La depressione post-partum può persistere tre anni dopo il parto

Mother & Child Painting by Nazar Haidri |

Uno studio del National Institutes of Health su 5.000 donne ha rilevato che circa 1 su 4 ha sperimentato alti livelli di sintomi depressivi ad un certo punto nei tre anni successivi al parto. Il resto delle donne ha sperimentato bassi livelli di depressione durante l’arco di tre anni. Lo studio è stato condotto dai ricercatori dell’Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development (NICHD) del NIH ed è apparso sulla rivista Pediatrics. L’American Academy of Pediatrics raccomanda che i pediatri controllino le madri per la depressione post-partum durante le visite di bambini sani a uno, due, quattro e sei mesi dopo il parto. I ricercatori hanno identificato quattro traiettorie dei sintomi depressivi postpartum e i fattori che possono aumentare il rischio di una donna di sintomi elevati. I risultati suggeriscono che estendere lo screening per i sintomi depressivi postpartum per almeno due anni dopo il parto può essere utile. Questo studio indica che sei mesi potrebbero non essere abbastanza lunghi per valutare i sintomi depressivi. Questi dati a lungo termine sono fondamentali per migliorare la comprensione della salute mentale della mamma, che si sa essere fondamentale per il benessere e lo sviluppo di suo figlio. I ricercatori hanno analizzato i dati dello studio Upstate KIDS, che includeva bambini nati tra il 2008 e il 2010 da 57 contee dello Stato di New York. Lo studio ha seguito 5.000 donne per tre anni dopo la nascita dei loro figli. I ricercatori hanno valutato i sintomi delle donne attraverso un breve questionario di screening della depressione di cinque voci, ma lo studio non ha diagnosticato clinicamente la depressione nelle donne. Le donne con condizioni di base, come disturbi dell’umore e/o diabete gestazionale, avevano maggiori probabilità di avere livelli più elevati di sintomi depressivi che persistevano per tutto il periodo di studio. Va notato che i partecipanti allo studio erano principalmente donne bianche e non ispaniche. Gli studi futuri dovrebbero includere una popolazione più diversificata e ampia per fornire dati più inclusivi sulla depressione postpartum. Bisogna ricordare sempre che curare una neomamma vuol dire anche aiutare il suo bambino ad essere sereno e probabilmente ad essere un futuro adulto equilibrato.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Trajectories of Postpartum Depressive Symptoms” by Diane L. Putnick, Rajeshwari Sundaram, Erin M. Bell, Akhgar Ghassabian, Risë B. Goldstein, Sonia L. Robinson, Yassaman Vafai, Stephen E. Gilman, Edwina Yeung. Pediatrics

Immagine: Mother & Child (Nazar Haidri)

8 commenti Aggiungi il tuo

  1. Enza Graziano ha detto:

    Quindi: si tratta di mamme con condizioni di base che ne aumenterebbe la predisposizione, ho capito bene? Se è così, è sicuro che abbiano differenziato le due condizioni nel periodo post partum?

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    1. Già si sa dalla letteratura che donne con diabete gestazionale e disturbi dell’umore hanno una maggiore probabilità di avere la depressione post-partum, infatti spesso sono già seguite durante la gravidanza da psichiatri e psicoterapeuti. La novità dello studio è che tale disturbo non si esaurisce nel primo anno ma si può protrarre fino al terzo anno dopo il parto.

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      1. Enza Graziano ha detto:

        Intendo dire, nella ricerca avranno differenziato tra disturbi dell’umore e depressione post partum? Nel senso, siamo sicuri che non sia un disturbo dell’umore pregresso a ritornare nei tre anni successivi al parto? Forse mi spiego male e sono sicura che la ricerca sia stata condotta a dovere. Era una curiosità 😉

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      2. Ti spieghi bene, ho capito il punto. La sintomatologia è completamente differente, quindi si, sono stati differenziati.😉

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      3. Enza Graziano ha detto:

        Grazie Daniele 😊

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  2. Ana de Lacalle ha detto:

    Es un padecimiento que socialmente no se tiene en cuenta, es más se juzga despiadadamente a aquellas mujeres que habiendo sido madres recientementes se muestran deprimidas ¡qué malas madres! se deduce….una de tantas lacras que hemos arrastrado las mujeres a lo largo de la historia…

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    1. Muy cierto, no entiendo por qué somos tan despiadados con las mujeres que están tan sufriendo y que acaban de generar vida. En lugar de ayudarlos por todos los medios posibles, son juzgados; ¡Es un fracaso para la humanidad!

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  3. silviadeangelis40d ha detto:

    L’ha ripubblicato su Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava.

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