Nuove speranze per il cancro infantile

Immaginate di aver atteso tanto un figlio e, poco dopo il parto, scoprire che quel bambino già debba affrontare il suo primo mostro: il neuroblastoma.
Il neuroblastoma è il tumore più frequente nei neonati ed è uno dei tumori più comuni nei bambini di ogni età. Circa il 90% di tutti i neuroblastomi si verifica nei bambini di età inferiore ai 5 anni. Le cause del neuroblastoma sono sconosciute. La maggior parte di questi tumori compare spontaneamente e raramente, anche se il neuroblastoma spesso ha una presentazione familiare.
Un neuroblastoma si sviluppa in un determinato tipo di tessuto nervoso localizzato in numerose parti dell’organismo. Generalmente origina dai nervi dell’addome o del torace, più frequentemente nelle ghiandole surrenali (situate sopra ciascun rene).
Il più grande studio su una singola cellula, effettuato  fino ad oggi sul neuroblastoma, ha risposto a importanti domande sulla genesi della malattia. I ricercatori del Wellcome Sanger Institute, del Great Ormond Street Hospital (GOSH) e del Princess Máxima Center for Pediatric Oncology, hanno scoperto che tutti i neuroblastomi derivano da un singolo tipo di cellula embrionale chiamata simpatoblasti.
Lo studio, pubblicato il 5 febbraio 2021 su Science Advances, ha cercato di capire perché i neuroblastomi variano in gravità; infatti esistono delle forme più facili da trattare e altri con tassi di sopravvivenza a cinque anni relativamente bassi.
Il fatto che tutti i neuroblastomi derivino dai simpatoblasti li rende un bersaglio farmacologico attraente, perché queste cellule esistono solo nel tumore dopo la nascita del bambino.
Questa prospettiva variegata ha spinto i ricercatori a chiedersi se la gamma di gravità potrebbe essere causata da neuroblastomi derivanti da diversi tipi di cellule nelle diverse fasi dello sviluppo del bambino nell’utero. Ciò è stato reso possibile dall’avvento del sequenziamento dell’mRNA a cellula singola, una tecnologia ad alta risoluzione in grado di identificare diversi tipi di cellule presenti in un tessuto in base ai geni espressi dalle singole cellule.
In questo studio, l’espressione genica di 19.723 cellule tumorali è stata analizzata e confrontata con un riferimento di 57.972 cellule surrenali dello sviluppo, nella speranza di identificare i tipi di cellule da cui derivano i neuroblastomi e di trovare nuovi obiettivi di trattamento.
Ciò che più colpisce nei risultati è che, nonostante la grande diversità del comportamento clinico del neuroblastoma, esiste una cellula di neuroblastoma globale tipo che si trova in tutti i pazienti. L’identificazione dei simpatoblasti come la radice di tutto il neuroblastoma è un passo importante verso la comprensione di come si sviluppa la malattia e, si spera, come trattarla.
Attualmente, molti trattamenti contro il cancro causano gravi effetti collaterali per il paziente. Ma negli ultimi anni, i progressi tecnologici hanno accelerato lo sviluppo di farmaci consentendo ai ricercatori di identificare le differenze tra i processi biologici, come l’espressione di un particolare gene, all’interno di cellule umane sane e quelle all’interno di quelle cancerose. Queste differenze possono essere sfruttate per attaccare le cellule tumorali senza intaccare le cellule sane del paziente.
Il neuroblastoma è un cancro insolito in quanto alcuni tumori si risolvono senza intervento, ma la malattia ha ancora uno dei tassi di sopravvivenza a cinque anni più bassi di qualsiasi altro cancro infantile. Da qui lo sforzo dei ricercatori per trovare una risposta a questa patologia.
Lo studio di Science Advances colma importanti lacune nella conoscenza delle cellule di neuroblastoma e ha rivelato nuovi obiettivi di trattamento. La  speranza è che nuove terapie meno invasive possano essere sviluppate, prendendo di mira i simpatoblasti, un tipo di cellula dello sviluppo che esiste solo nei tumori del neuroblastoma dopo la nascita di un bambino.
Oltre a facilitare la scoperta dei simpatooblasti come radice del neuroblastoma, la mappa di riferimento unicellulare della ghiandola surrenale dello sviluppo contribuirà anche al progetto Human Cell Atlas. Il progetto mira a creare mappe di riferimento complete di tutti i tipi di cellule umane – le unità fondamentali della vita – come base per la comprensione della salute umana e la diagnosi, il monitoraggio e il trattamento delle malattie.
Questo studio mostra il potere di guardare le singole cellule tumorali infantili nel rivelarne non solo una, ma una pletora di nuove idee di trattamento. Ciò solleva l’entusiasmante prospettiva che un atlante monocellulare di tutti i tipi di tumori pediatrici possa trasformare la comprensione del cancro infantile.

Daniele Corbo

Bibliografia: The study will appear in Science Advances

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. vincenza63 ha detto:

    Spero che queste ricerche ottengano risultati importanti.
    Grazie e buona serata, Daniele.
    Vicky

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    1. Grazie Vincenza! Buona serata a te, un abbraccio

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  2. fulvialuna1 ha detto:

    Speriamo sempre nella ricerca, è fondamentale.
    Purtroppo abbiamo il figlio di una coppia di amici che sta lottando…

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    1. Mi dispiace molto. La ricerca andrebbe sempre sostenuta, invece fa sempre fatica a trovare i fondi per andare avanti

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