, Hossam A. Shaltout, Sung W. Lee, Sean L. Simpson, Lee Gerdes, Charles H. Tegeler. Brain and Behavior.

Immagine: The insomnia (Elena Rodionova)

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. marzia ha detto:

    Geniale Hirrem

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    1. Si Marzia, è veramente un progetto brillante!

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  2. silviadeangelis40d ha detto:

    L’ha ripubblicato su Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava.

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